sabato 2 novembre 2013

Sifu/Maestro?


Molti vanno in una palestra della propria città in cerca di un corso di arti marziali, qui vengono invitati a partecipare ad una lezione di prova, una volta lì ci si può trovare di fronte a degli insegnanti giovani (intorno ai 30 anni circa) tutti quanti maestri o sifu...?
E' credibile una cosa simile?
Da un lato ovviamente no, con i criteri ed i significati che c'erano una volta qui siamo proprio fuori da ogni contesto realistico!
Dall'altro, va compresa l'evoluzione del mondo marziale specie negli ultimi 4 decenni, che ha portato sempre più ad una personalizzazione della pratica marziale, personalizzazione che, certamente in parte ha rappresentato per molti la voglia di farsi un proprio seguito, ma in parte è anche figlia di certe esigenze, quali l'autosviluppo, una ricerca specifica, il ridimensionamento di certi grandi personaggi internazionali che spesso sono grandi solo quando c'è da incassare.
Basarsi solo sull'etá è comunque riduttivo. Molti insegnanti che abbiamo conosciuto non si fanno chiamare SiFu, nonostante pratichino da quando avevano 9 anni....
Poi, come consiglio personale, guardate di più il come e il cosa ti viene insegnato, non solo l'età...
Se poi avete l'opportunità di girare un pò il nostro consiglio è di guardare come si muovono:
con la bocca si possono raccontare un sacco di cose, ma il corpo non mente, lo si vede se uno si muove bene oppure no!
Il punto della questione è che di fronte ad un insegnante di scuola non ci si pone quasi mai la questione sul suo titolo maestro/a.
Parlando invece di arti marziali, nella nostra mente la parola maestro (shifu, sensei ecc.) si lega inevitabilmente al concetto di maestria.
E' come se l'insegnante di scuola sia lì perchè è il più abile di tutti nello scrivere i compiti alla lavagna. Oppure..è come se, nella sicurezza di imparare dal migliore, decidessi di andare da...Umberto Eco e Einstein.
Siamo sicuri che nonostante la loro preparazione siano le persone più adatte ad insegnarmi a scrivere bene nei quaderni a righe o a fare addizioni in colonna?
Si suppone (chiaramente con le dovute eccezioni) che l'insegnante sia lì non tanto per le sue eccezionali qualità personali ma per la sua attitudine all'insegnamento.
Chi si accinge ad iniziare il cammino marziale più che guardare esperti di arti marziali dovrebbe saper riconoscere un bravo insegnante e come in tutte le cose (medici, avvocati, meccanici, elettricisti ecc.) il titolo non sempre è sinonimo di qualità.
Non sempre la maestria vuole dire essere un buon insegnante e viceversa.
Una bella fortuna sarebbe trovare entrambi in una persona sola e che sia disponibile e paziente da insegnare a me povero principiante.
Non avendo criteri per valutare la preparazione dell'insegnante, vi consigliamo con molta serenità di parlare con i diretti interessati e porre loro quelle domande che vi aiuteranno a fare chiarezza.
Fate qualche lezione se potete oppure andate ad assistere.
Il buon senso e l'istinto vi dovrebbero poi guidare nella scelta.
E' la persona dell'insegnante, la sua onesta e attitudine che è importante non tanto la disciplina.





