sabato 28 febbraio 2015

Arti marziali cinesi: stili di combattimento



Quando si parla di arti marziali cinesi, ci si riferisce a quell'insieme di stili di combattimento, eredità e patrimonio del popolo cinese, che nel corso dei secoli ha sviluppato in questo settore, una tradizione tale, da identificare nella pratica di questi metodi di combattimento e difesa, un vero e proprio emblema del popolo orientale. In questo post andremo ad analizzare nello specifico i vari stili di combattimento che costituiscono le arti marziali cinesi.




L'insieme delle arti marziali, viene comunemente chiamato Wushu, e all'interno di questo grande gruppo, è stata effettuata una suddivisione tra le differenti scuole di combattimento; si parla spesso infatti di stili interni e stili esterni. I primi sono quelli che prediligono una tecnica finalizzata alla difesa e ai colpi effettuati sui punti vitali, i secondi invece convogliano i propri sforzi in una manovra aggressiva ed impetuosa, votata all'attacco frontale. Tra gli stili di combattimento maggiormente diffusi troviamo il Tai Ji Quan, una forma di lotta, appartenente al gruppo degli stili interni, basata sul controllo dell'avversario secondo i principi Taoisti dell'alternanza tra Yin e Yang. In questo tipo di lotta, viene particolarmente ricercata la fluidità del movimento ed evitato il contrasto.
Tra gli stili esterni ricordiamo lo Shaolinquan, uno dei più antichi e famosi delle arti marziali cinesi. Questo stile praticato dai monaci del tempio di Shaolin, ha influenzato gran parte degli stili successivi ed è caratterizzato da tecniche circolari ed esplosive sulla lunga distanza. A proposito di Shaolin, dal tradimento del monaco Pak Mei al monastero di Shaolin, nacque il Baimeiquan, uno stile improntato su rapide scivolate all'interno della guardia avversaria e colpi mirati alle articolazioni al fine di destabilizzare la guardia avversaria.
Altro stile molto conosciuto e rispettato tra gli esperti di arti marziali cinesi è il Bajiquan, che nella traduzione letterale significa boxe delle 8 direzioni, e che è caratterizzato da calci bassi, posizione bassa e calci esplosivi. Ecco dunque riportati alcuni tra i maggiori stili di arti marziali cinesi. Non possiamo riportarli tutti, in quanto sono centinaia, tra stili, e vere e proprie correnti che da essi si diramano, ma una cosa li accomuna, la profonda spiritualità ad essi connessa, la ricerca della perfezione spirituale e tecnica, e il rispetto dell'avversario che si ha di fronte. Sono questi i fondamenti che costituiscono la tradizione delle arti marziali cinesi, sviluppatesi secondo le prime testimonianze nell'anno 728 come esigenza di legittima difesa, addestramento militare e caccia, e giunto ai nostri giorni come elemento caratterizzante della cultura cinese

Arti marziali: kung fu





Quanti di noi, pensando alla Cina, associano a questo bellissimo paese un arte antica, che comunemente chiamiamo Kung Fu? Vi sorprenderà scoprire che in realtà in Cina questo termine non viene mai utilizzato per descrivere tale tipo di lotta, ma che il nome originario è Wu shu, termine che significa letteralmente "Arti Marziali", mentre il "kung fu" indica un'abilità che è stata appresa con fatica, e quindi può non necessariamente riferirsi al contesto in questione. In questo post potrete ritrovare qualche cenno storico del Kung fu, nonché gli aspetti tradizionali dell'arte stessa, e i diversi stili che si ritrovano nella regione.
Sembra che i natali del Wu shu kung fu affondino nel 621 a.C., quando un gruppo di monaci di Shaolin-sì parteciparono alla battaglia di Holu. Tali monaci avevano appreso un arte di combattimento che era molto diversa dalla lotta xiangpu praticata dai soldati del periodo feudale. In particolare erano noti per la destrezza con cui utilizzavano il bastone - successivamente l'alabarda - per poter attaccare e difendersi dagli attacchi avversari. Benché molti studiosi non siano convinti che questo sia il passato più remoto del Wu shu, molti continuano ad appoggiare questa tesi. Con l'arrivo delle armi da fuoco, ben presto le arti marziali furono scartate come metodo di combattimento, e vennero impiegate solo come sport o come tecniche da apprendere per l'autodifesa.
E' sicuramente doveroso dire che l'arte messa a punto dai monaci di Shaolin, e poi tramandata fino ai giorni nostri, non indica solo un tipo di tecnica, ma una serie di abilità confluite nel corso dei secoli e che hanno visto ulteriori modifiche ed aggiunte nel corso degli anni. Con Wu shu tradizionale si intende proprio questo insieme di tecniche, che ormai sono confluite nella maggior parte delle scuole cinesi per lo scopo ginnico, mentre molti istruttori continuano ad insegnarlo per delle peculiarità psicofisiche che aiuterebbero "pazienti" troppo stressati a rilassarsi e a riottenere la concentrazione giusta per affrontare la vita. Dalla differente posizione geografica - a nord o a sud del Fiume Azzurro - sembra che siano sviluppati due differenti modi di combattimento.






"Calci a nord, pugni al sud" dice un vecchio detto cinese, che si riferisce a quanto detto prima. Sembra, infatti, che durante l'andare dei secoli si siano formate due diverse scuole: quelle settentrionali infatti prediligerebbero movimenti più sciolti e sinuosi, con l'uso frequente di salti e di calci; le scuole meridionali invece preferirebbero un ridotto uso di salti, per lo più posizioni ferme e colpi decisi e statuari, con il grande impiego di pugni potenti.Due stili diversi vengono concepiti anche quando si parla di scuola "esterna" e scuola "interna". La prima sembra si riferisse alla tecnica dei monaci di Shaolin, decisamente offensiva, mentre la seconda a quella del maestro Wang Zhengnan. Si tratta comunque di confini labili che molte volte passano anche inosservati.

Il wu shu con il passare del tempo si è ramificato in una moltitudine di forme interne a se stesso, tutte diverse tra di loro per pochi tratti distintivi. Anche a livello sportivo, benché il kung fu non sia uno sport olimpionico, si può distinguere in Taolu e Sanda. L'arte marziale è, però, molto prolissa: vi invitiamo dunque a riscoprirla più da vicino, magari con un bel viaggio in Cina, o consultando il web. Dalla nostra, speriamo che il nostro post sia stato quanto più chiaro e che vi abbia fatto apprezzare il fascino del Wu shu kung fu.


























Le principali arti marziali giapponesi



Le arti marziali giapponesi sono moltissime e si distinguono tanto nello scopo cui mirano quanto nella maniera per raggiungerlo. In questa guida cercheremo di capire la loro storia, le loro origini culturali e le fondamenta su cui nacquero e crebbero, in maniera tale da comprendere le principali differenze fra di esse.
Le arti marziali giapponesi si dividono in due principali categorie, in base alla loro finalitá preminente:
Al primo gruppo appartengono quelle scuole che tendono in primo luogo al miglioramento personale e secondariamente alla vittoria in combattimento (piú caratteristico delle arti marziali moderne). Gendai budo è il termine utilizzato per le scuole moderne, quelle create dopo gli anni 1866-1876, ma è anche impiegato per definire e riferirsi ad arti marziali che sono orientate all’automiglioramento. Un’ulteriore differenza viene determinata dal suffisso “do” – che significa “la via”.
Alla seconda categoria appartengono le discipline il cui scopo prioritario è la vittoria in combattimento e quello secondario il miglioramento personale. Koryu è il termine usato per definire le scuole tradizionali di arti marziali, quelle create prima degli anni 1866-1876, ma puó anche essere impiegato per identificare questo tipo di orientamento. Un’ulteriore differenza è riscontrabile nell’utilizzo del termine “jutsu”- che significa abilitá, capacitá. Alla luce di ció possiamo ulteriormente specificare che “Bujutsu” è l’arte della guerra, e “Bugei” l’arte marziale. Entrambe i termini sono usati per le arti designate specificamente alla vittoria in combattimento. Bujutsu è l’effettiva teoria sottostante l’arte marziale. Bugei invece rappresenta l’insieme delle tecniche di allenamento. “Budo”, la via delle arti marziali, viene impiegato per descrivere le arti marziali orientate all’evoluzione del sé; tutto ció che comprende la crescita personale.
Storicamente le arti marziali giapponesi si distinguono da quelle del resto del mondo tanto per ragioni geografiche (a causa dell’isolamento parziale delle isole che costituiscono il Giappone), quanto per la maniera particolare in cui le loro armi si sono evolute. Gli anni compresi fra il 646 ed il 702 furono fondamentali per il loro sviluppo. Fu in quel periodo che il governo imperiale tentó di formare un esercito organizzato, sul modello di quello cinese. In questi anni la classe guerriera era definita “samurai” e lo sviluppo delle arti marziali tutt’oggi praticate ebbe inizio con essi (a parte il sumo, che nacque come sport e non come combattimento). I primi guerrieri samurai venivano addestrati in combattimento a cavallo e tiro con l’arco. Essi iniziarono ad usare la spada come loro arma principale solo durante il Medioevo. Fu nel 14° secolo che un fabbro dal nome Masamune creó la struttura della Katana – la spada giapponese, quella che conosciamo oggi. Il fatto che i metodi di lotta giapponesi si evolverono attorno al mondo dei samurai ha due importanti implicazioni.


Bushido – “la via del guerriero” – era un codice comportamentale su cui si basava la vita dei samurai. In particolare definiva uno specifico stato mentale durante la battaglia. Tracce di tale codice mentale e di comportamento si possono ritrovare facilmente in tutte le arti marziali giapponesi.


Combattimento armato – dato dal fatto che i samurai erano protetti e coperti da un’armatura. Questi concetti hanno influenzato lo sviluppo del combattimento a mani nude. Le arti marziali giapponesi sono rinomate per i loro ”joint locks” (blocchi congiunti) e “submission holds” (prese di sottomissione). Il Jiu-jitsu è considerato la madre di tutte le discipline di combattimento a mani nude. Questa tecnica mira a risolvere la situazione in cui un samurai viene lasciato senza armi e deve affrontare un nemico armato. Il Buddismo Zen, religione e filosofia molto diffusa in Giappone, è un’altro fattore molto importante nello sviluppo delle arti marziali. Questa forma di pensiero venne adottata dai praticanti come parte fondante dello stile di vita, indipendentemente dall’evoluzione che l’arte conobbe, fosse essa orientata al combattimento come alla crescita personale.
Vediamo ora alcuni fra i principali stili delle arti marziali giapponesi. Arti moderne:
• Karate (significa svuotare la mente, sgomberare i pensieri negativi), strumento di autodifesa e filosofia di vita;
• Aikido (significa armonia dello spirito), tecnica che mira a soggiogare l’avversario attraverso il completo controllo del proprio corpo e mente;
• Kendo (significa “via della spada”) combattimento con lo Shinai, spada in bambú ed armatura Bogu;
• Judo (significa via della cedevolezza), combattimento a mani nude, teso a soggiogare l’avversario con prese. Arti tradizionali:
• Sojutsu (significa arte della lancia), combattimento con la Yari, lancia, principale arma dei fanti dell’esercito;
• Ninjutsu (significa arte dell’invisibilitá), tecniche di guerriglia, nei nostri giorni la disciplina associata ai ninja
• Ju jitsu (significa arte gentile), mira ad immobilizzare il nemico ed ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo;
• Sumo (mai concepito per il campo di battaglia), lotta corpo a corpo.










