sabato 2 novembre 2013

Sifu/Maestro?


Molti vanno in una palestra della propria città in cerca di un corso di arti marziali, qui vengono invitati a partecipare ad una lezione di prova, una volta lì ci si può trovare di fronte a degli insegnanti giovani (intorno ai 30 anni circa) tutti quanti maestri o sifu...?
E' credibile una cosa simile?
Da un lato ovviamente no, con i criteri ed i significati che c'erano una volta qui siamo proprio fuori da ogni contesto realistico!
Dall'altro, va compresa l'evoluzione del mondo marziale specie negli ultimi 4 decenni, che ha portato sempre più ad una personalizzazione della pratica marziale, personalizzazione che, certamente in parte ha rappresentato per molti la voglia di farsi un proprio seguito, ma in parte è anche figlia di certe esigenze, quali l'autosviluppo, una ricerca specifica, il ridimensionamento di certi grandi personaggi internazionali che spesso sono grandi solo quando c'è da incassare.
Basarsi solo sull'etá è comunque riduttivo. Molti insegnanti che abbiamo conosciuto non si fanno chiamare SiFu, nonostante pratichino da quando avevano 9 anni....
Poi, come consiglio personale, guardate di più il come e il cosa ti viene insegnato, non solo l'età...
Se poi avete l'opportunità di girare un pò il nostro consiglio è di guardare come si muovono:
con la bocca si possono raccontare un sacco di cose, ma il corpo non mente, lo si vede se uno si muove bene oppure no!
Il punto della questione è che di fronte ad un insegnante di scuola non ci si pone quasi mai la questione sul suo titolo maestro/a.
Parlando invece di arti marziali, nella nostra mente la parola maestro (shifu, sensei ecc.) si lega inevitabilmente al concetto di maestria.
E' come se l'insegnante di scuola sia lì perchè è il più abile di tutti nello scrivere i compiti alla lavagna. Oppure..è come se, nella sicurezza di imparare dal migliore, decidessi di andare da...Umberto Eco e Einstein.
Siamo sicuri che nonostante la loro preparazione siano le persone più adatte ad insegnarmi a scrivere bene nei quaderni a righe o a fare addizioni in colonna?
Si suppone (chiaramente con le dovute eccezioni) che l'insegnante sia lì non tanto per le sue eccezionali qualità personali ma per la sua attitudine all'insegnamento.
Chi si accinge ad iniziare il cammino marziale più che guardare esperti di arti marziali dovrebbe saper riconoscere un bravo insegnante e come in tutte le cose (medici, avvocati, meccanici, elettricisti ecc.) il titolo non sempre è sinonimo di qualità.
Non sempre la maestria vuole dire essere un buon insegnante e viceversa.
Una bella fortuna sarebbe trovare entrambi in una persona sola e che sia disponibile e paziente da insegnare a me povero principiante.
Non avendo criteri per valutare la preparazione dell'insegnante, vi consigliamo con molta serenità di parlare con i diretti interessati e porre loro quelle domande che vi aiuteranno a fare chiarezza.
Fate qualche lezione se potete oppure andate ad assistere.
Il buon senso e l'istinto vi dovrebbero poi guidare nella scelta.
E' la persona dell'insegnante, la sua onesta e attitudine che è importante non tanto la disciplina.





venerdì 1 novembre 2013

L'imbroglio dei Monaci Shaolin


Non possiamo fare a meno di evidenziare un grande imbroglio.... a cosa ci riferiamo?
Ai monaci "ufficiali" che insegnano lo shaolin in italia e nel mondo.... purtroppo nel variegato mondo delle arti marziali molti decidono che forse è meglio stare ai giochi ed accettare il compromesso... quindi si rassegnano a tecniche che non useranno mai in combattimento... a vedere la gente più interessata alle capriole che alle tecniche ed imparare cose diverse dal resto del mondo, sembra che ognuno abbia uno shaolin personale in quest'epoca moderna!
La cosa peggiore è l'informazione o è meglio chiamarla con il suo nome, disinformazione, tutti hanno la loro setta e nessuno mette niente in discussione...insomma si deve accettare la situazione attuale e portare pazienza....allora perchè questo post?
Leggiamo in giro quello che succede, non lo viviamo di persona, quindi leggiamo di mezze verità e di realtà che potrebbero dare tanto, ma che in fondo nel resto del mondo le cose non vanno meglio che nella nostra povera Italia.....
Saltuariamente balzano all'onore della cronaca notizie sui monaci shaolin o presunti tali... che i monaci o meglio l'abbate viene sorpreso dalla polizia cinese con una prostituta in macchina....che ha un figlio..che il marchio shaolin è registrato come se fosse il logo di una multinazionale... che il monaco che a roma insegna il kung fu di shaolin altro non è che una sorta di preparatore per ginnastica artistica..... in fondo per dirla volgarmente ci stanno prendendo in giro.... italiani che si spacciano per monaci shaolin, ma non si sa quale abbate li abbia autorizzati ad insegnare e a diffondere il vero shaolin..... cosa c'è di vero in tutto il movimento shaolin italiano?
Senza dare giudizi.....i commenti che si trovano su youtube circa le esibizioni non sono proprio lusinghieri....? Abbiamo visto gli esercizi che propongono e quello che vediamo da questi professionisti non ci impressiona minimamente....è questo il livello? Leggiamo pareri diamentralmente opposti, chi dice che con questi monaci si fa il salto di qualità chi dice che tanto non si imparerà mai il vero shaolin... altro punto dolente le federazioni...ma quante ce ne sono? quanti regolamenti diversi e contraddittori fra loro?
Allora cosa c'è di vero tra mito leggenda e business?
Di storie come quelle descritte più sopra se ne sentono a decine e decine, in tutte le loro varianti.
La cosa in comune in tutte le storie è che si tratta di cosidette arti marziali tradizionali, in particolare proprio quelle che sostengono di avere radici antichissime.
Per farla breve abbiamo sempre contestato queste cose:

- perchè a dei monaci, ovvero dei religiosi, dovrebbe interessare tanto insegnare agli occidentali una loro pratica? Per fare soldi? Va bene, non c'è niente di male in questo, ma allora in pratica è un business, e come ogni business che si rispetti, c'è chi lo organizza, ci vive e fa in modo che il salvadanaio continui a riempirsi, saremo blasfemi, ma questa è la realtà.

- Come mai allora sapendo il punto sopra molte persone si fanno abbindolare da storie basate su sacri insegnamenti, etica morale, antiche e nobili radici, etc.? Forse dovremmo accettare a priori che è tutto falso, solo un prodotto fatto per un certo target di occidentali creduloni, che cercano chissà cosa.

- perchè 1000 maestri diversi dichiarano di fare lo stesso stile, ma poi ognuno dice di fare l'unico originale per discendenza diretta nella genealogia, e magari è proprio diverso da tutti gli altri?
Nel mondo delle arti marziali se fai muay thai fai una cosa, è quantomeno molto simile in Thailandia come in Olanda, o in Italia, se fai bjj con alcune varianti è lo stesso in tutto il mondo, se fai boxe è la stessa ovunque... Forse stanno tutti raccontando delle fandonie? O non sanno veramente cosa stiano facendo.

- perchè in ogni comune italiano o giù di lì c'è, guardacaso, un maestro di arti marziali antiche, che non importa se cinesi o vietnamite ha avuto proprio la fortuna di conoscere il tal maestro famosissimo e rispettatissimo in patria? Forse a tutti piace raccontare di "essere qualcuno", soprattutto se puoi così sentirti darti un'aura di guerriero.

- perchè in queste cose nessuno si mette in discussione dimostrandole con i fatti (tecniche che funzionano fatte così come le studi) o con documenti reali (prove che dimostrino la storia, la tradizione, la discendenza, etc)? Vedi prima!

- chi mai dovrebbero essere, nel 2013, i monaci shaolin? Forse c'è un desiderio di costruire una figura "mitica" per sentirsi più autentici e veri, poi magari vai a vivere in cina per qualche anno e passa tutta la poesia perchè non è più qualcosa di esotico.

- perchè una forma non è la stessa in tutto il mondo, visto che tutti praticano la stessa disciplina?
Persino sulle singole tecniche c'è chi è stato capace di fondare un'intero nuovo stile, per poi vedere come si scanna con gli altri perchè ritiene di avere quelle che funzionano meglio, che sono più autentiche, etc. (un caso per tutti che rasenta il ridicolo è il wing chun, si è cambiata una lettera per poterlo chiamare in modo diverso, e poi invece che a 47° si mette il braccio a 45,8°, solo per dire che una tecnica è corretta, mentre un'altra è sbagliata)

- sui "monaci shaolin italiani" non ci esprimiamo più di tanto perchè non sappiamo chi siano.

- E chi ha mai detto che persone che ingaggiavano battaglia, in nome dell' imperatore o per la difesa del proprio tempio, avessero uno spirito marziale? Forse sono tutte speculazioni mentali, romantiche e politicamente corrette, inoltre NESSUNO SPORT AGONISTICO COMPETITIVO prevede questioni morali o religiose.
Lo si dice solo per avere una facciata di civiltà...

- Solo nel kung fu problemi di federazioni? No, no, in tutte le arti marziali e sport da combattimento. E' un business. Nelle arti marziali però lo si maschera bene puntando sulla moralità, siamo una grande famiglia, non lo si fa per soldi o per le cinture, etc.