venerdì 1 novembre 2013

L'imbroglio dei Monaci Shaolin


Non possiamo fare a meno di evidenziare un grande imbroglio.... a cosa ci riferiamo?
Ai monaci "ufficiali" che insegnano lo shaolin in italia e nel mondo.... purtroppo nel variegato mondo delle arti marziali molti decidono che forse è meglio stare ai giochi ed accettare il compromesso... quindi si rassegnano a tecniche che non useranno mai in combattimento... a vedere la gente più interessata alle capriole che alle tecniche ed imparare cose diverse dal resto del mondo, sembra che ognuno abbia uno shaolin personale in quest'epoca moderna!
La cosa peggiore è l'informazione o è meglio chiamarla con il suo nome, disinformazione, tutti hanno la loro setta e nessuno mette niente in discussione...insomma si deve accettare la situazione attuale e portare pazienza....allora perchè questo post?
Leggiamo in giro quello che succede, non lo viviamo di persona, quindi leggiamo di mezze verità e di realtà che potrebbero dare tanto, ma che in fondo nel resto del mondo le cose non vanno meglio che nella nostra povera Italia.....
Saltuariamente balzano all'onore della cronaca notizie sui monaci shaolin o presunti tali... che i monaci o meglio l'abbate viene sorpreso dalla polizia cinese con una prostituta in macchina....che ha un figlio..che il marchio shaolin è registrato come se fosse il logo di una multinazionale... che il monaco che a roma insegna il kung fu di shaolin altro non è che una sorta di preparatore per ginnastica artistica..... in fondo per dirla volgarmente ci stanno prendendo in giro.... italiani che si spacciano per monaci shaolin, ma non si sa quale abbate li abbia autorizzati ad insegnare e a diffondere il vero shaolin..... cosa c'è di vero in tutto il movimento shaolin italiano?
Senza dare giudizi.....i commenti che si trovano su youtube circa le esibizioni non sono proprio lusinghieri....? Abbiamo visto gli esercizi che propongono e quello che vediamo da questi professionisti non ci impressiona minimamente....è questo il livello? Leggiamo pareri diamentralmente opposti, chi dice che con questi monaci si fa il salto di qualità chi dice che tanto non si imparerà mai il vero shaolin... altro punto dolente le federazioni...ma quante ce ne sono? quanti regolamenti diversi e contraddittori fra loro?
Allora cosa c'è di vero tra mito leggenda e business?
Di storie come quelle descritte più sopra se ne sentono a decine e decine, in tutte le loro varianti.
La cosa in comune in tutte le storie è che si tratta di cosidette arti marziali tradizionali, in particolare proprio quelle che sostengono di avere radici antichissime.
Per farla breve abbiamo sempre contestato queste cose:

- perchè a dei monaci, ovvero dei religiosi, dovrebbe interessare tanto insegnare agli occidentali una loro pratica? Per fare soldi? Va bene, non c'è niente di male in questo, ma allora in pratica è un business, e come ogni business che si rispetti, c'è chi lo organizza, ci vive e fa in modo che il salvadanaio continui a riempirsi, saremo blasfemi, ma questa è la realtà.

- Come mai allora sapendo il punto sopra molte persone si fanno abbindolare da storie basate su sacri insegnamenti, etica morale, antiche e nobili radici, etc.? Forse dovremmo accettare a priori che è tutto falso, solo un prodotto fatto per un certo target di occidentali creduloni, che cercano chissà cosa.

- perchè 1000 maestri diversi dichiarano di fare lo stesso stile, ma poi ognuno dice di fare l'unico originale per discendenza diretta nella genealogia, e magari è proprio diverso da tutti gli altri?
Nel mondo delle arti marziali se fai muay thai fai una cosa, è quantomeno molto simile in Thailandia come in Olanda, o in Italia, se fai bjj con alcune varianti è lo stesso in tutto il mondo, se fai boxe è la stessa ovunque... Forse stanno tutti raccontando delle fandonie? O non sanno veramente cosa stiano facendo.

- perchè in ogni comune italiano o giù di lì c'è, guardacaso, un maestro di arti marziali antiche, che non importa se cinesi o vietnamite ha avuto proprio la fortuna di conoscere il tal maestro famosissimo e rispettatissimo in patria? Forse a tutti piace raccontare di "essere qualcuno", soprattutto se puoi così sentirti darti un'aura di guerriero.

- perchè in queste cose nessuno si mette in discussione dimostrandole con i fatti (tecniche che funzionano fatte così come le studi) o con documenti reali (prove che dimostrino la storia, la tradizione, la discendenza, etc)? Vedi prima!

- chi mai dovrebbero essere, nel 2013, i monaci shaolin? Forse c'è un desiderio di costruire una figura "mitica" per sentirsi più autentici e veri, poi magari vai a vivere in cina per qualche anno e passa tutta la poesia perchè non è più qualcosa di esotico.

- perchè una forma non è la stessa in tutto il mondo, visto che tutti praticano la stessa disciplina?
Persino sulle singole tecniche c'è chi è stato capace di fondare un'intero nuovo stile, per poi vedere come si scanna con gli altri perchè ritiene di avere quelle che funzionano meglio, che sono più autentiche, etc. (un caso per tutti che rasenta il ridicolo è il wing chun, si è cambiata una lettera per poterlo chiamare in modo diverso, e poi invece che a 47° si mette il braccio a 45,8°, solo per dire che una tecnica è corretta, mentre un'altra è sbagliata)

- sui "monaci shaolin italiani" non ci esprimiamo più di tanto perchè non sappiamo chi siano.