Aikido: tecniche di base



L’Aikido è una disciplina marziale nata in Giappone all’inizio degli anni trenta dello scorso secolo. Il suo fondatore, Morihei Ueshiba, si ispirò ai principi del “Budo” giapponese (disciplina basata sul concetto di “non-resistenza”) e del “Daitō-Ryū Aikijūjutsu” (combattimento “senza armi” praticato nel periodo feudale giapponese). Grazie però alle influenze della religione Ōmoto-kyō, Ueshiba arrivò a sviluppare un concetto di “applicazione pratica” dei doni provenienti dalla natura proprio attraverso le tecniche dell’Aikido. Il significato dei termini giapponesi è il seguente: “Ai” vuol dire “unione”, “Ki” esprime l’idea del “soffio vitale” e “Do” significa “percorso”. Traslitterando in italiano i termini, la parola Aikido prende quindi il significato di “percorso verso l’unione col soffio vitale”. In questa guida analizzeremo le tecniche di base di questa disciplina che sta avendo, in questi anni, una grande diffusione in tutto il mondo.
Iniziamo dalla difesa in cui si utilizzano principalmente schivate, sbilanciamenti e distanze. In questa fase, tutti gli eventuali “colpi” inferti, servono solamente a distrarre l’avversario e non sono mai portati a termine. Le principali tecniche difensive dell’Aikido comprendono sia proiezioni (i nage-waza), sia immobilizzazioni (i katame-waza). Tra le proiezioni, ricordiamo per prima la “shiho-nage”. Questa tecnica consiste nel ruotare il corpo facendo perno su di un piede, “tagliando” in una delle quattro possibili direzioni. È considerato un po’ il movimento “base” dell’Aikido ed è fondamentale per imparare tutte le altre mosse. La seconda proiezione è denominata “irimi-nage”. L’obiettivo è di uscire dalla linea di attacco dell’avversario ed entrargli successivamente dal fianco, lanciandolo a terra. L’ultima tecnica di proiezione è chiamata “kote-gaeshi” e consta in una torsione esterna del polso dell’avversario che viene così scaraventato a terra. L’immobilizzazione più importante è la “ikkyo”, con cui si tiene l’avversario a terra facendo pressione su di un gomito senza piegargli il braccio. Data la sua importanza, la “ikkyo” viene anche denominata “prima tecnica”. Vi è poi la “nikyo”, una immobilizzazione praticata con una torsione sul polso, tendendo poi il braccio precedentemente piegato. Le ultime tecniche sono la “sankyo”, attraverso cui si torcono sia il braccio, sia il polso, ed infine la “yonkyo” in cui l’immobilizzazione avviene con una pressione di un particolare punto del braccio.
L’attacco comprende molti colpi e prese. I colpi principali sono il “shomenuchi”, un colpo verticale dall’alto verso il basso alla testa, lo “yokomenuchi”, colpo sempre inferto alla testa o al collo ma partendo da un punto laterale all’avversario ed il “munetsuki”, cioè un pugno. Tra le prese più importanti possiamo citare il “ryotetori”, una presa effettuata con entrambe le mani e il “katatori” una presa fatta alla spalla dell’avversario. Nell’Aikido possono anche essere impiegate delle armi: il “tanto” (cioè il pugnale), il “jo” (bastone) ed il “bokken” (la caratteristica spada di legno). Quando si combatte con il “tanto”, si utilizzano le tecniche illustrate prima (valide per scontri a mani nude). L’importante è che alla fine del combattimento, l’avversario non abbia più in mano il suo pugnale. Con il “jo” si possono usare (in aggiunta alle precedenti) le tecniche del “choku tsuki” (una entrata con l’obiettivo di sferrare un colpo all’addome), del “kaeshi tsuki” (un colpo inferto alla tempia facendo ruotare il bastone) e la “furi komi” (colpire l’avversario alla gola). Gli attacchi che si possono fare con il “bokken” sono invece l’”hume no tachi” (rapido movimento dal basso verso l’alto), ed il “matsu no tachi” (dall’alto verso il basso).
Nell’Aikido è poi molto importante il saluto iniziale tra i due combattenti. Viene fatto per dimostrare il grande rispetto che si ha per l’avversario e per la tradizione di questa nobile disciplina. Molti lo utilizzano anche per trovare la concentrazione necessaria ad iniziare il combattimento, lasciando da parte tutte le distrazioni che potrebbero “inficiarne” il risultato. Per imparare bene le tecniche di questa arte marziale è importantissimo un allenamento costante e di buona qualità. Solitamente ci si allena a coppie, dove una persona sferra l’attacco (“uke”) e l’atra (“nage”) tenta di difendersi. Scambiandosi reciprocamente i ruoli, sotto il costante monitoraggio di un maestro, gli aspiranti aikidoisti possono apprendere le varie tecniche di attacco e difesa, senza mai perdere di vista il fondamento di questa disciplina: individuare un personale percorso verso l’unione col proprio soffio vitale e con tutta la creazione.


Judo: tecniche di colpo




Il Judo è un' arte marziale di difesa nata nella fine dell'800 in Giappone, che richiede una grande forza sia fisica che mentale. Gli addestramenti portano ad una perfetta conoscenza dell' Io, fino ad ottenere un miglioramento fisico-spirituale. Questa disciplina si suddivide in tre grandi gruppi, NAGE WAZA (tecniche della proiezione), KATAME WAZA (tecniche di controllo) e ATE WAZA (tecniche per colpire), anche se quest'ultima non è consentita nei combattimenti sportivi e, addirittura, nell'antichità non veniva insegnata ai principianti, poiché la sua finalità era quella di andare a colpire organi vitali. Con gli approfondimenti odierni, l'ATE WAZA può essere integrato negli allenamenti solo dopo aver trovato il giusto equilibrio tra le altre due tecniche e dopo aver perfezionato i colpi d'attacco con tutti gli arti. Nella pratica di questa antica disciplina, si distinguono due figure: Tori (colui che esegue il movimento) e UKE (il bersaglio su cui migliorare la tecnica). Di seguito troverete alcune metodologie sulle tecniche di colpo .




L' ATE WAZA si divide in due gruppi: UDE-ATE (colpi con gli arti superiori) e ASHI-ATE (colpi con arti inferiori). Questi due gruppi si suddividono a loro volta a seconda della parte utilizzata per attaccare. Per la parte superiore: YUBI-SAKE-ATE (punta delle dita), KOBUSHI-ATE (il pugno), TEGATANA-ATE (con il taglio della mano), HIJI-ATE (il gomito) e per la parte inferiore: HIZAGASHIRA-ATE (ginocchio), SEKITO-ATE (la pianta del piede) e KAKATO-ATE (il tallone).
Come visto prima, in questa tecnica si utilizzano molte parti del corpo per colpire l'avversario, bisogna però fare attenzione che, dopo ogni colpo effettuato, l'arto in questione torni alla posizione iniziale; in caso contrario, infatti, il vostro attacco non risulterà efficace. Si possono utilizzare diversi metodi sia con UKE in piedi, sia a terra. Tra le varie modalità riscontriamo UTO: colpire l'avversario tra gli occhi usando il pugno, con la sua sommità, o con il suo fianco. JINCHU: picchiare con il pugno o il gomito sotto il naso. KASUMI: battere con il taglio della mano sulla tempia, colpo che, qualora venisse eseguito correttamente, comporta lo svenimento dell'avversario. TSURIGANE: colpire con un calcio, o una ginocchiata, le parti basse di UKE. MYOJO: impattare violentemente con un calcio appena sotto l' ombelico. DENKO e TSUKIKAKE: con un calcio di precisione, colpire subito sotto l'ultima costola destra o sinistra. SUIGETSU: assestare un colpo subito sotto lo sterno (plesso solare) con il pugno, il gomito o un calcio frontale, facendo attenzione a sollevare le dita del piede al momento dell'impatto per colpire con la pianta.
Queste sono tecniche molto complicate che, come tali, hanno quindi bisogno di tanto allenamento e di parecchia concentrazione. Per questo, consigliamo di rivolgersi a persone esperte che possano seguirvi nel modo giusto. Detto ciò, buon allenamento (Yoi torēningu)!.











Arti Marziali: le parate



Nelle arti marziali, le parate rappresentano l'azione di bloccare i colpi dell'avversario per la propria tutela. Una parata è essenzialmente costituita dall'opposizione di un braccio o una gamba ad un colpo di attacco eseguito dall'avversario. Proprio come per i colpi di attacco o difesa, anche le parate hanno molti stili e tipologie e, a seconda che si tratti di karate o di altre arti marziali, anch'esse assumono nomi e termini molto differenti.
Una parata è sempre una vera e propria risposta ad un attacco. Si tratta quindi di una reazione quasi spontanea che tutti siamo portati ad effettuare nel momento in cui qualcuno cerca di colpirci. Nelle arti marziali si sfrutta questo riflesso mettendo in pratica dei colpi decisamente mirati. Si tratta di un colpo non preventivo ma specifico, perché si esegue in funzione del colpo che si rischia di ricevere, in base alla traiettoria dell'attacco e alla distanza dall'avversario. Ultima, ma non meno importante caratteristica, è l'intercettazione dell'attacco. La mossa di difesa deve infatti avvenire a metà strada tra la partenza dell'attacco e l'arrivo sul bersaglio.
Per eseguire una parata che risulti efficace, hai bisogno di essere preciso, in modo da andare ad impattare sull'arto dell'avversario in maniera netta e decisa, impedendogli di mettere a segno il colpo. Un'altra caratteristica essenziale è la velocità, che ti permette di intervenire tempestivamente con migliori risultati. Qualunque sia la disciplina orientale, la cosa certa e uguale per tutte è che, per ottenere ottimi risultati è necessario un allenamento lungo e costante. Si tratta infatti di tanti colpi diversi da usare in base alle diverse situazioni. Non si tratta solo di eseguire bene il colpo, ma soprattutto di capire, nel giro di frazioni di secondo, quale usare e metterlo a segno.
Generalmente le parate prendono il nome di Uke, ragion per cui si associa questo termine ad altri che ne specificano meglio il tipo. Per esempio, nel k arate troviamo la parata Soto-uke che è la parata dall'esterno all'interno. Per eseguirla in modo efficace, devi parare in avanti in modo da intercettare il colpo in arrivo, così da riuscire ad occupare la parte centrale e deviare il colpo, senza però esagerare, per non rischiare di dare all'avversario l'opportunità di dare vita ad un altro colpo. Il Gedan-barai comprende le parate discendenti a mani chiuse, mentre la Mawashi-uke è la parata circolare.  Ricorda che, qualunque sia il tipo di parata a cui scegli di ricorrere, dovrai sempre fare attenzione a sfruttare la forza di tutto il corpo. Devi perciò assumere una posizione che sia ben stabile e bassa, per poter sfruttare l'energia trasmessa dalla pressione dei piedi poggiati a terra. Se usi le braccia devi sfruttare una buona rotazione del polso al momento dell'impatto, perché ti aiuterà ad allontanare l'arto avversario. Anche la respirazione è molto importante perciò, se accompagnerai il colpo con l'espirazione, gli darai maggiore energia.


Arti Marziali: I calci

Nelle arti marziali quando si parla di “tecniche di gamba” si intende un colpo sferrato con la parte inferiore della gamba ovvero col piede o la tibia, dato che la mossa effettuata col ginocchio si definisce propriamente “ginocchiata”. Si tratta di una mossa sia d’attacco che di difesa che, rispetto ad un colpo sferrato con le braccia, risulta piú lento ma piú contundente. Presente nelle arti marziali a mano nuda quali: Taekwondo, Karate, Silat, Capoeira, KungFu. Ogni stile di arte marziale, oltre che differenziarsi in base al paese d'origine, ha adottato differenti tecniche, ma possiamo considerare comunque il calcio un colpo presente in gran parte degli stili di combattimento. Vediamolo dunque nel dettaglio.




La grande varietà di calci (geri) esistenti nelle arti marziali é il risultato della combinazione di vari elementi all’interno di una tecnica specifica. In linea generale, li possiamo distinguere in base ad una delle seguenti discriminanti: parte del piede che si utilizza per il contatto (tibia, tallone, collo del piede, bordo laterale o taglio, pianta, punta delle dita; direzione del colpo: frontale (Mae geri), laterale (Yoko o Sokuto geri), circolare (Mawashi geri), all'indietro (Ushiro geri) e relativa traiettoria: colpi ascendenti, discendenti, paralleli al suolo (tutti eseguibili a diverse altezze: calci bassi, medi, alti).





