lunedì 11 aprile 2011

L’eredita’ di Bruce



Il Jeet Kune Do

Alla sua morte, Bruce ci ha lasciato diverse cose in eredità. Agli appassionati di cinema, ha lasciato film stupendi, film d’azione e di brivido. Ai cinesi, ha fatto riscoprire l'orgoglio e la passione; ai suoi amici, ha lasciato un profondo senso di umanità; tuttavia, l'eredità maggiore è stata quella della nuova tecnica del Kung Fu, il Jeet Kune Do.

Bruce capì benissimo che non era cosa facile poter stabilire con una certa esattezza le regole del Jeet Kune Do.
Nel 1963 ne iniziò lo studio che lo tenne occupato per molti anni. Sfortunatamente, questo studio, che concerneva il Tao of Jeet Kune Do, non fu mai pubblicato. La cosa più difficile per lui era mettere su carta il JKD, dato che esso non aveva regole fisse. Lasciate che vi spieghi. Il sogno di Bruce era quello di liberare il corpo da tutte le restrizioni imposte dagli stili classici. Bastava andare alla sua palestra, a Los Angeles, per rendersene conto: sulla parte interna della porta era appesa una miniatura una pietra tombale, ricoperta di fiori con una scritta: «In memoria di un uomo una volta libero, adesso imprigionato da troppe regole»,
Bruce era solito dire che si parlava troppo degli stili classici e che, generalmente, un combattente rischiava di essere ammazzato proprio perché adottava questi vecchi stili tradizionali. Il suo parere era differente; sosteneva che un atleta deve comportarsi con naturalezza, assumere solo quegli atteggiamenti che gli risultano spontanei senza perder tempo e pensare a come reagire se qualcuno attacca. La maniera migliore, per Bruce, era la più veloce. Una volta, ad un suo allievo, lanciò il suo portafoglio e quando questo lo afferrò al volo, Bruce disse che aveva agito nella maniera più veloce e naturale del mondo. Altri, forse, si sarebbero comportati diversamente, avrebbero assunto pose classiche... perdendo probabilmente il portafoglio. In altre parole, quando qualcuno ti afferra... colpiscilo! Non è difficile vedere l'origine di tale ragionamento... le vie di Hong Kong ed i combattimenti che il Piccolo Dragone dovette sostenere. Era un combattente nato, un «pugno», come lui stesso amò definirsi in seguito, e questa tecnica la portò dentro il Kung Fu: cercare quindi di colpire veloce, essere opportunista, calcolare le possibilità di vittoria. Ecco il suo metodo. Un altro degli elementi base del Jeet Kune Do è la mancanza di colpi addizionali. Il Jeet Kune Do è la maniera di colpire il più semplicemente possibile.
Bruce imparò questo dal suo vecchio maestro di Hong Kong, Yip Man, che insegnava il Wing Chun. In effetti, il Wing Chun aveva continuato le stesse tecniche da 300 anni. La scuola fu iniziata da una donna, la quale mentre studiava le arti marziali sotto le suore shaoline, era rimasta sorpresa dal fatto che il Kung Fu si era appropriato di molte regole classiche. Si mise in testa dunque di eliminarle e ritornare alla base del Kung Fu. Bruce era d'accordo con questa donna ma molto rapidamente si rese conto che persino il Wing Chun era troppo pieno di regole classiche, cosicché poco tempo dopo nacque il Jeet Kune Do.
«In linea di massima, è uno stile di combattimento molto sofisticato, il quale mira alle cose essenziali» ci spiegò una volta Bruce «quando uno scultore modella una statua, generalmente non aggiunge dell'argilla continuamente; al contrario, dopo aver formato la struttura base, toglie lentamente l'argilla fintanto che la sua statua riveli le parti essenziali».
Così succede per il Jeet Kune Do, con il quale niente deve essere successivamente aggiunto, ma quasi tutto deve essere lentamente eliminato fintanto da arrivare all'essenziale ».
Ma la semplicità non è una cosa che si può ottenere facilmente... basta infatti osservare l'allenamento di Bruce per convincerci di ciò. Ogni mattina, per esempio, Bruce era solito correre per due chilometri circa, accompagnato dal suo grande amico Bobo, e ciò allo scopo di sciogliersi i muscoli. A casa, a Los Angeles, aveva in ogni angolo degli strumenti per ginnastica e la maggior parte di questi strumenti erano originariamente costruiti apposta per Bruce, il quale ne aveva fatto i disegni.
Un esempio: un fantoccio ricoperto di alluminio, elastico, per cui quando veniva colpito rimbalzava pericolosamente verso il colpitore.
Dopo la corsa mattutina e la ginnastica, Bruce si dedicava per circa due ore al Jeet Kune Do.
«Nessuna teoria sul nuoto vi preparerà per poter nuotare velocemente» osservò una volta «il mio esercizio per il nuoto è nuotare, il mio esercizio per il Jeet Kune Do è praticarlo.
Per Bruce, il Jeet Kune Do era molto di più che un sistema di combattimento, era un sistema di vita. Qualcuno persino afferma che questo sistema fu la causa della sua morte, asserendo che un gruppo di artisti delle arti marziali, gelosi di lui e delle sue critiche, lo avrebbero assassinato.
Quantunque questa teoria sia creduta universalmente, non c’è ombra di vero in tutto questo, anche se Bruce qualche volta fece rimanere male parecchi artisti dell’atre marziale.
Ma questo non fu colpa del Piccolo Dragone, come disse lui stesso una volta, con il Jeet Kune Do lui non faceva altro che esprimere se stesso «Più il metodo è complicato, meno opportunità esisto di poter esprimere se stessi in piena libertà».
In questa grande arte il Jeet Kune Do noi possiamo vedere il vero Bruce.