- E chi ha mai detto che persone che ingaggiavano battaglia, in nome dell' imperatore o per la difesa del proprio tempio, avessero uno spirito marziale? Forse sono tutte speculazioni mentali, romantiche e politicamente corrette, inoltre NESSUNO SPORT AGONISTICO COMPETITIVO prevede questioni morali o religiose.
Lo si dice solo per avere una facciata di civiltà...

- Solo nel kung fu problemi di federazioni? No, no, in tutte le arti marziali e sport da combattimento. E' un business. Nelle arti marziali però lo si maschera bene puntando sulla moralità, siamo una grande famiglia, non lo si fa per soldi o per le cinture, etc.

La cina e i cinesi se la ridono di gusto perchè in giro per il mondo c'è gente che da più importanza alle loro tradizioni e personalità di quanto facciano loro stessi.
Già i cinesi si venderebbero la madre per farci soldi, figuriamoci da quando hanno imparato dagli americani a vendersi meglio...

Guardia boxe


Per praticare la boxe ed affrontare un incontro non basta colpire il sacco con i pugni e poi salire su di un ring.
E’ essenziale sapere come uscire vittorioso dal ring e ciò risulta possibile solo se si conosce come proteggere se stessi dagli attacchi dell'avversario.
Quindi l’apprendimento della guardia per la boxe è assolutamente indispensabile per tutti i fighter di questa disciplina.

La guardia della boxe destra

Importante nella posizione iniziale che deve essere perfetta, è avere i piedi paralleli gli uni agli altri in modo da essere in grado di spostarsi sia con la gamba destra che con la gamba sinistra durante gli attacchi dell’avversario.
Principio base è che il braccio alzato per la guardia deve coincidere con la gamba in avanti del fighter.
Da ricordare sempre, che le gambe devono essere leggermente piegate in modo da facilitare la difesa dagli attacchi dell'avversario.
E’ importante che il corpo non si trovi perfettamente in linea retta con quello dell’avversario ma che sia spostato di circa 2/3 dalla posizione frontale.
Per eseguire correttamente una guardia di boxe è bene conoscere anche quali sono i punti deboli che la guardia è in grado di proteggere.
La posizione corretta della guardia di boxe è la seguente: un braccio alzato con il pugno di fronte al livello del viso.
L’altro pugno indietro a metà del braccio che si trova in avanti in modo da proteggere le costole e gli addominali.
I gomiti devono essere in posizione di allerta, pronti per sferrare un eventuale attacco.
La sopra menzionata posizione è la normale guardia di boxe adottata da quasi tutti i fighter per difendersi dal proprio avversario.
Il perchè del braccio spostato verso il torace, è presto spiegato, è per proteggere una parte fondamentale e molto fragile del nostro corpo le costole, le quali formano la cassa toracica che proteggono l’organo vitale fondamentale del nostro corpo: il cuore.
Al livello dello stomaco non ci sono le costole a proteggere altri importanti organi quali il fegato ed i reni, l’unica loro protezione sono i muscoli che quindi devono essere allenati al massimo.
Ci sono numerosi attacchi che possono provocare dei seri danni al torace con la conseguenza della rottura di costole e nel peggiore dei casi con il danneggiamento degli organi interni.
E’ per questo che è assolutamente essenziale conoscere e saper eseguire correttamente la guardia della boxe, per prevenire questi seri danni fisici provocati dagli attacchi dell’avversario.
Quando venite sorpresi dall’altro fighter con un clinch ricordate che la guardia della boxe potrebbe esservi di grandissimo aiuto: con il braccio che si trova in avanti colpite l’avversario tenendo le braccia chiuse per proteggere il fegato ed i reni.

I giusti movimenti per la guardia della boxe

Nella boxe ogni parte del corpo del fighter deve essere in sincronia durante i movimenti.
  • Il busto inteso fino allo stomaco, è la parte del corpo che si trova in diretta competizione con l’avversario. Il fighter deve essere in grado di torcerlo in maniera da evitare i colpi dell’avversario o almeno da ridurli.