Tipologia di movimento nell’esecuzione del colpo: calci lineari, circolari, con rotazione, volanti, in senso orario o antiorario, frustati (consiste in un movimento rapido di slancio a mó di frusta, che implica un rientro in posizione altrettanto repentino), calci spinti (rilascio di energia che concentra tutta la spinta sull’avversario a mó di martello), calci a gamba flessa, semiflessa o estesa. Per sferrare un calcio nella maniera corretta occorre eseguire i passaggi che lo compongono in maniera impeccabile e questo richiede studio ed esercizio per sviluppare le doti fondamentali di forza, precisione e velocitá che il colpo deve contemporaneamente racchiudere.




In fase di apprendimento raccomando pertanto di eseguire ciascuna mossa lentamente, rafforzando mano a mano la coordinazione e l’equilibrio, senza dimenticare la respirazione ed incrementando precisione e forza. Innanzitutto mantenendo il piede di base saldamente piantato al suolo, quindi impostando il calcio e caricandolo in modo da portare sull’avversario l’intero peso del corpo. Quindi aiutatevi con la spinta dei fianchi ed infine rientrate in posizione di partenza, ricordando che il rientro deve sempre essere piú rapido dell’andata. Grazie a costanza ed applicazione riuscirete ad eseguire movimenti altamente spettacolari e col tempo ad integrarli eventualmente anche a salti dal risultato molto coreografico.





Come eseguire un low kick



Se siete appassionati di discipline come la Muay Thai, la KickBoxing e le MMA (Mixed Martial Arts), avrete sicuramente sentito parlare del "low kick". La tecnica in questione, che significa letteralmente "calcio basso", indica, più nello specifico, un calcio basso circolare, con il collo del piede o con la tibia, sull'esterno coscia o sul polpaccio dell'avversario.
Può variare a seconda delle discipline ma il fine è comune: indebolire l'avversario e il suo equilibrio.
Se volete imparare come eseguire questa particolare mossa di attacco basta seguire alcuni accorgimenti e allenarsi per migliorare la tecnica.
Assicurati di avere a portata di mano: Sacco da pugilato o compagno di allenamento


Questa tecnica è molto efficace se posta alla fine di una combinazione e eseguita con velocità.
Durante l'esecuzione del "low kick" è importante non perdere mai la posizione di guardia in caso di un contrattacco repentino dell'avversario.
Il ginocchio della gamba che colpisce deve essere rivolto verso l'alto e leggermente ruotato verso l'esterno. Il piede della gamba in appoggio sarà rivolto dietro.
È meglio eseguire questa tecnica colpendo con la tibia, e non con il collo del piede, per dare maggiore potenza ed efficacia all'impatto.


Partendo da una posizione di guardia a scelta, piede destro avanti e sinistro dietro, o viceversa, il low kick andrà tirato sempre con la gamba posteriore.
Fai un passettino con la gamba avanti in diagonale, posizionando il piede a circa quarantacinque gradi.
Dopo di che, butta in fuori il bacino, mantenendo il più possibile le anche aperte, e porta in avanti il ginocchio.
Per concludere la tecnica, ruota con il corpo attorno al piede avanzato.


Gira la gamba posteriore ed impatta contro il bersaglio con la tibia. Fai in modo che la punta del piede sia perpendicolare alla gamba del tuo avversario.
All'inizio dell'assestamento del calcio è buono lasciare i muscoli rilassati e far lavorare solo quelli dei glutei e degli addominali bassi, per dare maggiore slancio al calcio. Un istante prima dell'impatto si tende la gamba per conferire durezza alla mossa.
Tieni la mano corrispondente all'arto con cui tiri il calcio ben aperta, per proteggerti da eventuali attacchi, facendo attenzione a tenere ben teso tutto il braccio. Il mento deve essere basso verso lo sterno e lo sguardo fisso in avanti.



Dopo aver sferrato il calcio si ritorna nella posizione di guardia iniziale. Questo dovrebbe avvenire senza sforzo muscolare, come conseguenza della potenza dell'impatto.
Se la tecnica è stata eseguita correttamente il vostro avversario proverà una fitta lancinante e tenderà a perdere la sua posizione. Questo è il momento buono per un ulteriore attacco.

Allo stesso tempo il modo migliore per far fronte ad un "low kick" è schivarlo.
Se ciò non avviene lo si può contrastare con la propria tibia o colpendo con un calcio la gamba che sta sferrando il calcio.


Non dimenticare mai: Prova la tecnica contro un sacco o un compagno di allenamento Inizialmente studia la tecnica nei suoi passaggi lentamente, ma poi eseguila rapidamente per ottenere risultati.

Come assumere la posizione di guardia nel jeet kune do

 


La guardia è tra le prime posizioni che si imparano quando ci si approccia a tutte le pratiche del combattimento. Non si tratta, ovviamente, di una posizione che si utilizza nella vita di tutti i giorni. Al contrario, la si assume quando la situazione si fa pericolosa o quando si inizia a combattere. In particolare, "mettersi in guardia" è importante quando la persone che sta davanti a noi è potenzialmente più forte. In questo post spiegheremo come assumere la posizione di guardia nel jeet kune do.
La guardia è la posizione di partenza nel combattimento. Essa rappresenta la tua sicurezza perché ti da la possibilità di proteggere le parti del tuo corpo più vulnerabili quando non riesci a prevedere determinate mosse dell'avversario. Allo stesso tempo, la guardia ti consente di predisporti all'attacco. Esistono diversi tipi di guardia. Un primo approccio è quello che privilegia l'uso delle braccia. Posizionati con le gambe flesse e leggermente più larghe rispetto alle spalle. Abbassando il tuo baricentro, il tuo corpo si terrà maggiormente in equilibrio. Questa struttura, detta "triangolare" o "piramidale", ti permetterà di compensare le oscillazioni che avrai nella parte alta del corpo ammortizzandole con la parte bassa.
La guardia non deve essere perfettamente frontale rispetto all'avversario. Assicurati di essere, come si dice in gergo, "trequartato". In pratica devi tenere il tronco e le gambe girate tra i trenta e i quarantacinque gradi rispetto alla persona che ti sta di fronte. In questo modo, riuscirai a ridurre la superficie contro la quale l'avversario potrà sferrare i suoi attacchi. Questa posizione, inoltre, ti obbliga automaticamente a tenere un piede dietro l'altro. In questo modo, ti terrai pronto a caricare un eventuale colpo conferendogli automaticamente più forza e maggiore velocità.
I piedi devono essere posizionati, uno davanti all'altro, indicativamente alle ore una. Solleva il piede arretrato dalla parte del tallone in modo da essere carico come una molla per scattare. Fletti leggermente le ginocchia, in modo da gestire per tempo gli eventuali squilibri dovuti ai colpi dell'avversario. Il sedere deve essere leggermente più indietro delle spalle per favorire la spinta delle gambe verso le braccia. Tieni il braccio arretrato vicino allo sterno per proteggere la mandibola. L'altro braccio, invece, è in linea con il naso per proteggerti dagli attacchi veloci. Ricorda di mantenere il mento sempre un po' abbassato per evitare che i colpi mirino alle cavità oculari. Buon allenamento!.

venerdì 13 febbraio 2015

Come Difendersi da un Attacco di Coltello



Immagina di trovarti faccia a faccia con un rapinatore, un furioso ex della tua ragazza, o un assassino ecc. e questi tirano fuori un coltello. Ecco qui alcuni passaggi per imparare a difenderti.




Mantieni la calma. Se ti fai prendere dal panico, dai all'aggressore un vantaggio ancora prima di iniziare. Respira profondamente. Se conosci l'aggressore, chiediti se potrebbe davvero usare il coltello o se potrebbe solamente minacciarti.


Pensa a dei modi per minimizzare la situazione. Se si tratta di un rapinatore, dagli quello che vuole. Il portafoglio o il tuo telefono non valgono la tua vita.


Pianifica la tua prossima mossa. Se non hai nessuna via di fuga e la tua unica possibilità è quella di combattere, rifletti a fondo. Se si tratta di un rapinatore, digli solo che non hai niente e sii irremovibile. Se il rapinatore si fa prendere dal panico, potrebbe anche perquisirti. Qui hai la tua possibilità di colpirlo. Se però ti fa svuotare le tasche, questo non funzionerà.


Cerca di intimidire. Fai del tuo meglio per convincerlo a lasciarti stare. Questo potrebbe innervosirlo, ma l'aggressore probabilmente non ti lascerà andare. Mettiti in una posizione di guardia, preferibilmente di boxe. Le posizioni del wrestling non sono consigliate perché lasciano scoperte il tuo petto.


Decidi se aggredire o difenderti. Se colpisci per primo, lui potrà difendersi, ma dalla tua parte si schiererà il fattore sorpresa. Attendere che lui sia il primo a colpire toglie la maggior parte della capacità di difendersi, ma devi essere pronto a questo.


Attaccalo ai polsi. Afferrare il polso in cui stringe il coltello rimuove il pericolo del coltello. Sii pronto per un pugno o un colpo.


Punta il coltello da un'altra parte. Cercherà probabilmente di portare via il coltello con entrambe le mani. Se pensi di non riuscire a batterlo con la forza per recuperare il coltello, colpiscilo con una testata. A seconda dell'avversario, questo o metterà fine al combattimento o ti darà un paio di secondi per concentrarti sul coltello. Se prendere il coltello è troppo difficile, prova a spazzare le sue gambe tenendo il coltello a distanza, poi mentre cade hai un piccolo momento in cui almeno puoi controllare la direzione del coltello. Rivolgilo verso di lui e spingi. Probabilmente cederà perché tu sei sopra di lui e puoi esercitare la forza E la pressione del tuo corpo, mentre lui può sfruttare solo la sua forza. Continua a spingere. Se prova per un secondo a spostare la mano per colpirti, avrai la possibilità di fare pressione sul suo petto.


Non pensarci. Se inizia a pregarti di mollare la presa, è una tua scelta. Lasciarlo andare ti espone al rischio di un altro attacco. Spingere fino a che non è ferito e impossibilitato a combattere può ucciderlo, e questo è sempre poco piacevole.


Onestamente, in caso di rapina, è poco probabile che un post sia in grado di prepararti per quello che potrebbe accadere. Nella vita reale, le persone sono imprevedibili e si verificheranno situazioni diverse da quelle menzionate. Si raccomanda l'iscrizione a corsi di autodifesa o di arti marziali.






Consigli

  • Se l'aggressore si sta avvicinando a te con un coltello, solleva le tue mani con i palmi rivolti verso l'aggressore. Questo potrebbe far vedere all'aggressore che non hai intenzione di combattere, ma ti consente anche di colpire o bloccare l'aggressore.
  • Studia Krav Maga, un'arte marziale basata sull'autodifesa con tutti i mezzi possibili.




Come Cadere in Modo Sicuro



Sapere come cadere in modo sicuro è un’abilità fondamentale negli sport di contatto ravvicinato come il combattimento, nelle risse da strada, ma anche se sei semplicemente un po’ goffo e tendi a inciampare spesso.


Solleva la testa. Questa è la parte del corpo che principalmente non deve farsi male. Devi impedire che entri in contatto con il suolo, soprattutto se stai cadendo su una superficie dura come l’asfalto. È meglio una contusione sulle braccia, che un ematoma cerebrale.
  • Può rivelarsi utile prendere l’abitudine di proteggere la testa con una mano quando stai cadendo. Così facendo previeni un impatto troppo violento che ti farebbe perdere coscienza.
  • In alternativa abbassa il mento verso il petto, fissa la tua cintura (così la testa non colpisce il terreno quando cadi all’indietro).
  • Se stai per cadere in avanti, guarda a sinistra o a destra (così il viso/naso non urta il suolo). Ruota però il capo solo un po’. Se la testa colpisce il terreno mentre stai guardando completamente verso un lato, potresti ferirti gravemente il collo.
  • Se ti stai rendendo conto che stai perdendo conoscenza e che cadrai davanti ad altre persone (perché ad esempio sei soggetto a crisi convulsive o svenimenti), puoi fare delle ricerche online per capire come controllare la caduta.