Articolo tratto dalla rivista “ Kung-Fu ” del 1976.

domenica 3 aprile 2011

STORIA E CARATTERISTICHE DELLO SHITO-RYU



Lo Shito-Ryu è senza alcun dubbio uno degli stili di Karaté più diffusi nel mondo.
Nonostante l'enorme diffusione di uno stile dalle solide e naturali posizioni, o forse proprio per questo, non sono tanti i karateka che conoscono in maniera approfondita la sua storia, le origini, le caratteristiche intrinseche e probabilmente nemmeno la provenienza del suo nome.

KAISHO KENWA MABUNI (1889-1952)
Kenwa Mabuni nasce il 14 novembre del 1889 a Shuri, in seno a una famiglia che era stata al servizio del re delle isole Ryu Kyu e nelle cui vene scorreva il sangue guerriero del celebre Oshiro,
più conosciuto nel quindicesimo secolo come "l'Orco" (Oni Oshiro) per la sua bravura.
I cambiamenti avvenuti tra la fine di un secolo e l'inizio del successivo costrinsero il padre a diventare pasticciere.
Kenwa Manubi, per parte della sua infanzia aveva una salute fragile, nonostante ciò era motivato a convertirsi in un giovane forte, nel tentativo di emulare i suoi antenati.
E' così che Kenwa inizia con il Karaté, all'età di dieci anni, iniziato a questa disciplina da un servo della famiglia Mabuni chiamato Matayoshi.
In quei tempi il celebre Maestro Anko Itosu viveva a Shuri.
All'età di tredici anni Kenwa Mabuni viene presentato al Maestro da un gruppo di amici, dopodiché diventa suo allievo, rimanendogli fedele fino alla morte.
Seguendo le abitudini dell'epoca, per essere accettato come alunno da un gran Maestro, l'aspirante
doveva essere presentato da qualche personalità importante come garanzia.
A partire da quel giorno, Kenwa Mabuni "non avrebbe perso una sola lezione, nemmeno quando passò un tornado", come dichiarerà suo figlio Kenei Mabuni.
Nel 1902 viene ammesso ad un liceo di Okinawa dove il Karaté non era ancora praticato.
Tre anni dopo è accettato nella scuola marittima, dove trascorre tre anni prima di ottenere il
diploma. Kenwa Mabuni ha in quel momento diciannove anni.
Comincia a lavorare come insegnante alle scuole elementari di Naha e diventa amico di Chojun Miyagi, il quale gli presenta il Maestro Kanryo Higaonna.
Grazie a questo nuovo rapporto apprende direttamente il Naha-Te.
Ma due anni dopo è costretto a partire per il servizio militare.
Nel 1912, una volta congedato, entra nella scuola per polizia di Okinawa, grazie alla
raccomandazione di Miyagi.
Due anni più tardi, all'età di venticinque anni, ottiene la qualifica di ispettore di polizia, corpo nel quale rimarrà per i decenni a venire. Durante questo periodo pratica il Judo, disciplina alla quale si dedica con profonda e autentica passione. In varie occasioni, come racconta suo figlio, Kenwa si trova nella necessità di arrestare delinquenti pericolosi, questa fu una delle caratteristiche che lo resero famoso fra i suoi colleghi, grazie senza dubbio alla pratica del Karaté.
Il suo lavoro gli consentiva di spostarsi per l'intera Okinawa e di incontrare diversi Maestri dai quali apprendere le Arti del combattimento. E' in questo modo che riesce a salvare svariati kata di Karaté, così come a imparare il Bo-Jutsu (l'Arte del bastone) sotto la guida dei Maestri Aragaki e Soeshi, e il Sai-Jutsu del Maestro Shinpachi Tawada. Conviene ricordare che in quell'epoca era davvero difficile apprendere queste tecniche marziali, a causa dell'ermetismo e l'esoterismo dell'Arte.
Quando Kenwa Mabuni fonda più tardi lo stile Shito-Ryu, apporta un gran numero di tecniche e di kata, il che oggi per i suoi praticanti è un vantaggio, anche se questo comporta un maggior sforzo per il loro apprendimento, che richiede inoltre un costante allenamento.
I Maestri Anko Itosu e Kanryo Higaonna muoiono nel 1915, quando Mabuni ha solo ventisei anni, troppo giovane per seguire la via del Karaté da solo. Quindi si mette d'accordo con Chojun Miyagi, un anno maggiore di lui, per costituire un gruppo di pratica e di ricerca delle Arti da combattimento
delle isole Ryu Kyu. Fanno parte di questo gruppo alcuni dei più importanti karateka dell'epoca a Okinawa. Oltre a Miyagi e Mabuni, vi sono Kentsu Yabu, Gnomo Hanashiro, Chosin Chibana,
Anbun Tokuda, Shinpan Shiroma, Chojo Oshiro, Seito Tokumara, Shoko Ishikawa e Gichin Funakoshi.
Nell'anno 1918 il gruppo non ha un dojo dove rendere efficace la pratica e la collaborazione fra di loro. Nello stesso anno, a causa della visita delle altezze imperiali a Okinawa, Kenwa Mabuni ha l'onore di eseguire una dimostrazione nella Scuola Normale.
Finalmente nel 1924 Kenwa Mabuni può costruire un dojo nel giardino di casa sua.
Cosi si costituisce anche un nuovo gruppo, sotto la guida dei seguenti Maestri: Chojun Miyagi,
Juhatsu Kyoda, Choki Motobu, Gnomo Hanashiro, Chomo Oshiro, Chosin Chibana e Go Kenki. Quest'ultimo era un commerciante di té di origine cinese, esperto di Boxe della Gru Bianca (Hakutsuru Ken) che influirà molto sull'evoluzione di Mabuni.