  • I piedi devono rimanere in armonia con il resto del corpo. Le punte devono essere posizionate leggermente verso l’interno. Anche le gambe devono essere parallele per l’equilibrio del fighter.



  • Le braccia devono essere sempre reattive e pronte a qualsiasi attacco.



  • Il mento è la parte più vulnerabile di un fighter di boxe. Quando attaccate il vostro avversario ricordatevi di abbassare la testa in modo da proteggere questo delicato punto.

Per un boxer gli spostamenti durante un contro possono essere suddivisi in 4 tipologie: spostamento frontale, laterale destro, laterale sinistro e spostamento all’indietro in base all’opportunità di attacco che si presenta in quel momento.
Ricordate sempre che in base agli spostamenti del vostro avversario dovrete essere in grado di spostare la vostra guardia nella maniera corretta in modo da contrastare i suoi attacchi.
La guardia deve proteggere tutti i vostri punti deboli, non lasciateli mai scoperti o perderete di certo l’incontro.
L’ultima cosa fondamentale da sapere è che ogni fighter, con l’aiuto del proprio maestro, deve avere piena fiducia nel suo stile di combattimento: salire sul ring con l’incertezza è la peggior cosa da fare.
Siate consapevoli delle vostre conoscenze, mettetele in pratica nel migliore dei modi e vincete il vostro incontro.




mercoledì 30 ottobre 2013

Tecniche di boxe - Tecniche di pugilato




Ci fu un tempo, molto prima dei più rudimentali attrezzi in cui gli esseri umani si difendevano in base al proprio spirito di sopravvivenza utilizzando le proprie “armi naturali”: in questo post parlerò delle tecniche della boxe.
Nella boxe esistono fondamentalmente due diversi tipi di tecniche: il pugno singolo e la tecnica in combinazione.
Per pugno singolo intendo un pugno ad un bersaglio ben mirato, mentre i pugni in combinazione sono la naturale conseguenza del primo.
Per una corretta esecuzione delle tecniche di pugilato, il fighter deve imparare a colpire il target prefissato con le nocche delle mani.
Qualsiasi sia l’area che verrà colpita con il pugno, bisogna ricordarsi sempre che, non appena sferrato il colpo, il braccio deve immediatamente tornare in posizione di guardia a protezione degli organi vitali.
Se non lo si fa si diventa facile preda del nostro avversario.
La corretta esecuzione delle tecnica di boxe è il risultato della perfetta armonia e sincronizzazione tra la rotazione dei piedi che muoveranno le anche nel modo corretto, in modo da poter imprimere la forza necessaria per un pugno efficace.
Tenete sempre bene a a mente che ogni vostro movimento deve essere sincronizzato per ottenre il massimo effetto.
Per evitare spiacevoli slogamenti del polso o infiammazioni dei muscoli della mani, i pugni devono essere stretti con la fasciatura nella maniera corretta.
Molti praticanti di boxe soffrono di questo problema.
Ogni qualvolta un fighter colpisce il proprio avversario utilizzando una tecnica di boxe ha sempre un preciso bersaglio in mente.
Se la vostra tecnica non fosse eseguita in modo corretto, si andrà a mancare il bersaglio protetto dalla guardia del vostro avversario.
Le tecniche di boxe si suddividono in 5 tecniche:



Il jab

Il jab viene è prevalentemente utilizzato per irritare il proprio avversario o per trovare un favorevole spazio per l'attacco vero e proprio.
Una serie di jab ripetuti in modo accurato ed eseguiti nel modo corretto innervosiranno parecchio l'altro boxer.
Per arrivare a ciò è necessario un costante allenamento al sacco.
Il jab può essere eseguito in attacco, in difesa o quando si indietreggia.