Sbatti i palmi sul terreno se cadi in avanti. Assicurati di appoggiare completamente la mano. Si tratta di un movimento di un solo secondo che però ti consente di rallentare un po' senza romperti i polsi. Questo ovviamente non significa assorbire completamente il tuo peso come se fossi una molla.
  • Puoi utilizzare il medesimo trucco se cadi di lato (mano destra per il lato destro e viceversa).**Nota: non eseguire questo movimento con il dorso delle mani, usa sempre il palmo o il bordo; diversamente, ti spezzerai i polsi.
  • Non bloccare i gomiti.




Espira. Molte persone ti diranno di cercare di svuotare il più possibile i polmoni per irrigidire il corpo "per assorbire l’impatto". Tuttavia, è molto più probabile che ti farai male se il corpo è contratto. Al contrario espira normalmente né più né meno del necessario. In questa maniera il corpo sarà flessibile e rilassato riducendo moltissimo il rischio di infortuni. Se ti trovi coinvolto in una rissa, questa tecnica è molto importante. Se qualcuno ti colpisce allo stomaco, cerca si espirare poco prima dell’impatto così l’aria che si trova nei polmoni non verrà espulsa con violenza.




Piegati a fisarmonica. Piega prima le caviglie, poi le ginocchia e infine le anche. Chiudi il corpo su se stesso, così diminuisci l’altezza da cui cadrai. Prova a immaginare: sei alto 1,80 m. Cos’è meglio? Rovesciarti e rischiare di sbattere la testa da 1,80 m di altezza o piegarti su te stesso e rischiare la stessa cosa ma da 60 cm?




Se cadi dall’alto, rotola non appena tocchi il terreno. Questo distribuisce la forza dell’impatto su tutto il corpo invece che in un solo punto.
  • Se cadi all’indietro, cerca di piegare le ginocchia come se facessi uno squat prima di cadere. Curva la schiena e rotola. Non cercare di fermare la caduta con le braccia, fai delle ricerche per capire la giusta tecnica di capovolta all’indietro.


Allenati a cadere su una superficie morbida (come un materasso). In questo modo il tuo corpo imparerà i giusti movimenti che diverranno degli automatismi.




Consigli

  • Se qualcuno ti sta attaccando, è importante che ti alzi dal suolo il prima possibile. Non appena hai assorbito la caduta, rimettiti in piedi!
  • Cerca di seguire l’inerzia della caduta. Se sei abbastanza esperto puoi fare una capovolta all’indietro per rimetterti subito in piedi.
  • Se cadi durante un’escursione, cerca di atterrare sullo zaino. Pertanto si rende necessaria una piroetta se stai perdendo l'equilibrio in avanti.




Come Combattere a Mani Nude



A scuola ti pestano o vuoi semplicemente sapere come combattere a mani nude? Allora, stai leggendo il post giusto. Tantissimi ragazzi mi hanno sfidato nel combattimento a mani nude dicendo che erano cintura nera di karate e poi, nello scontro, ho vinto io! Fidati di questa guida e diventerai un ottimo lottatore.


Nel combattimento è fondamentale concentrarsi e prevedere in anticipo le mosse del proprio avversario. Reagisci velocemente, cerca di tirargli qualcosa in faccia per spaventarlo e di prendere tempo per sferrare una gomitata o una ginocchiata nelle zone più sensibili.


Impara i fondamentali delle arti marziali. Muay Thai, Kyokushin Karate e Wing Chun sono discipline note per essere utili nel combattimento a mani nude.


Impara le discipline della lotta come Wrestling, Judo e Sumo, ottime per buttare a terra l'avversario e immobilizzarlo.


YouTube. Vai su YouTube per trovare qualche trucco della lotta.


Inventa delle mosse. Crea le tue mosse di combattimento personali, come le forbici: con le tue gambe afferra quelle dell'avversario.


Fai pratica. Con la pratica ti perfezioni. Infatti "la perfetta pratica rende perfetti!".


Se sei in compagnia di qualcuno che non è nella sua forma migliore e finisci dalla parte sbagliata del pugno di un tizio grande, grosso e spaventoso, non considerarti inutile. Potrai fare delle mosse da dilettante che non richiedono di preparazione. Il Karate non è una disciplina utile a battere qualcuno che è il doppio di te, infatti, è praticamente inutile in una situazione difficile, a meno che non hai fatto pratica per più di un anno, spendendo tempo e denaro. Quindi, invece di placcaggi e pugni complicati, che richiedono molta pratica, concentrati sui tuoi movimenti spontanei e su mosse che puoi fare senza pensarci troppo, come spintoni, calci e semplici pugni.


Mira alla testa. Quando ti scagli contro il tuo avversario, mira alla testa. Che sia un pugno o uno spintone, è molto più funzionale se fatto in faccia. Se vuoi buttare a terra il tuo avversario, per avere la possibilità di scappare, spingilo con entrambe le mani sulla faccia per farlo cadere. Se non cade, prova di nuovo e poi ancora, sferrandogli una ginocchiata all'inguine.


In ogni caso, il punto è che non devi essere un esperto in arti marziali per saperti difendere. Dovrai soltanto perfezionare i movimenti più semplici del tuo corpo.






Avvertenze

  • Mai copiare i film. Sono finti e del tutto irrealistici e ti metteresti solo nei guai.
  • Mai fare delle mosse vistose, perché sono troppo rischiose e un solo piccolo errore può essere fatale.
  • Fai solo il necessario per proteggere te stesso e gli altri. Ciò potrebbe comportare ferire qualcuno come ultima possibilità di salvezza.
  • Non attaccare le persone.
  • Mai lottare con più persone. Se puoi, scappa!


Come Migliorare i Riflessi in Combattimento





I riflessi sono il modo in cui il corpo reagisce quando deve agire senza pensare. Possono essere riflessi naturali (come ritirare in fretta la mano quando tocchi qualcosa di troppo caldo) o riflessi acquisiti (come non far cadere quella tazza preziosa perché è troppo preziosa). Puoi allenare con successo i tuoi riflessi grazie alla ripetizione continua di un movimento. Durante questo processo, l'azione continua di alcuni stimoli sarà convertita in azioni mosse dall'inconscio (i riflessi).


Fai una lista degli attacchi contro i quali vuoi migliorare le reazioni.


Trova un compagno di allenamento.


Chiedi al tuo compagno di eseguire l'attacco lentamente. Quando arriva l'attacco, cerca di schivarlo o bloccarlo. Ricorda che alcuni attacchi non possono essere bloccati - bloccare un pugno ad esempio servirà solo ad essere colpito dal pugno e dalla tua mano. Puoi anche allenare un contrattacco immediato dopo aver schivato con successo l'attacco originale.


Ripeti lo stesso attacco e la stessa difesa. Se pensi di reagire nel modo giusto, inizia ad aumentare la velocità dell'attacco e della difesa. Ripeti l'esercizio per 10-15 minuti. Il tuo corpo imparerà a reagire a questa situazione particolare.


Passa a un altro attacco o un'altra difesa (o entrambi). Continua ad allenarti per circa 10-15 minuti. Il tuo corpo imparerà a reagire a una situazione diversa. Fino adesso però, ti aspettavi sempre l'attacco.


Continua a cambiare movimenti finché non ne avrai imparati con successo 3 o 4.


Chiedi al tuo compagno di eseguire uno degli attacchi che hai allenato in precedenza, scegliendolo a caso. Anche in questo caso, inizia lentamente e continua ad aumentare la velocità degli attacchi gradualmente. Il tuo corpo adesso inizierà a riconoscere gli attacchi velocemente e reagire di conseguenza.


Ripeti tutto l'allenamento. La ripetizione è l'unico modo per allenare i riflessi.


Trova più compagni, o trova almeno dei metodi per usare attacchi diversi. Vuoi migliorare i tuoi riflessi in combattimento, e non i tuoi riflessi quando qualcuno ti colpisce in modo particolare.


Quando padroneggi questo addestramento, trova altre due persone. Chiedi loro di disporsi una di fronte e due sui lati, ed eseguire gli attacchi in ordine casuale (E' meglio chiedere alle persone di stabilire un ordine, perché evitino di attaccarti tutte insieme).




Consigli

  • Iscriviti a una scuola di arti marziali. Ti sottoporrai allo stesso addestramento descritto qui, con la differenza che sarai aiutato da "professionisti" che ti insegneranno i metodi migliori per schivare gli attacchi, contrattaccare, ecc.
  • Alla fine la tua memoria muscolare imparerà i movimenti, e i riflessi diventeranno naturali. È meglio trovare alcune mosse adatte a te e che ti riescono bene. Non c'è un solo modo per negare un attacco - sperimenta e trova quello migliore.
  • Divertiti in quello che fai. Non allenarti se sei arrabbiato o se pensi a qualche tipo di vendetta, perché assocerai l'allenamento con un'esperienza negativa e il tuo corpo cercherà di rifiutare questo stimolo. Se invece ti diverti durante l'addestramento, il tuo corpo imparerà più velocemente.
  • Cerca di non ferire te stesso o il tuo compagno. Ricorda però che gl infortuni accidentali capitano.


Avvertenze

Assicurati che le persone con cui ti alleni non ti facciano male sul serio. Se pensi che potrebbero farlo trova un altro compagno con cui allenarti.


giovedì 12 febbraio 2015

Come Imparare Tecniche con i Nunchaku



I nunchaku sono armi. Sono formati da due bastoni collegati da una corda o una catena. Famosi soprattutto grazie ai film di Bruce Lee, anche tu puoi imparare questa insolita tecnica che ti darà un'idea di come sono le arti marziali, ti manterrà abbastanza in forma e lascerà sicuramente di stucco gli altri.


Compra i nunchaku. Vai su un buon sito di arti marziali e comprane un paio da allenamento in gomma o gommapiuma con la corda. La prima volta che li provi, non comprare un paio di nunchaku di legno, metallo o resina acrilica.


Compra un libro. Nunchaku. Tecniche di base e di difesa è un'utile guida intermedia per chi ha esperienza con le arti marziali. Comunque, forse vuoi investire in un libro indirizzato al livello principiante. Cerca di esercitarti sulle mosse di base perché ti aiutano tantissimo; come ha detto Bruce Lee, “Non temo un uomo che si è esercitato una volta su 1000 mosse, ma temo un uomo che si è esercitato 1000 volte su una mossa”, perciò esercitati!


Fai delle ricerche. Guarda "Dalla Cina con furore" di Bruce Lee, facendo particolarmente attenzione alla scena nel dojo di karate. Gioca al videogioco "Soulcalibur" scegliendo Maxi come personaggio. Vai su YouTube e cerca "nunchaku" e/o "tecniche con i nunchaku". È roba di alto livello e non è difficile come sembra.


Cerca di "sentire" i nunchaku. Dovrebbero essere morbidi, non DURI come potresti immaginare.


Impara le mosse di base. Ora che riesci a "sentirli", puoi farli ruotare più velocemente, farli girare in modo da formare un 8, farli passare sotto le gambe, sopra la spalla e sotto le braccia.


Prova le cose complicate. Prova a rifare qualcuna delle mosse che hai visto su internet. Ovviamente, vacci piano la prima volta che provi. Aumenta gradualmente la difficoltà, dato che molte di queste mosse complicate sono semplicemente tecniche di base usate in modo insolito. Di norma, sono solo mosse di base eseguite a velocità eccezionale e con un tempismo impeccabile. Può essere difficile ricordarsi di cominciare lentamente, ma persevera e imparerai in fretta.