Kenei Mabuni ha fatto riferimento a questo dojo in diverse occasioni:
"Prima della costruzione del dojo, mio padre si allenava con i suoi allievi nel giardino, di notte, con la sola luce di una lampadina elettrica. La maggior parte degli allievi si allenava a torso nudo, non ho visto quasi mai gli allievi vestiti con il kimono da Judo o di Kendo. Fin da bambino casa mia era sempre frequentata da karateka, il che mi è servito per progredire.
Alcuni di questi ospiti mi davano regali quando gli mostravo i kata che avevo appreso.
Nell'ottobre del 1924 mio padre fece costruire il dojo, dove si sarebbe allenato per lungo tempo.
Là vi aveva installato tutte le attrezzature destinate a fortificare il corpo per il Karaté.
A dire il vero, era un dojo ideale".
O quando dice: "Frequentavo ogni giorno le lezioni di mio padre in silenzio. Così potevo verificare e comprendere sempre più cose, tanto che riuscì a imparare a memoria e senza alcuno sforzo alcuni kata".
E aggiunge: "Non fu che all'età di 13 anni che mio padre mi tenne la prima lezione di Karaté.
Fino a quel momento non ero che un attento osservatore".
E amplia l'informazione sul dojo: "II dojo si trovava dietro alla casa ed era provvisto di un equipaggiamento completo per fortificare il corpo: makiwara, sage makiwara (makiwara sospeso in
aria), yoko bo makiage (specie di makiwara fermo orizzontalmente per lavorare sui pugni), geta in ferro e in pietra, sassi e pesi da sollevare, sai, pali e secchi di sabbia. Un meraviglioso spazio
ludico e sportivo dove non mancava nulla".
Nel 1922, in occasione della visita a Okinawa di Jigoro Kano, fondatore del Judo e una delle figure di maggior rilievo nel Budo giapponese, avviene l'inaugurazione del dojo della "Associazione di
cinture nere di Kendo e Judo". Il Maestro Kano aveva chiesto al prefetto di Okinawa una presentazione dell'Arte del Karaté, a cura del gruppo di Mabuni.
Mabuni realizza la spiegazione dello Shuri-Te, mentre Miyagi fa quella del Naha-Te. Un evento di vitale importanza nell'epoca, perché determinerà il successivo sviluppo del Karaté.
Riportiamo di nuovo le parole di Kenwa Mabuni per bocca di suo figlio Kenei:
"Dal punto di vista dell'educazione fisica e morale, l'Arte del combattimento di Okinawa va sviluppata in futuro in grande scala. Dovrebbe avere un certo grado di diffusione a Rondo, l'isola principale del Giappone e dovrebbe avere naturalmente la fortuna di integrarsi nel Butokukai. Vorrei che tenessero conto di questi due aspetti e che considerassero l'Arte okinawense da un punto di vista globale, come un'Arte dell'intero Giappone".
Dopo questo incontro con Jigoro Kano, Mabuni decide di lasciare Okinawa.
Nel 1928 parte per Tokio dove, insieme a Gichin Funakoshi, visita Jigoro Kano.
Un anno dopo trasloca con la sua famiglia a Osaka, all'età di quaranta anni.
Qui crea una scuola che inizialmente fa chiamare Mabuni-Ryu, dopodiché cambia con Hankó-Ryu, che ha lo stesso significato del Goju-Ryu di Miyagi, cioè durezza e morbidezza.
Tuttavia Miyagi era l'erede diretto di Kanryo Higaonna, mentre Mabuni aveva studiato principalmente con Itosu. Nel 1938 Mabuni scrive un primo libro, "Karaté-Dò Nyumon"
(Iniziazione al Karaté-Dò), dove parla per la prima volta della sua Arte come "Shito-Ryu", denominazione che trova origine dai nomi dei suoi Maestri Itosu e Higaonna.
La spiegazione è la seguente:
in giapponese il nome "Itosu" si scrive con gli ideogrammi "Ito" e "Su", e il nome
"Higaonna" con gli ideogrammi "Higa", "On", "Na". In più, nella lingua nipponica è possibile pronunciare un ideogramma in vari modi. Così, "Ito" può pronunciarsi come "Shi", mentre "Higa" può suonare anche "To". Quindi a combinare i due primi ideogrammi dei nomi dei due Maestri di Mabuni otteniamo il termine "Shito", che insieme a "Ryu" vuoi dire: "lo stile dei Maestri Itosu
e Higaonna".
Nel 1939 Kenwa Mabuni registra la sua scuola nel Butokukai sotto la denominazione di Shito-Ryu. Allo stesso tempo si presenta all'esame di Maestro di Budo e ottiene la qualifica di Renshi,
Maestro di terza categoria in Budo, come Gichin Funakoshi.
Durante il resto della sua vita, trascorsa nelle isole centrali del Giappone, entra in contatto con Maestri come Yasuhiro Konishi (Shindo Jinen-Ryu, Ryobu-Kai), un grandissimo esperto di
Kendo e di Ju-Jutsu, con cui sperimenta le proiezioni di Kendo applicate al combattimento
o come il Maestro Seiko Fujita, che apporta allo stile di Mabuni l'influenza del Budo giapponese
di Koga-Ryu Ninjutsu.
Il Maestro Mabuni muore il 23 maggio del 1952 all'età di 63 anni. Fra i suoi discepoli principali spiccano Kanei Uechi (Shito-Ryu Kenpo) (non confonderlo con Kanei Uechi dello stile Uechi-Ryu), Chojiro Tani (Shukokai Taniha Shito-Ryu), Manzo Iwata, Muneomi Sawayama, Ryusho Sakagami (Itosu-Kai), Shogo Kuniba (Motobu-ha Shito-Ryu Seishinkai) e naturalmente l'attuale Soke, suo figlio Kenei Mabuni.