Come difendersi da un jab?
Esistono 7 modi per difendersi efficacemente da un jab.
  • Bloccare il jab in arrivo con la mano o il palmo dei guantoni. Questo tipo di difesa non è di difficile esecuzione ma per poter bloccare un jab in arrivo dovrete avere un occhio molto vigile in grado di interpretare le mosse del vostro avversario.
  • Deviare la traiettoria del jab con un pugno. Per esempio il jab del vostro avversario è sinistro, utilizzerete un destro e sposterete il jab verso l’interno dell’area di scontro facendo perdere l’equilibrio al vostro avversario e rendendolo vulnerabile ai vostri attacchi.
  • Deviare la traiettoria del jab in arrivo verso il basso con il braccio opposto. Con il pugno libero è possibile sferrare un attacco, una cosiddetta combinazione.per evitare il jab. Questa tecnica consiste nello spostare il peso del corpo sul lato del jab in arrivo e sferrare un attacco con un montante. Ricordarsi sempre di tenere la guardia alta durante l’intera esecuzione altrimenti si potrebbe essere colpiti al viso.
  • Schivare il jab piegandosi verso il basso e colpendo l’avversario con un montante allo stomaco o un gancio al fegato.
  • Abbassarsi a tal punto da lasciare il jab sopra la propria testa di alcuni centimetri. In questo modo l’avversario, non centrando alcun bersaglio, perderà l’equilibrio e sarà molto più vulnerabile ai vostri attacchi.
  • Schivare il jab inclinando il busto all’indietro, in modo da trovarsi il pugno proprio di fronte senza però esserne colpiti. Con la gamba portata dietro avanzare e colpire lo stomaco dell’avversario in modo da bloccare il suo avanzamento.



Il diretto

Questa tecnica di boxe è la diretta conseguenza del jab.
Normalmente il jab è una tecnica di pugilato che viene utilizzata per trovare il raggio d'azione per poter colpire e viene quindi seguito immediatamente da un diretto.
Quando l’avversario colpisce con un jab cercate di evitarlo utilizzando la mano o il braccio per deviarlo, dopodichè colpitelo con un diretto allo stomaco, al torace o alle costole.
Il diretto è una tecnica di boxe che può essere utilizzata anche quando il proprio avversario ha intenzione di colpirvi con uno swing.
Tenete bene a mente di stare ad una certa distanza quando colpite con un diretto.

Come difendersi da un diretto?
Anche la difesa da questa tecnica di boxe pu? essere eseguita in 7 modi diversi.
  • Quando il vostro avversario cerca di colpirvi con un diretto sinistro schivatelo e colpitelo con un montante sinistro all’altezza delle costole.
  • Quando il vostro avversario vuole colpirvi con un diretto destro schivatelo e colpitelo con un diretto sinistro al torace o allo stomaco. Ma se l’occasione è buona, un montante al mento porterebbe ad un sicuro K.O.
  • Schivate il diretto in arrivo spostandovi verso il lato libero, dopodichè colpite il vostro avversario con una gomitata all’altezza dei reni o, ancora meglio, sul viso.
  • Quando il vostro avversario cerca di colpirvi con un diretto sinistro per porre fine all’incontro, rispondete con un calcio agli addominali o al torace.
Esistono altri modi di difendersi dal diretto ma questi variano in base alle opportunità che si presentano durante l’incontro e alla velocità di reazione del thai boxer.

Lo swing

Di norma lo swing viene eseguito ad una distanza maggiore di quella coperta da un gancio.
I principali bersagli dello swing sono l'area intorno alla mascella o al di sotto delle costole.
Questa tecnica di boxe può essere utilizzata quando si presenta un’area scoperta nella guardia del proprio avversario.
Quando colpite il bersaglio con questa tecnica di pugilato assicuratevi di farlo con le nocche per il massimo del risultato.

Come difendersi da uno swing?
Esistono svariati metodi di difesa da questa tecnica di boxe.
  • Quando l’avversario avanza per sferrare uno swing all’altezza delle orecchie, alzate il braccio per bloccarlo ed attaccate con una gomitata diagonale al mento o al viso.
  • Per bloccare uno swing potete alzare il braccio in modo da pararlo, dopodichè, se possibile, attaccare con un montante al mento.
  • Bloccare lo swing con il braccio ed avanzare verso l’avversario attaccandolo con un diretto o con una gomitata, in base alle opportunità.
  • Quando l’avversario vi attacca con uno swing bloccatelo con le mani all’altezza delle spalle in modo da paralizzarlo.



Il montante

Per la maggior parte dei boxer questa tecnica di pugilato è una delle più efficaci per mandare K.O. il proprio avversario..
Per la corretta esecuzione di un montante la gamba in avanti deve essere piegata mentre quella dietro tesa.
Dopodichè tendere la gamba piegata sollevando l’intero corpo verso l’alto, il pugno stretto con il palmo verso di voi.
Se possibile, durante l’incontro, un passo di avanzamento durante l’esecuzione renderà questa tecnica di thai boxe molto più efficace.
I normali bersagli del montante sono il corpo, il torace ed il mento.