Consigli

Quando sei riuscito a farli passare da una parte all'altra, prova a perfezionare una tecnica che ti permette di arrotolare il nunchaku attorno a una parte del corpo senza che la mano libera ti ostacoli. Dato che praticamente impedisce al nunchaku di ruotare senza controllo, è utile per allenarsi con due paia di nunchaku.
  • Esercitati! Non migliorerai mai se non dedichi parte della tua giornata a esercitati in mosse e manovre.
  • Guarda veri esperti nelle arti marziali esibirsi con e senza nunchaku e fatti un'idea su come usarli per una o due mosse stupefacenti.
  • Se vuoi usare un secondo paio, compralo dello stesso tipo del primo, in modo che abbiano lo stesso peso, la stessa lunghezza e lo stesso equilibrio.
  • Passarli da una parte all'altra è piuttosto semplice, dato che fai oscillare i nunchaku in modo che l'estremità libera faccia il giro del corpo o di una parte del corpo per essere presa dalla mano libera. Usa l'immaginazione.
  • Passa ai nunchaku di gomma (se non l'hai già fatto) quando ti senti pronto, dato che è un materiale più pesante, poi passa a quelli di legno.
  • Prova con due paia alla volta. Vedi cosa riesci a fare!




Avvertenze

Sii consapevole del fatto che, a meno che non li usi correttamente, i nunchaku possono e faranno seriamente del male agli altri, se non perfino a te stesso. Fai attenzione quando mostri cosa sai fare.
  • Come ho detto prima, i nunchaku, in pratica, sono antiche armi letali. Questo articolo non ti autorizza in nessun modo ad andare in giro per strada con un paio di nunchaku a picchiare la gente! Anche se usarli è divertente, sono uno strumento per le arti marziali e vanno trattati allo stesso modo di qualsiasi altra arma o arte marziale: con rispetto.
  • I nunchaku di legno, resina acrilica o acciaio possono essere illegali in alcuni stati o nazioni. Controlla prima di comprarli.
  • Sii responsabile. Non provare a fare tecniche totalmente folli che vedi fare a qualcuno come Maxi su un videogioco. Sono "quasi impossibili" e nessuno dovrebbe provare a farle per paura di spaccarsi la testa.




Cose che ti Serviranno

Nunchaku di gomma o gommapiuma
  • Un ampio spazio in cui fare pratica
  • Un amico presente in caso ti mettessi fuori gioco da solo!!
  • Il buon senso di non fare l'esibizionista; mantieni l'autodisciplina


Come Imparare da Autodidatta le Basi del Karate




La filosofia dietro al karate è vasta e complessa visto che si basa su migliaia di anni di combattimento armato e non armato. - Le sue tecniche continuano ad essere perfezionate dalle nuove generazioni dopo secoli di storia. Il Buddhismo, il Taoismo e il codice del Bushido hanno contribuito allo sviluppo delle arti marziali. La versione moderna del karate nasce circa 400 anni fa, germogliando dal gongfu cinese.


Medita (5 minuti o +). Libera la mente da tutti i pensieri e concentrati sul respiro, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca; dei respiri profondi regolari e una mente libera di prepareranno ad apprendere il karate. Non ci sono limiti di tempo, ma meditare per almeno 5 minuti dovrebbe bastare per riuscire a concentrarti. Meditare inoltre, può senza dubbio migliorare le tue capacità di combattimento!
  • Dimentica la scuola, il lavoro, la famiglia, i problemi, tutto - visualizzali mentre evaporano davanti ai tuoi occhi. Una volta rimosso tutto, dovresti visualizzare una stanza vuota, e al centro di questa stanza, una sfera di fuoco che inizia ad ardere. Questa fiamma di forza ed energia rappresenta ciò che otterrai addestrandoti nel karate. Quando avrai finito di meditare, la stanza dovrebbe essere completamente avvolta dalle fiamme.


Fare riscaldamento è fondamentale per preparare i tuoi muscoli all'attività. Se non li scioglierai e non li preparerai prima di iniziare l'allenamento e l'allungamento, "sciopereranno" e sarà difficile eseguire anche i movimenti più semplici.


Fai stretching (15 minuti). Allungare i gruppi maggiori di muscoli è essenziale per sciogliere il corpo, specialmente le gambe, così non ti farai male. Procurati una guida sullo stretching se non sai già che esercizi fare.
  • L'allungamento va eseguito dopo il riscaldamento. Una volta scaldati i muscoli, l'allungamento sarà più efficace e sicuro.


Comprendi la filosofia alla base del karate. Per un osservatore inesperto, il karate potrebbe sembrare un'esibizione spettacolare di violenza. In effetti è esattamente l'opposto. Il karate riguarda la pace, in particolare quella dei sensi. Nella vita il conflitto è inevitabile. Quando si presenta, dovrebbe essere affrontato rapidamente e con forza. Il risultato è una sicurezza naturale con un'aura di umiltà.
  • Si tratta di una forma d'arte che coinvolge mente e spirito quando il corpo. Dovrai sviluppare tutti e tre quegli elementi contemporaneamente per padroneggiare del tutto questo sport. Mentre il corpo deve ricordare come muoversi, la mente invece dovrà ricordare come rimanere ferma.
  • Tutte le arti marziali iniziano e termina con gesti di rispetto. Nel karate non c'è spazio per l'egoismo. Si ritiene che la ricompensa si trovi nella tua devozione.


Impara le posizioni di base. Tutti vorrebbero iniziare dalle parti più divertenti. Ma i calci, i colpi e le parate non saranno efficaci se non adotterai la posizione giusta. Non puoi diventare un grande calciatore se non prepari il tiro nel modo giusto. No. Sono i fondamentali a renderti un grande karateka.
  • Esistono tipi diversi di karate. Scoprirai che esistono diverse posizioni tradizionali secondo il tipo in cui ti stai allenando. La maggior parte dei tipi di karate usano qualche variazione delle tre posizioni seguenti:
    • La posizione naturale (shizentai-dachi). Il piede anteriore è rivolto in avanti, quello posteriore con un angolo di 45°. I piedi dovranno essere alla distanza normale che usi per camminare.
    • La posizione frontale (zenkutsu-dachi). Uguale a quella naturale, ma con i piedi più distanti e il peso soprattutto sulla gamba anteriore.
    • La posizione del gatto o posteriore (nekoashi-dachi). La posizione dei piedi è come quella della prima posizione, ma con il peso sulla gamba posteriore. Puoi alzare il tallone anteriore se desideri.


Inizia con la posizione di riposo. Le posizioni descritte in precedenza sono posizioni di combattimento. All'inizio dell'allenamento però dovrai iniziare con la posizione di riposo. Hai tre opzioni di base:
  • La posizione di riposo nella serie Fukyugata prevede i talloni uniti e i piedi rivolti all'esterno con un angolo di 60°.
  • La posizione di riposo della serie Pinan prevede i piedi alla larghezza delle spalle e i piedi rivolti all'esterno con un angolo di 45°.
  • La posizione di riposo della serie Naihanchi prevede i piedi uniti e paralleli.




Fai attenzione al tuo equilibrio. Una persona ubriaca non potrebbe eccellere nel karate, perché quest'arte marziale richiede un'"immensa" capacità di rimanere in equilibrio. Per questo le posizioni sono così importanti! Ti permettono di centrare il corpo, unendo fluidità e forza. La forza che senti nella tua posizione però non deve sparire quando inizi a calciare!
  • Pensa sempre al tuo baricentro. Se allarghi i piedi, lo abbassi, aumentando la tua stabilità e la potenza dei tuoi attacchi. Se però lo abbasserai troppo, perderai mobilità e velocità. Per quanto riguarda l'equilibrio, dovrai trovare il giusto mezzo.
  • Anche se avere un buon equilibrio è importante, quando inizierai a doverti difendere, dovrai essere in grado di spostare velocemente questo punto di equilibrio. Se rimarrai in una posizione troppo a lungo, il tuo avversario potrà attaccarti facilmente! Per questo, anche le transizioni tra le posizioni sono importanti.




Concentrati su potenza e velocità. Molti uomini sono in grado di sollevare pesi impressionanti, ma non potrebbero eccellere nel karate. Il karate non dipende dai muscoli, ma da potenza e velocità.
  • Questi due concetti sono strettamente legati. Un percorso più lungo verso il bersaglio ti aiuterà a sviluppare più velocità e di conseguenza potenza. Se userai tutto il corpo, i tuoi attacchi saranno più potenti e di conseguenza più veloci. Pensa al tuo obiettivo nel karate in questo modo: non dovrai riuscire a spostare un oggetto di grandi dimensioni, ma dovrai riuscire a spostare un piccolo oggetto rapidamente e con estrema precisione.


Lavora su pugni e parate (15 minuti). Dovrai imparare alcuni pugni fondamentali per attaccare in modo efficace. Il diretto, il montante, il pugno di taglio, il pugno a lancia, la gomitata e il pugno di dorso in particolare. Provali in sequenza e con entrambe le mani.
  • Le parate sono altrettanto importanti! Allenati a parare come se ricevessi i pugni che hai provato. Sperimenta con combinazioni e contro attacchi. Difesa, attacco, difesa, attacco, ecc.
  • Per la cronaca, le prime due nocche della mano sono quelle più forti. Possono essere allineate alle ossa dell'avambraccio (radio e ulna) per aumentare la forza. Gli errori più comuni nei pugni sono una posizione scorretta della mano, colpire troppo alto o sferrare il pugno con la spalla.


Fai pratica con i calci (15 minuti). Dieci ripetizioni di ogni calcio basteranno per fortificare le gambe. Prendi di mira un punto oltre il bersaglio per ottenere la massima potenza, ma cura la fluidità dei movimenti; la potenza sarà una conseguenza naturale.
  • Esistono cinque calci di base nel karate:
  • Calcio frontale. Immagina che il tuo piede debba scattare di fronte a te come se stessi muovendo un asciugamano arrotolato. Nella posizione naturale, porta indietro il piede posteriore, piega il ginocchio e fai scattare la gamba davanti a te, poi riportala immediatamente dov'era.
  • Calcio laterale. Come il calcio frontale, ma di lato.
  • Calcio laterale girato. Solleva il piede di calcio al ginocchio opposto, calcia e ruota in avanti l'anca. Nei calci diretti, il torace rimane dritto. Nei calci girati, il torace si allinea alla gamba di calcio, abbassandosi per dare più potenza al calcio.
    • L'uomo nel video sta eseguendo un calcio girato. Noti come il suo torace si abbassa?
  • Calcio posteriore girato. Come il calcio precedente, ma guarderai dietro di te e calcerai nella direzione in cui stai guardando.
  • Calcio a ruota. Nella posizione del gatto, porta la gamba di calcio verso il gomito della stessa parte. Oscilla le anche in avanti e usale da perno, creando la "ruota" del calcio. Poi ritorna nella posizione di partenza il più velocemente possibile.


Inizia a fare sparring (15 minuti o +). Trova una persona con cui allenarti e usa tutte le tecniche che hai imparato per lottare con lui per 15-30 minuti. Fare sparring ti aiuterà a migliorare le resistenza e la capacità di eseguire combinazioni e difenderti contro più attacchi o aggressori, una volta padroneggiate le tecniche di parata e di attacco.


Esercitati in tutti i kata (letteralmente, "forma d'esempio") continuamente. Concentrati in un kata in particolare per sessione. Una volta padroneggiato, potrai passare oltre. È importante concentrarti prima sui kata di basso livello e poi passare a quelli più complessi per migliorare e affinare la tua tecnica.
  • Assicurati di ripassare i kata che hai imparato! Quando ne conoscerai molti, uniscili e cerca di creare combinazioni sempre più difficili.