I kata dello Shito-Ryu
Lo stile Shito-Ryu è oggigiorno quello che conta sul maggior numero di kata. I kata provenienti dagli insegnamenti del Maestro Kanryo Higaonna e del suo amico Chojun Miyagi sono: Sanchin,
Tensho, Saifa, Seenchin, Shisochin, Sesan, Sepai, Sanseru, Kururunfa e Suparimpei.
Quindi, i kata apportati dagli insegnamenti del Maestro Anko Itosu sono: Naifanchin, formato da shodan, nidan e sandan; Pinan, constituito da shodan, nidan, sandan, yodan e godan; ditte, Jion e Jiin; Rohai (shodan, nidan e sandan), Passai-Dai e Passai-Sho; Kosokun Dai, Kosokun-Sho e Shiho Kosokun; Chintei e Chinto; Wanshu e Gojushiho.
Infine gli ultimi kata che completano lo Shito-Ryu: Niseishi, Sochin, Unsu (a quanto pare appresi
con il Maestro Aragiaki); Matsumurano-Rohai, Matsumura – no - Passai, Ishimine-no-Passai e
Tomari-no-Passai; Nipaipo e Hata (probabilmente appresi con il Maestro Go Kenki); Aoyagi, Myojo, Juroku e Matsukaze (creati dallo stesso Kenwa Mabuni); Shinpa (questo kata pare che sia stato creato anche dal Maestro Kenwa Mabuni a partire dalla osservazione del lavoro realizzato da Kambun Uechi a Wakayama, Giappone); Shinsei (creazione sempre del Maestro Mabuni, a partire
dai kata Gekisai di Chojun Miyagi); e Chatan Vara no Kosokun (apparso nell'ultimo libro del Maestro Kenei Mabuni).
In alcune scuole derivate dallo Shito-Ryu vi sono altri kata ancora, ma in nessun caso provengono dal fondatore Kenwa Mabuni. In linea di massima possiamo dire che questo numero di kata è
straordinario, se teniamo conto del fatto che buona parte degli stili antichi non ne aveva che un numero ridotto. In realtà nessuna scuola insegna così tanti kata come lo Shito-ryu, il che è il risultato del costante lavoro di ricerca e di raccolta dei Kenwa Mabuni.
Un lavoro encomiabile, se consideriamo che in quei tempi la tendenza generale era quella di approfondire un numero limitato di kata.