Come difendersi da un montante?
  • Da questa tecnica di boxe potete difendervi spostando verso il basso l’attacco dell’avversario con il vostro braccio. In questo modo l’altro fighter si troverà a guardia scoperta e potrete attaccarlo facilmente.
  • Per difendersi da un montante è anche possibile spostare l’intero corpo all’indietro in modo da evitare la traiettoria del pugno. Questa tecnica di difesa è possibile solo se il fighter è molto agile e reattivo.



Il gancio

Per attaccare con un gancio bisogna essere ad una distanza ravvicinata dal proprio avversario.
Questa tecnica di boxe è l’ideale infatti per gli scontri ravvicinati.
I target prediletti sono l’area attorno alle orecchie, al mento e alle costole.
I boxer professionisti combinano questa tecnica di boxe con il montante, per massimizzare gli effetti del proprio attacco.
Ricordate sempre che il pugno va eseguito con le nocche delle mani.

Come difendersi da un gancio?
  • Quando il vostro avversario cerca di colpirvi con un gancio nell’area del mento, alzate le braccia in modo da pararlo. Rispondete con un diretto al viso.
  • Se state per essere colpiti da un gancio alla mascella schivatelo colpendo l’avversario con un calcio agli addominali bassi.
  • Schivate il gancio con una torsione del busto. La potenza impressa dall’avversario al pugno non centrato gli farà perdere l’equilibrio e lo farà diventare vulnerabile ai vostri attacchi. Approfittatene!

Il gancio è una tecnica di pugilato molto utilizzata.
Per esempio, un caso classico di utilizzo di questa tecnica di boxe è quando ci si difende dal montante o dal diretto sinistro.
In entrambi i casi, dopo aver schivato il colpo dell’avversario, si risponde con un gancio.
Per concludere qui di seguito riportiamo alcune massime da tenere sempre a mente durante i vostri allenamenti o i vostri incontri di boxe.
  • Bloccare il pugno in arrivo parandolo con entrambe le braccia che si alzano a proteggere il viso
  • Combattere a distanza vi permetterà di schivare meglio gli attacchi avversari.
  • Un eccesso di sicurezza in sè stessi porta ad una non accuratezza degli attacchi sferrati.
  • Quando un boxer imprime tutta la sua forza su un attacco e manca il bersaglio perderà l’equilibrio e diventerà vulnerabile.
  • Quando un fighter sferra un attacco e viene bloccato, l’altro fighter può rispondere con un pugno.
  • Nella boxe, qualsiasi zona scoperta dalla guardia, deve essere protetta.
  • Se un un fighter attacca con un montante nel momento sbagliato e troppo lentamente, l’avversario può rispondere con un diretto sul viso.
  • L'opportunità di rispondere con una tecnica di boxe è possibile se il fighter avversario rimane scoperto.
  • Se il pugno del boxer non centra l’avversario, approffitate del momento e colpitelo subito al mento.