Consigli

  • Sii sicuro di te durante lo sparring. Concentrati sui pugni e sui calci.
  • Allenati al punto che quando ti troverai in un vero combattimento non dovrai pensare, ma ti basterà agire di istinto.
  • Quando dai un pugno, rimani rilassato fino al momento dell'impatto. Bruce Lee disse: "Il rilassamento è fondamentale per colpire più velocemente e con più forza. Il colpo dovrà essere sciolto, non teso, e la mano non va chiusa fino al momento dell'impatto. Tutti i pugni dovrebbero finire con uno scatto a diversi centimetri al di là del bersaglio. Il che significa che il pugno dovrà superare l'avversario senza colpirlo”.
  • Non sottovalutare o sopravvalutare mai un avversario. Più sarai convinto di vincere o perdere, più sarà probabile quel risultato.
  • Quando attacchi - cerca i punti deboli e quelli di forza del tuo avversario. Dai al tuo avversario un falso senso di sicurezza fintando un attacco e portandolo a bloccare, poi attaccalo quando non se lo aspetta.
  • Quando dai calci, ricorda che quelli in linea retta vanno effettuati con l'avampiede o il tallone, proteggendo le dita; i calci laterali prevedono l'utilizzo della parte centrale del piede o del tallone; i calci ad ascia si danno colpendo sempre con il tallone (ma questo calcio non è comune ai più); i calci a 360 gradi richiedono l'intervento dello stinco e dell'avampiede. I calci rotanti realizzati con l'aiuto dello stinco possono essere piuttosto efficaci.
  • Se sei interessato nella arti marziali, inizia subito ad allenarti!
  • Quando fai sparring, colpisci il tuo avversario prima che lui riesca a colpire lui. Se non puoi farlo, spostati, cambia la distanza e preparati a contrattaccare. In alternativa, para il colpo. Non dovrai farlo per forza con le mani, in particolare in caso di calci bassi, perché lasceresti vulnerabile la testa. La difesa migliore è non trovarti dove puoi essere colpito.
  • Lo stretching dovrebbe coinvolgere anche il collo, la schiena, l'addome, le braccia e le mani; non trascurare alcuna parte del corpo ma presta attenzione soprattutto alle gambe.
  • Sii orgoglioso del tuo aspetto! Cura sempre la pulizia della tua uniforme.
  • Sostituisci le attrezzature per lo sparring danneggiate. La tua sicurezza viene prima di ogni altra cosa.
  • Rimani sempre calmo e sereno durante uno scontro, rispetta il tuo avversario e non sottovalutarlo mai, perché altrimenti sconfiggerti sarà molto più facile.




Avvertenze

  • Ricorda che i partner in carne ed ossa sono reali, non manichini. Indossa attrezzature di sicurezza e sii cauto.
  • Quando blocchi un calcio o un pugno dal tuo avversario durante lo sparring, ricorda sempre di stringere bene la mano: potrebbe fratturarsi.
  • Fai sempre allungamento, e allunga tutti i muscoli. Gli strappi e le lesioni tendinee sono estremamente dolorosi!


mercoledì 11 febbraio 2015

Come Praticare la Boxe dell'Ubriaco







Lo Zui Quan, o Boxe dell’Ubriaco, è uno stile di kung fu diffuso prevalentemente in Cina. Nonostante il nome possa far sorridere, ed i suoi movimenti ricordino effettivamente quelli di un ubriacone, si tratta di uno stile di combattimento estremamente preciso. Il post in questione ti insegnerà ad usare questo stile.


Chiudi il pugno e tienilo come se stessi reggendo una tazza. Distendi l’indice ad uncino e posiziona il pollice in modo che formi con l’indice una "C".


Utilizza la tecnica della “Spirale”, che consiste nel mantenere il corpo rilassato per poi concentrarsi sul “Punto di Impatto”, il che significa essere sciolti ed incespicare per poi tendersi e scattare in avanti come un razzo al momento dell’attacco, trasmettendo la forza della spinta dai piedi al punto di impatto passando attraverso il corpo. Immagina di avere una molla all’interno del corpo: la molla è flessibile ma mantiene sempre la sua forma pur oscillando. Interiorizza questi movimenti e sarai sulla buona strada per comprendere i principi dello Zui Quan.


Un’altra tecnica da imparare è quella del “Barcollamento”. Ciò confonderà l’avversario concedendoti un punto scoperto dove colpire. Puoi sfruttarla anche per aumentare la forza e la velocità dei colpi.


Non dare un ritmo ai tuoi attacchi. Attacca inaspettatamente mentre cadi all’indietro, traballi verso un lato, ecc.


Imparare ad utilizzare uno qualsiasi degli stili della Boxe dell’Ubriaco degli Otto Immortali può sempre venire utile. Alcuni degli stili da padroneggiare sono: l’Immortale della forza interiore, l’Immortale dell’attacco improvviso alla cintola, l’Immortale dello strozzamento, l’Immortale del calcio doppio, l’Immortale zoppo, l’Immortale col barilotto, l’Immortale col flauto e la Signora Ho “che si pavoneggia”. Tutte le loro tecniche sono efficaci ed il loro uso dipende dalla situazione di combattimento.


L’Immortale della forza interiore sfrutta molto il principio della "spirale" per confondere l’avversario. Utilizzare questo stile implica la necessità di incespicare molto tenendo una gamba tesa (ma non per tutto il tempo). Combinando il principio della spirale, il movimento barcollante e l’uso della gamba si possono sviluppare molte aperture utili per colpire il bersaglio al momento opportuno.


L’Immortale dell’attacco improvviso alla cintola richiede una notevole resistenza. Perché? Beh, non si ha un momento di pausa. Usando questo stile, devi sempre essere consapevole di ciò che stai colpendo, sapere dove colpire e colpire spesso. Gli esperti di questo stile portano i loro colpi di fronte a loro all’interno di una zona circolare piuttosto ristretta. Si tratta di uno stile molto popolare che richiede molto movimento, porta molti colpi ed implica molti attacchi circolari. È estremamente efficace ma particolarmente stancante, quindi è consigliabile tenerlo come ultima risorsa.


Le tecniche dell’Immortale dello strangolamento sono potenzialmente letali. Come suggerisce il nome, questo stile implica l’utilizzo di diverse chiavi al collo. Bisogna avere polsi e dita molto forti per padroneggiare questo stile molto potente, ideale per la difesa. Mentre si combatte bisogna dare dei buffetti con le mani tenendole dietro la schiena, il tutto spostandosi in avanti con flessuosità, senza saltare. Le dita vengono usate molto e devono essere straordinariamente forti.


L’Immortale dei calci doppi è particolarmente indicato per tenere l’avversario a distanza. Usare le gambe per calciare in questo modo confonde l’avversario costringendolo ad indietreggiare per non essere colpito. In questo stile si usano molti calci volanti ed è necessario avere gambe forti ed una grande stabilità. Prima di attaccare si assume una posizione neutra. Oltre alla forza sono importanti l’elasticità e l’equilibrio. Senza questi prerequisiti ti sarà sicuramente difficile interpretare correttamente questo stile.


L’Immortale zoppo sfrutta molto le gambe, utilizzandone una alla volta e tenendone sempre una tesa. Questo stile dovrebbe essere sempre usato come ultima risorsa, dato che è molto facile rimanere scoperti mentre lo si utilizza.


L’Immortale col barilotto è uno stile molto efficace che sfrutta ampi e veloci movimenti circolari per attaccare. Tra gli stili della Boxe dell’Ubriaco è uno dei più efficaci. È importante tenere le braccia a cerchio di fronte a sé mentre si usa questo stile.


L’Immortale col flauto è tra i più utilizzati, dato che sfrutta molto la forza dei polsi. I suoi attacchi sono i più potenti e sfrutta molto il movimento barcollante.


Lo stile della Signora Ho è talmente inusuale da mettere in imbarazzo l’avversario (cosa che lo rende potenzialmente letale). Le movenze sono molto femminili (ricordano effettivamente quelle di una donna che combatte) ma gli attacchi sono estremamente potenti. Questo stile è molto efficace perché confonde l’avversario, il quale è portato a sottovalutare la pericolosità di chi gli sta di fronte.


Esistono anche altri stili di combattimento imparentati con quelli della Boxe dell’Ubriaco, come il Ba Ying Quan (Boxe delle Otto Ombre), che usa un sistema di combattimento differente ma ha molte similitudini con la Boxe dell’Ubriaco degli Otto Immortali.








Consigli

  • Ricorda di attaccare inaspettatamente.
  • Per farti un’idea di come deve essere la Boxe dell’Ubriaco non ispirarti agli anime giapponesi, ti porterebbe soltanto fuori strada.
  • La Boxe dell’Ubriaco fa in gran parte affidamento sulla forza degli addominali, quindi allenati facendo ogni giorno un sacco di sit-up e leg-lift (sdraiati sulla schiena e tieni le gambe dritte sollevandole di 15 cm) assieme ad altri esercizi utili. Inoltre rinforzare i muscoli in questione incrementa l’equilibrio e l’efficacia degli attacchi.
  • E SOPRATTUTTO, "NON" BERE ALCOLICI MENTRE IMPARI QUESTO STILE DI LOTTA! Questo stile semplicemente "imita" i movimenti di un ubriaco (esserlo effettivamente può provocarti gravi infortuni o addirittura la morte).
  • Devi avere dita particolarmente forti per usare alcune di queste tecniche. I piegamenti sulle dita sono molto utili per rinforzare questa parte del corpo e l’esercizio chiamato "Camminata dell’Orso" è altrettanto efficace. Poggia a terra mani e piedi (nella stessa posizione che terresti per i piegamenti) e comincia a spostarti sulle dita. Questo esercizio rinforza molto le dita rendendole più resistenti.
  • Per attaccare e difendere efficacemente dovrai assolutamente rinforzare le mani, dato che rimangono in posizione neutrale anche al momento dell’impatto. Per allenarti fai dei piegamenti sui polsi e sul dorso degli stessi alternando la posizione delle mani tra un piegamento e l’altro. Inoltre, fai molto allenamento nella posizione del cavaliere per rinforzare le gambe. Nello Zui Quan è molto importante la forza fisica, dato che si deve attaccare da ogni posizione mantenendo l’equilibrio.
  • Affitta Drunken Master e Drunken Master II per farti un’idea di come sia la Boxe dell’Ubriaco (in questi film ne risulta una rappresentazione stilizzata ma comunque valida, e sono anche dei bei film!) Esistono anche altri film (in inglese) nei quali viene rappresentato questo stile, come The Fist of the Red Dragon, The Tai Chi Master, Master with Cracked Fingers, The Drunken Monk, Heroes of the East, Drunken Monkey, Come Drink with Me e The Last Hero in China.




Avvertenze

  • Scaldati a dovere facendo molto stretching prima di cimentarti nella Boxe dell’Ubriaco.
  • Se hai le ossa fragili o problemi di artrite non fare i piegamenti sui polsi. Comunque sia, falli lentamente, almeno all’inizio. Se provi dolore, falli da inginocchiato.
  • NON bere alcol quando pratichi lo Zui Quan!
  • Essendo particolarmente difficile padroneggiare quest’arte marziale, allenati con gli amici finché non sviluppi gli automatismi necessari.


Come Allenarsi Secondo l’Iron Body per il Pugno Kung Fu



L’allenamento Iron Body è una variante del Kung Fu Shaolin, dove i praticanti allenano il corpo in modo da dare o sopportare colpi pesanti senza subire alcuna ferita seria, e durante il quale si sviluppano capacità specifiche per ogni parte del corpo. Questo articolo ti dice come allenare i pugni per rafforzare il tuo attacco.


Inizia comprando o preparandoti un sacco pieno di fagioli indiani. Il sacco dovrebbe essere di materiale resistente come il jeans e dovrebbe avere cuciture rinforzate. Quando sarà completamente pieno di fagioli dovrebbe assomigliare ad un cuscino quadrato.


Appoggia il cuscino su una superficie dura. Se si tratta di un muro, assicurati che il sacco sia ben fissato.


Allenati a dare al sacco tutti i tipi di colpi a mano chiusa. Puoi provare così:
  1. Pugni. Chiudi il pugno correttamente, con il pollice all’esterno, e colpisci con le prime due nocche. Assicurati di tenere il polso dritto e di imprimere tutta la forza che puoi mentre stai in piedi, e grida ad ogni colpo. Puoi usare anche delle varianti come il Pugno del Leopardo, o l’Occhio della Fenice, ma stai attento perché se li esegui scorrettamente puo farti del male.