Il Kumite
"II Kumite è un aspetto molto importante all'interno del Karaté-Dò", secondo l'attuale Soke Kenei Mabuni. Che aggiunge: "Con il Kumite esercitiamo e sviluppiamo lo spirito combattivo.
Il Jyu Kumite consente ai praticanti di esercitare tutte le tecniche di attacco e di difesa.
Comunque bisogna sapere che uno spirito combattivo troppo rilassato può causare un incidente e anche nel caso in cui non provochiamo danni gravi, un simile atteggiamento può però ferire la
dignità dell'avversario, umiliandolo.
Il fatto di non inserire nelle nostre vite un po' dello spirito combattivo può causare problemi anche a noi stessi. E' per questo che i praticanti di Karaté devono sviluppare il proprio spirito combattivo
con discernimento. Il Jyu Kumite ci offre l'occasione perfetta per acquistare il controllo di noi stessi, diventando dei gentiluomini".
Come abbiamo accennato, il Kumite è diviso in tecniche di difesa e di attacco.
Questo viene denominato "Bunkai Kumite" e sarebbe il Kumite derivato dal kata, l'applicazione dei suoi movimenti.
Inoltre all'attaccante viene imposto un tipo di tecnica e di livello nel quale allenarsi.
Questo è conosciuto come "Ippon Kumite" e consente al difensore di applicare le tecniche di difesa adatte al suo grado.
Infine, la combinazione delle tecniche dei kata Pinan in maniera continuata per apprendere la sua utilizzazione è denominata "Yakusoku Kumite".