giovedì 17 ottobre 2013

Difesa da coltello un mito da sfatare






Su un libro ho trovato scritto che un esperto di coltello può tenere a bada fino a sei aggressori contemporaneamente.
E’ vero che un vero esperto non da la possibilità di vedere il coltello. Non usa degli schemi!! I movimenti non hanno forma e quindi si può essere colpiti in qualsiasi parte del corpo!! Ovvio che con questa premessa si giunge all’unica conclusione ovvia molti disarmi che vengono insegnati non servono assolutamente a niente di fronte ad avversari del genere. Servirebbero anni e anni di allenamenti. Va da sé che il nostro avversario non sarebbe veloce solo con il coltello ma anche negli spostamenti (secondo schemi geometrici, a triangolo soprattutto) e perchè no! Anche nei calci e nei pugni. Senza contare che potrebbe maneggiare anche 2 coltelli, o saper fare delle leve o prese.
Ci sentiamo di dire che la difesa da coltello NON ESISTE.
Esiste semmai la "sopravvivenza da coltello"... quello sì!
Chiunque con in mano un coltello o un punteruolo diventa pericoloso... Questa è la realtà...
Chi propaganda un corso di difesa personale affermando cose del tipo "In sei mesi impari a disarmare uno con un coltello" o "se fai questa cosa non riesce a tagliarti"... sta mentendo sapendo di mentire e insegna tecniche kamikaze! Difese realmente valide contro una lama non esistono e qualunque "personaggio" che sostiene il contrario lo può fare solo perché si allena o con i coltelli di legno o di gomma dove tutto è permesso, anche un disarmo con doppio carpiato all'indietro.
Ci si chiede come nel 2013 si possa ancora credere a fantomatiche ed elaboratissime e complesse tecniche di difesa con lame di gomma o di legno e farle passare come soluzioni alle aggressioni da strada.
Molti purtroppo non hanno capito, iniziando da chi insegna, che talvolta determinate sequenze di difesa avvalendosi di un'arma (FINTA) servono più che altro a donare un'ulteriore esperienza motoria tutto qui. Questo è quello che parecchi non hanno ancora compreso nonostante pratichino arti che prediligano le armi.
Tante teorie, tanti bei nomi copiati e ricopiati dalle loro enciclopedie in libreria per sostenere l'insostenibile. Il discorso è sempre lo stesso: illudere la gente per fare soldi e forgiarsi un nome creando uno stile che assomigli a qualcosa tipo le arti marziali.
Non si può vedere un insegnante di arti marziali che dice: se il coltello arriva dall'angolo 1 tu devi fare così, se arriva dall'angolo 2 devi parare così e rispondere così. Semplicemente non esiste!!
E se l’aggressore attacca non usando "l'angolo 1 e 2" come si potrà parare per poi rispondere, cosà dirà in questo caso il maestro: se vi attacca da nessuno di questi angoli proposti ditegli che ha barato e che vi aspettavate l'angolo 1, ma da morti sarebbe difficile parlare..                                                                                                Siamo onesti nella società attuale non c’è la necessità di allenarsi con un coltello vero rischiando di procurarsi dei danni "quasi" certi durante l’allenamento.
Non si vive più di sole arti marziali ne tanto meno ci si deve preparare alla battaglia tra eserciti per garantirsi la sopravvivenza (infatti siamo tutti seduti comodamente a discutere di ciò) quindi la pratica con delle lame vere risulterebbe assai deleteria e potrebbe portare anche a subire danni irreversibili.
Però c'è da dire che non vedo neanche giusta la pratica "finta" che induce soprattutto i praticanti più inesperti, che imparano i disarmi su di un partner totalmente collaborativo, a credere di essere invincibili oltre al fatto che si potrebbero esporre a grossi rischi nel caso si trovassero coinvolti in qualche situazione off-limits.
Le persone che si iscrivono in palestra ancora non hanno capito che con le lame vere ci si può fare molto male e spesso i danni anche quelli apparentemente più banali possono essere irreversibili e l'allenamento in palestra con delle armi giocattolo è utile solo allo sviluppo di una maggiore padronanza della gestione del corpo ed un’esperienza maggiore come movimento.





sabato 20 luglio 2013

Cinese esperto di kung-fu blocca ladroVia Caracciolo

Risultati immagini per Cinese esperto di kung-fu blocca ladroVia Caracciolo


Un borseggiatore marocchino di 46 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo essere stato bloccato dai passeggeri di un autobus sul quale aveva provato a nascondersi per sfuggire all'inseguimento di un cinese esperto di kung-fu. Attorno alle 19 di giovedì, il marocchino aveva rubato con un complice (poi fuggito) il portafogli della dipendente di un negozio di parquet in piazza Caneva (zona Sempione) ma era stato notato da un cinese 42enne che lo ha inseguito per alcune centinaia di metri. All'altezza di via Caracciolo il ladro è salito sul bus della linea 90, spaventando i passeggeri al punto da spingere molti a scendere. Quando però questi ultimi si sono accorti che nella foga il marocchino aveva spinto una bambina sotto l'autobus (che per fortuna era fermo in quel momento), si sono alleati per bloccarlo. A loro si è unito anche il cinese esperto di arti marziali , al quale i carabinieri hanno dovuto strappare poi il nordafricano con la forza. Il fermato è regolare ma ha precedenti e un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Genova per un cumulo pene di 4 anni e 9 mesi.

mercoledì 8 maggio 2013