Pugno a martello. Chiudi normalmente il pugno e colpisci con il bordo della mano. Usa tutta la forza che hai, rimani in piedi e urla ad ogni colpo.


Pugno all’indietro. Con il dorso del pugno colpisci il sacco. Ancora una volta metti tutta la potenza che hai, ricorda di gridare ad ogni colpo.


Quando hai colpito il sacco con tutta la tua forza, puoi sostituire i fagioli con della ghiaia e ripetere l’allenamento.


Quando hai finito, sostituisci la ghiaia con delle sfere di ferro o acciaio e ripeti ancora l’allenamento.


La formazione è finalmente completa quando riesci a colpire con tutta la forza il sacco senza ferirti e provando un dolore minimo.






Consigli

Durante l’allenamento dovresti usare delle lozioni sul pugno per evitare di ferirti. Queste sono chiamate Die(1) Da(3) Jiu(3) in Cinese e in occidente sono chiamate Dit Da Jow. Si crede che applicare questo prodotto sulla zona interessata prima e dopo l’allenamento, strofinando bene, limiti i rischi di infortunio. Puoi procurarti questa lozione in un negozio di medicina cinese o su internet. Assicurati che il tipo di lozione che usi sia adatto all’allenamento Iron Body.






Avvertenze

  • Il contenuto di questo articolo ha solo carattere informativo, esegui quanto spiegato a tuo rischio e pericolo.
  • Questa è un'arte che non può essere padroneggiata velocemente, ci vuole tutta una vita. Assicurati di volerti impegnare al massimo prima di iniziare la formazione.
  • Non fare sfoggio delle tua abilità. Se vuoi imparare il Kung Fu per vantarti, dovresti riconsiderare le tue motivazioni. Non usarlo per ferire le persone, ma solo per autodifesa.
  • Stai attento quando colpisci, riconosci i tuoi limiti e non esagerare. Comincia lentamente e con calma costruisci la tua forza.
  • L’allenamento Iron Body calcifica le ossa e ispessisce la pelle. Potrebbe causare delle deformità non volute. Non intraprendere questo allenamento se non sei consapevole dei rischi.


martedì 10 febbraio 2015

Come Assumere una Guardia del Corpo





La parola “bodyguard” è diventata un termine “hollywoodizzato” e probabilmente non è questo quello che vuoi. Il nome occupazionale è “Dirigente della Protezione” o “Personale di Sicurezza” e gli specialisti in questo settore non sono difficili da trovare. Segui queste istruzioni per assicurarti di assumere una persona veramente qualificata allo scopo di proteggere la vita e il benessere di un altro individuo.


Cerca di capire che quello del “Personale di Sicurezza” è un servizio professionale, dunque mantieni delle aspettative realistiche. In quanto componente principale dei SERVIZI DI PROTEZIONE, il Personale di Sicurezza si divide in diverse specializzazioni focalizzate sul tipo di persona da proteggere. Gli individui formati per gestire i dirigenti delle aziende, i politici, i dignitari e le famiglie che ricoprono una certa importanza ricadono sotto la “Protezione Esecutiva”, o PE, in contrasto con quelli formati per lavorare al servizio delle celebrità, degli attori, dei musicisti, degli atleti professionisti e degli altri individui pubblici dal profilo alto; vengono chiamati “Agenti di Sicurezza dei Talenti”. Tutti i professionisti qualificati vengono formati in modo da avere visibilmente un basso profilo, da essere capaci di adattarsi al tuo stile di vita e da intromettersi il meno possibile.


Contrariamente al Regno Unito e ad altri Paesi, non esistono standard di formazione nazionale civile per questa professione negli Stati Uniti o in Canada; ci sono diversi titoli che un professionista potrebbe utilizzare: Executive Protection, “Protezione Esecutiva”, Protective Services, “Servizi di Protezione”, Personal Protection, “Protezione Personale” o Personal Security, “Personale di Sicurezza”.


Come nel Servizio Segreto, i migliori individui sono professionisti proattivi, dall'aspetto curato, intelligenti, articolati e istruiti, che vengono formati per PREVENIRE una minaccia al tuo benessere. Metti a contrasto questi specialisti con gli stereotipici gorilla di 200 kg che lavorano per Britney Spears o per Madonna. Queste bodyguard sono solo capaci di REAGIRE di fronte a una minaccia e solitamente lavorano come buttafuori o cacciatori di taglie o ai margini, come guardie del corpo; generalmente non hanno ricevuto una formazione specializzata.


Cerca su internet i regolamenti del posto in cui vivi sulle compagnie di sicurezza privata. Impara il nome della licenza richiesta per una Guardia del Corpo, un Ufficiale per la Protezione Personale o qualcosa di strettamente correlato. I candidati avranno bisogno di questa licenza con il fine di lavorare per te. Detto ciò, non partire dal presupposto che una licenza di Guardia del Corpo rilasciata in un posto qualsiasi sia di per sé un buon indicatore delle abilità del professionista. Per esempio, la maggior parte degli stati USA non prevede requisiti oltre a quello di avere la licenza di portare una pistola nascosta, alcuni hanno dei requisiti di training molto severi e il resto ha dei requisiti formativi sconvolgentemente bassi, che non vanno incontro agli standard di training minimi professionalmente riconosciuti. Queste licenze hanno dei nomi come “Ufficiale di Protezione Personale” o “Specialista di Protezione Personale” e vengono probabilmente richieste all'individuo affinché possa lavorare per te, ma la maggior parte di esse viene acquisita con un training talmente scarso che chiunque può ottenere un titolo se ha una licenza di “Guardia di Sicurezza” e dei soldi da pagare per un corso da Bodyguard (che, per esempio, negli Stati Uniti costa sui 100 dollari).


Assicurati che i tuoi candidati abbiano conseguito i propri titoli seguendo un corso. Per esempio, se vivi negli Stati Uniti, il corso dovrebbe essere stato gestito dal Government Protective Service, come:
  • United States Secret Service (Agente Speciale versus Uniformed Division).
  • Diplomatic Security Service dello US State Department.
  • Federal Law Enforcement Training Center (FLETC).
  • Protective Services Training Course della US Army Military Police School.
  • US Army Criminal Investigation Division (CID).
  • US Naval Criminal Investigative Service (NCIS).
  • US Air Force Office of Special Investigations (OSI)

    Gli specialisti su cui poter contare potrebbero anche aver conseguito il titolo presso una di quelle scuole di protezione esecutiva civile degli Stati Uniti internazionalmente riconosciute e rispettate, come:
  • Executive Security International(ESI), in Colorado.
  • Executive Protection Institute, in Virginia.
  • R.L. Oatman & Associates, nel Maryland.
  • National Protective Services Institute, in Texas
  • Gavin de Becker & Associates, in California.
  • L'ex Vance International, in Virginia.
  • International Training Group, in California.
  • Texas A&M University's TEEX, in Texas.
  • US Training Center, nella Carolina del Nord.
  • Executive Protection International, nel Massachusetts.
  • Esiste anche un'università che permette di specializzarsi in Personal Protection Management e offre corsi di laurea, master e dottorati (vedi la Henley-Putnam University).
  • Se un candidato ha frequentato una scuola non elencata tra quelle più prestigiose, assicurati che gli istruttori identifichino apertamente se stessi, abbiano una lunga esperienza (più di 10 anni) nei Servizi di Protezione Governativa o di un equivalente civile e che il corso sia stato svolto per un MINIMO di 100 ore di training formale del personale di sicurezza.
  • Come seconda scelta, considera il personale di Protezione Esecutiva/Servizi di Protezione/Sicurezza Aziendale da imprese della lista Fortune 500, come Microsoft, Dell, Boeing, IBM, ecc., con esperienza diretta (non limitata o complementare).


Se vivi negli Stati Uniti, ricorda che, solo perché una persona è stata nell'esercito o nelle forze dell'ordine o ha lavorato in un altro Paese mediante un Protective Services Detail (PSD) NON significa che abbia la mentalità, la formazione e il set di abilità giusti per lavorare come Personale di Sicurezza negli Stati Uniti.
  • Se un candidato dichiara di essere stato membro di una US Military Special Operations Force, come un Green Beret delle Army Special Forces, un US Army Ranger, un Navy SEAL, un Air Force Combat Controller, un Marine Corps Special Operations (MARSOC), ecc., chiedigli di fornirti una copia ORIGINALE del suo DD214. Questo documento viene consegnato a tutti gli ex membri del servizio militare, ti darà i nomi delle scuole nelle quali ha terminato gli studi e ti indicherà il suo carattere professionale mentre è in servizio. Se dichiara che il suo background è confidenziale, ti sta mentendo. L'unica cosa veramente segreta riguardo al suo background militare sarebbe costituita dalle missioni alle quali ha partecipato.


Procurati le copie della patente di guida del candidato, della tessera di Social Security e di tutti i certificati professionali.


Conduci un controllo del background su internet e paga per una semplice verifica dei precedenti penali.


Fai firmare un accordo di non divulgazione a ogni candidato (disponibile gratis su internet) prima di discutere delle tue esigenze e delle tue informazioni personali.


Cerca un'esperienza specifica e chiedi degli esempi di come il candidato ha dimostrato la sua competenza e le sue abilità, tra cui:
  • “Coreografia” (sapere come disporsi, camminare ed entrare e uscire dalla macchina con la persona che si sta proteggendo).
  • Condurre del lavoro in anticipo per prepararsi per i viaggi e gli eventi previsti.
  • Contromisure efficaci per affrontare un attacco o una minaccia alla sicurezza nel caso se ne materializzi una.
  • Conoscenza della sicurezza fisica e dell'accesso ai sistemi di controllo.
  • Training formale in abilità specializzate di guida, gestione esperta delle armi da fuoco e tattiche di difesa o arti marziali.


Chiedi al candidato i nomi dei “pezzi grossi” che ha protetto. Se ti dà una lista, probabilmente è veritiera, ma spesso può essere verificata mettendosi in contatto con la compagnia, con l'ufficio governativo o con l'agente o con il rappresentante della celebrità. Tuttavia, se un candidato inizia a svelare delle informazioni personali di altra gente, è possibile che stia violando le dichiarazioni di non divulgazione e di confidenzialità che ha sottoscritto. Allo stesso tempo, non accettare la risposta “Non posso dirlo per ragioni di privacy”. Le brave guardie del corpo sono molto attente rispetto alla diffusione delle informazioni riguardo agli ex clienti e protetti, e troveranno un modo affinché tu possa verificare le loro affermazioni senza infrangere gli accordi di non divulgazione.


Le abilità alla guida specializzate vengono generalmente considerate una sotto-specialità del Personale di Sicurezza e sono comunemente note come Guida Evasiva e/o Contro-Imboscata, e pochi professionisti della Sicurezza Personale hanno partecipato a un training formale e approfondito. Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono molte poche scuole rinomate e rispettate che insegnano queste capacità:
  • Scotti School of Defensive Driving (SSDD).
  • Bill Scott Raceways (BSR).
  • Vehicle Dynamics Institute.
  • Bob Bondurant School of Performance Driving.
  • Crossroads Training Academy.
  • Advanced Driving & Security Inc. (ADSI).
  • Vehicle Ambush Countermeasures Training Program (VACTP) del Federal Law Enforcement Training Center.


Consigli

  • Cerca i seguenti tratti nei tuoi candidati:
    • Integrità.
    • Onestà.
    • Sicurezza.
    • Discrezione.
    • Portamento.
    • Attenzione ai dettagli.
    • Reattività.
    • Flessibilità.
    • Intelligenza.
    • Pazienza.
    • Impegno.
    • Esperienza.
  • La persona che assumi dovrebbe amalgamarsi con il tuo stile di vita. Sarà in grado di vestirsi e di comportarsi come te e come le persone intorno a te?