La cina e i cinesi se la ridono di gusto perchè in giro per il mondo c'è gente che da più importanza alle loro tradizioni e personalità di quanto facciano loro stessi.
Già i cinesi si venderebbero la madre per farci soldi, figuriamoci da quando hanno imparato dagli americani a vendersi meglio...

Guardia boxe


Per praticare la boxe ed affrontare un incontro non basta colpire il sacco con i pugni e poi salire su di un ring.
E’ essenziale sapere come uscire vittorioso dal ring e ciò risulta possibile solo se si conosce come proteggere se stessi dagli attacchi dell'avversario.
Quindi l’apprendimento della guardia per la boxe è assolutamente indispensabile per tutti i fighter di questa disciplina.

La guardia della boxe destra

Importante nella posizione iniziale che deve essere perfetta, è avere i piedi paralleli gli uni agli altri in modo da essere in grado di spostarsi sia con la gamba destra che con la gamba sinistra durante gli attacchi dell’avversario.
Principio base è che il braccio alzato per la guardia deve coincidere con la gamba in avanti del fighter.
Da ricordare sempre, che le gambe devono essere leggermente piegate in modo da facilitare la difesa dagli attacchi dell'avversario.
E’ importante che il corpo non si trovi perfettamente in linea retta con quello dell’avversario ma che sia spostato di circa 2/3 dalla posizione frontale.
Per eseguire correttamente una guardia di boxe è bene conoscere anche quali sono i punti deboli che la guardia è in grado di proteggere.
La posizione corretta della guardia di boxe è la seguente: un braccio alzato con il pugno di fronte al livello del viso.
L’altro pugno indietro a metà del braccio che si trova in avanti in modo da proteggere le costole e gli addominali.
I gomiti devono essere in posizione di allerta, pronti per sferrare un eventuale attacco.
La sopra menzionata posizione è la normale guardia di boxe adottata da quasi tutti i fighter per difendersi dal proprio avversario.
Il perchè del braccio spostato verso il torace, è presto spiegato, è per proteggere una parte fondamentale e molto fragile del nostro corpo le costole, le quali formano la cassa toracica che proteggono l’organo vitale fondamentale del nostro corpo: il cuore.
Al livello dello stomaco non ci sono le costole a proteggere altri importanti organi quali il fegato ed i reni, l’unica loro protezione sono i muscoli che quindi devono essere allenati al massimo.
Ci sono numerosi attacchi che possono provocare dei seri danni al torace con la conseguenza della rottura di costole e nel peggiore dei casi con il danneggiamento degli organi interni.
E’ per questo che è assolutamente essenziale conoscere e saper eseguire correttamente la guardia della boxe, per prevenire questi seri danni fisici provocati dagli attacchi dell’avversario.
Quando venite sorpresi dall’altro fighter con un clinch ricordate che la guardia della boxe potrebbe esservi di grandissimo aiuto: con il braccio che si trova in avanti colpite l’avversario tenendo le braccia chiuse per proteggere il fegato ed i reni.

I giusti movimenti per la guardia della boxe

Nella boxe ogni parte del corpo del fighter deve essere in sincronia durante i movimenti.
  • Il busto inteso fino allo stomaco, è la parte del corpo che si trova in diretta competizione con l’avversario. Il fighter deve essere in grado di torcerlo in maniera da evitare i colpi dell’avversario o almeno da ridurli.



  • I piedi devono rimanere in armonia con il resto del corpo. Le punte devono essere posizionate leggermente verso l’interno. Anche le gambe devono essere parallele per l’equilibrio del fighter.



  • Le braccia devono essere sempre reattive e pronte a qualsiasi attacco.



  • Il mento è la parte più vulnerabile di un fighter di boxe. Quando attaccate il vostro avversario ricordatevi di abbassare la testa in modo da proteggere questo delicato punto.

Per un boxer gli spostamenti durante un contro possono essere suddivisi in 4 tipologie: spostamento frontale, laterale destro, laterale sinistro e spostamento all’indietro in base all’opportunità di attacco che si presenta in quel momento.
Ricordate sempre che in base agli spostamenti del vostro avversario dovrete essere in grado di spostare la vostra guardia nella maniera corretta in modo da contrastare i suoi attacchi.
La guardia deve proteggere tutti i vostri punti deboli, non lasciateli mai scoperti o perderete di certo l’incontro.
L’ultima cosa fondamentale da sapere è che ogni fighter, con l’aiuto del proprio maestro, deve avere piena fiducia nel suo stile di combattimento: salire sul ring con l’incertezza è la peggior cosa da fare.
Siate consapevoli delle vostre conoscenze, mettetele in pratica nel migliore dei modi e vincete il vostro incontro.