La tecnica
La tecnica dello stile Shito-Ryu è alquanto sottile. A paragonarla con la tecnica di altri stili, può sembrare priva di espressione nei confronti della potenza, ma questo viene ampiamente compensato
dalla velocità e dalla sottigliezza tecnica.
Gli addetti ai lavori della scuola Shito-Ryu si specializzano nelle tecniche basate sulla mobilità e il bilanciamento del corpo, nonché sugli spostamenti e sulle tecniche di schivata degli attacchi.
Le posizioni sono naturali, né troppo basse né troppo alte, non esistendo una grande differenza fra l'allenamento e l'applicazione reale. In attacco vengono utilizzate posizioni piuttosto alte, mentre
nella difesa sono più basse. Le difese si eseguono in uscite di 45 gradi.

Esercizi complementari
L'allenamento preparatorio come corse, stretching o fitness può essere considerato un'attività complementare alla pratica tecnica, al fine di preparare il corpo e di fortificarlo, specialmente certe
sue parti che sono fondamentali per portare e subire i colpi.
Fra gli esercizi complementari è da rilevare il lavoro con il Makiwara, che rinforza il "Ken" (pugno), lo "Shuto" (taglio della mano), il "Kote" (avambraccio), il "Sokuto" (taglio del piede), così come altri punti del piede e della mano.
Nel Karaté la prima tecnica di un kata è di difesa. Le tecniche di parata e difesa possono sembrare passive, ma se il corpo viene allenato quotidianamente, questa difesa può diventare un attacco.

Uke no Go Genri
I cinque principi difensivi di base
1°- RAKKA "IL FIORE CADUTO": Parare energicamente l'attacco dell'avversario sul posto, senza alcuno spostamento.
2°- RYU-SUI "LA CORRENTE": Deviare l'attacco e approfittare della forza dell'avversario senza resistere al suo attacco.
3°- KUSSHIN "FLESSIONEESTENSIONE": Utilizzare il proprio corpo in flessione-estensione, piegando il corpo in posizioni basse e flesse, per esempio Neko ashi Bachi. Il contrattacco
va eseguito in estensione.
4°- TEN-I "CAMBIAMENTO DEL PUNTO DI APPOGGIO": Difesa basata sugli spostamenti e le schivate, rispettando le tecniche di Tenshin.
5°- HANGEKI "CONTRATTACCO": Difendere simultaneamente con lo stesso attacco.

Waza no Kime
La tecnica decisiva
E' la tecnica che il praticante esegue nel momento ottimale, con l'atteggiamento adeguato. E' una tecnica netta, pulita, unica.

Shin-Gi-Tai
Lo spirito, la tecnica, il corpo
Per distendere il corpo e eseguire correttamente, con tutta l'intensità necessaria, Waza no Kime, dobbiamo tenere presenti sempre i tre principi fondamentali:
uno spirito liberato, delle tecniche assolute e un corpo perfettamente allenato.

Lo scudo della famiglia Mabuni
Simbolizza l'armonia. Raffigura due uomini giunti in un cerchio per mantenere la pace (Wa).
Questa iconografia fu adottata dal fondatore Kenwa Mabuni per rappresentare le origini dello stile
Shito-Ryu Karaté-Dò, a partire dai due suoi Maestri Itosu e Higaonna.