Avvertenze

  • Evita di assumere le persone dal grande ego, eccessivamente entusiaste, dall'attitudine combattiva o dalla personalità “militante”.
  • Stai molto attento ai siti web o alle brochure con immagini del personale SWAT, dei ninja, dei samurai e degli “agenti segreti” o con pistole su ogni pagina.
  • Se la pagina internet di un individuo o di un'agenzia NON contiene informazioni come il nome del proprietario, il posto in cui è stato ricevuto il training per svolgere questo mestiere e l'esperienza VERIFICABILE, diffida immediatamente di essa.
  • Se la tua ricerca ti porta da un Investigatore Privato, fagli delle domande riguardo a dove ha ricevuto il suo training formale per la Protezione Esecutiva e ai nomi di almeno due dei suoi clienti o rappresentanti dei clienti.
  • Assumi qualcuno davvero, davvero responsabile e anche forte!




Come Allontanarsi da una Rissa



Che la rissa piombi su di te, o che sia stato tu a provocarla, imparare ad allontanarsene è fra le cose più mature e responsabili che tu possa fare nella tua vita. Non sarà tuttavia la cosa più semplice da fare, e avrai bisogno di tenere gli occhi aperti anche una volta che te ne sei andato. Comunque, darsela a gambe assicura in definitiva di non rendere la situazione peggiore di quanto già non sia.


Mantieni sempre il controllo. Rabbia, panico, paura e frustrazione sono tutte emozioni che sicuramente ti faranno crollare e andare su tutte le furie, non permettendoti di razionalizzare ciò che accade attorno a te. Motivo per cui allontanarsi da una rissa, ad una distanza che permetta di riordinare le idee, è spesso la scelta migliore.
  • È vivamente consigliato imparare a riconoscere ed evitare quelle situazioni che, immancabilmente, conducono a litigi. Attento dunque ai vari segnali di pericolo, come l'aumento della tensione, la presenza di alcool, l'ora tarda della notte o la presenza di una persona già turbata a causa di qualcuno o qualcosa, e tieniti alla larga. Prova a calmare le acque non appena queste tendono ad agitarsi.




Crea una distanza fisica. Probabilmente l'altra persona è infastidita e arrabbiata o impaurita quanto te, e ciò tende a far sfuggire di mano la situazione. Facendo un passo indietro, o comunque rimanendo lontano di qualche metro, mostri un chiaro segnale di non avere interesse ad iniziare alcuna rissa. Mantieni questa distanza – se l'altra persona si avvicina, spostati ancora.




Valuta se il dialogo potrebbe funzionare o meno. In molti casi, gli animi son fin troppo accesi per poter avviare una discussione. Tuttavia, se ti sembra di poter sistemare tutto a parole, prova ad invitare l'altra persona a parlare, invece di litigare. Per esempio, di' qualcosa come: “Hey amico, io non voglio litigare. Nemmeno tu lo vuoi. Cerchiamo di essere ragionevoli e parliamone”.
  • Questo potrebbe non essere il momento adatto per esplorare le ragioni più profonde e oscure dell'altra persona, ma è una buona occasione per riconoscere la sua rabbia o frustrazione e per dimostrare che stai prestando piena attenzione alle sue lamentele.
  • Evita di lanciare delle accuse, dicendo cose come “è tutta colpa tua”, “sei un codardo” o “pensi col pugno, non con il cervello”. Commenti di questo tipo serviranno solamente ad infiammare la situazione.


Ignora gli insulti o i commenti negativi che la controparte lancia nei tuoi confronti. È probabile che succeda e devi essere pronto. Possono chiamarti codardo, debole, ed altre cattiverie o prese in giro di ogni genere e sorta. È l'ultimo disperato tentativo da parte dell'avversario che, ancora arrabbiato, vede l'opportunità di riaccendere un litigio ormai placato, l'ultima mossa per farti irritare tornando così a litigare. Riconosci quelle parole per ciò che sono e non prenderla sul personale.
  • Ti potrebbe capitare di sentire delle prese in giro nei confronti di alcuni membri della tua famiglia o di altre persone a te care. Ancora una volta, lascia che ciò che ti entri da un orecchio ed esca dall'altro. Il tuo avversario sta provando ogni tattica e la dignità di nessuno viene lesa solo perché una persona si permette di dire tali assurdità. Non prenderla come una questione d'orgoglio – prendila per ciò che è, la provocazione di un idiota.


Evita di far degenerare una discussione. Possono esserci dei principi a cui vuoi rimanere fedele, questioni che vuoi rendere assolutamente evidenti e punti di vista che ritieni inequivocabilmente giusti. Puoi pensare che il tuo avversario abbia totalmente torto. Ma nessuna di queste convinzioni è del tutto esatta, né può esserti in qualche modo utile. La cosa importante è evitare la lite, mettendo da parte le insignificanti controverse fra di voi.
  • Non insultare l'altra persona e non arrabbiarti con lei. Stai calmo e fai del tuo meglio per convincerla che arrivare alla violenza è una pessima idea.
  • Se necessario, riconosci all'altra persona di avere una valida motivazione per il suo comportamento, anche se apparentemente sei tu dalla parte della ragione. Le ragioni e i torti della questione possono essere sbrigliati più tardi, una volta che tutti si sono calmati.


Quando provi ad evitare una rissa, mantieni il contatto visivo e cerca di prestare attenzione alle mani. Parlate dei problemi riscontrati e scusati per qualunque cosa tu possa aver causato, anche se la ragione è dalla tua parte. È importante, mentre cerchi di calmare le acque, che tu tenga le mani in una posizione di difesa ma non aggressiva. Inoltre, preparati mentalmente all'eventualità di doverti difendere come segue:
  • Sii pronto a bloccare pugni inattesi al viso o al corpo, senza però metterti in “posizione da combattimento”.
    • Adotta una “posizione di preghiera” con entrambi i palmi della mani giunti, che a prima vista non sembra minacciosa, ma permette di proteggersi il volto con le mani.
    • Usa la posizione “vade retro”, cercando di tenere le mani dell'aggressore verso l'esterno.
    • Sfrutta anche la posizione “sto pensando”, con una mano sul mento o sulla testa. Ricorda: cerca di essere naturale mentre lo fai, rimanendo sempre protetto.


Quando tutto è inutile, girati e vattene. Ricordati che non c'è vergogna nel fuggire – hai fatto del tuo meglio. Scappare da una rissa non dimostra che sei un codardo (non importa quanto l'altra persona te lo gridi); dimostra invece che sei una persona matura che sa pensare responsabilmente, non solo a se stessa ma anche alle persone che ne subirebbero le conseguenze, come la propria famiglia e gli amici. Soprattutto, ricordati che le alternative possono essere ben peggiori: potresti rischiare la vita, rimanere gravemente ferito o finire in galera. Pensa a cosa è importante per te e all'impatto che una rissa potrebbe avere sulla tua vita.




Stai attento quando provi ad andartene. Se l'altra persona è particolarmente arrabbiata, potrebbe decidere di aggredirti alle spalle. Allontanati dunque indietreggiando, tenendo d'occhio la persona che ti sta causando problemi onde evitare che ti colga di sorpresa, e voltati solamente quando sarai in un luogo sicuro, per esempio nei pressi della tua casa o dell'auto.
  • Getta un rapido sguardo in giro e, mentre provi a calmarti, cerca di individuare potenziali vie di fuga.








Consigli

  • Se ti capita a scuola, allontanati e basta. Se sei alla guida, prosegui lungo la tua strada senza curartene. Lascia perdere quelle discussioni che in futuro porteranno solo guai. Non vale la pena serbare rancore. Si vive una volta sola, quindi fai del tuo meglio e non perdere tempo a fare ciò che non hai bisogno di fare.
  • Non far leva sulla morale nel cercare di calmare le acque. Per esempio, dire qualcosa come “ho cose migliori da fare che fare a pugni per strada” o “fare a botte è così infantile” può spingere l'aggressore a dimostrarti il contrario. Farà del suo meglio per far vedere a tutti che è meglio di te. Allontanarti ti darà la certezza che una rissa non risolverebbe alcun problema. Alcune discussioni possono iniziare perché frequenti una persona che a qualcuno non piace, e se la prenderà con te; non lasciare che qualcuno ti impedisca di farlo. È solo un altro modo per provare a “vincere” la battaglia facendoti sembrare migliore (ma in un maniera superba e irritante); il tuo obiettivo non è vincere, ma non fare parte della rissa, ad ogni costo.
  • Per le persone che non hanno familiarità con le esplosioni di adrenalina, allontanarsi è praticamente impossibile. Potrebbero riuscirci se la situazione le spinge a dover usare la violenza. Tuttavia, ciò non è necessario. Prevenire la rissa è ciò che ti renderà vincente. Le persone che hanno un regolare e pacifico flusso di adrenalina hanno maggiore controllo di se stesse nelle situazioni di stress. Indipendentemente da ciò, cerca di mantenere una mente serena ed equilibrata, non lasciarti ferire in alcun modo dalle parole. Qualunque cosa venga detta contro di te, ignorala. Sai bene ciò che è vero e ciò che non lo è. Se situazioni del genere ti agitano, è ora di imparare alcune tecniche di autocontrollo, e in fretta. Puoi trovare aiuto grazie ad un ciclo di consulenze, che nell'arco di qualche tempo annullerà i timori ormai radicati. Impegnati il più possibile per non reagire a qualunque cosa venga detta. Comportati come se non riuscissi nemmeno a sentire quello che stanno dicendo. Sii superiore.
  • Se sei già coinvolto in una rissa, usa il palmo della mano per colpire il cosiddetto “arco di cupido”, ossia il lieve solco presente fra naso e labbro superiore. Fai attenzione, questa è una mossa estremamente pericolosa che deve essere usata solo in situazioni di grande pericolo, non in contesti scolastici.
  • In una situazione veramente pericolosa, la cosa più importante è mettere da parte il proprio ego. Di' al tuo avversario ciò che vuole sentirsi dire.
  • Ignora la persona con cui hai fatto a botte, a meno che non sia il tuo migliore amico. In questo caso sistemate le cose a parole.
  • Chiama la polizia se trovi che la situazione stia diventando particolarmente violenta.




Avvertenze

  • In alcune situazioni, una persona potrebbe provocarti in qualche modo. Ma, ancora una volta, sii superiore e ignorala.
  • Tieni sempre a mente che non c'è nulla di sbagliato nel rifiutarsi di lottare. Anche se sei in mezzo alla gente, il discorso non cambia. Essere presi in giro non è qualcosa per cui alzare le mani. Ricordatelo quando ti troverai in una situazione simile. Inoltre, bisogna essere molto più maturi per scegliere di non partecipare ad una rissa, e ricorda: “La guerra non ti rende più forte”.
  • Naturalmente, se possibile, non esitare ad allertare chi di dovere per segnalare il pericolo.
  • Fare a botte non è un gioco e non dev'essere un modo di risolvere degli insignificanti conflitti. Possono esserci serie conseguenze legali e fisiche. La cosa peggiore che potrebbe succedere durante una rissa è che qualcuno venga ucciso.
  • Quando ti allontani, non voltare le spalle al tuo nemico. Renderebbe semplice subire un agguato. Cammina a fianco di un muro e tieni sotto controllo la situazione dirigendoti verso una folla. Presta attenzione ad eventuali ostacoli poiché se cadi rischi di essere aggredito.
  • Non ci sono regole né arbitri in strada, e la persona a morire potresti essere tu.
  • Talvolta la persona che vuole affrontarti non ha in mente altro e lo farà comunque. La scelta migliore rimane comunque quella di cercare di allontanarsi, ma se la persona si rivela una minaccia, e non riesci a scappare, devi provare a difenderti. Solitamente il primo colpo può essere il più forte e potrebbe cogliere l'aggressore di sorpresa. Un altro, immediatamente successivo, può terminare rapidamente la lite, se dato al momento e nel modo giusto.