venerdì 31 luglio 2015

Battaglia delle Termopili

“Vai, dì agli Spartani,
o viandante,
che qui noi giacciamo
obbedienti alle loro leggi.”


- epitaffio dedicato ai trecento Spartani di Leonida -


300-il-film

Nell'estate del 480 a. C. l'immenso esercito persiano del Dio-Re Serse I marciò verso le porte dell'antica Grecia con l'intento di sottomettere le città-stato elleniche e per vendicare l'offesa ricevuta da suo padre Dario nella battaglia di Maratona per mano degli stessi greci.
Per fronteggiare la marea persiana, le città-stato greche formarono la Lega Peloponnesiaca, nella quale tutte le operazioni sia terrestri che navali furono coordinate dagli spartani.
La scelta strategica di uno stretto passaggio tra la montagna e il mare, chiamato Termopili, fu voluta dagli spartani allo scopo di esaltare la superiorità tecnica dei guerrieri greci e ridurre il vantaggio numerico del nemico, che secondo gli storici, si aggirava intorno ai 200mila effettivi.
L'armata ellenica inviata dalla Lega Peloponnesiaca era formata da soli 2500 opliti greci, 400 guerrieri di Corinto, 700 di Tespi, 400 di Tebe, un migliaio di Focesi e i 300 spartani capeggiati da Re Leonida. Infatti, a causa delle Carnee, le feste annuali in onore di Apollo Carneio, non fu possibile per gli spartani mobilitare l'esercito.
Il compito del re spartano era quello di rallentare la marcia dei persiani nel cuore della Grecia e costringere Serse ad aggirare l'ostacolo per via mare dove gli ateniesi erano superiori tatticamente.
Dopo diversi giorni di tentennamento da parte dei persiani, Serse decise di saggiare la temibile falange spartana inviando 20mila fanti, ma lo spazio stretto consentì a Leonida di alternare i soldati in prima linea con forze fresche poste nelle retrovie massacrando uno dopo l'altro i nemici.

Capitano persiano: "Spartani! Arrendetevi e deponete le armi!"
Leonida: "Venite a prenderle!" - dal film "300" -
L'esercito ellenico era composto prettamente da Opliti, ovvero fanteria pesante, armati di:
  • elmo corinzio;
  • tunica di lino pressata;
  • spada corta;
  • scudo di legno rivestito di bronzo;
  • schinieri;
  • giavellotto;
La formazione di battaglia principalmente utilizzata dagli spartani, e dai diversi popoli ellenici, era la falange. In particolare, la falange spartana era composta da un'unità base di 23 opliti posti su 3 file di uomini, comandati da due ufficiali posti in prima fila. Il grande scudo proteggeva il soldato dal collo alle caviglie, mentre la lancia faceva strada tra i nemici.
L'esercito persiano era caratterizzato da una moltitudine di guerrieri provenienti dalle diversi parti dell'impero arruolati indipendentemente dalla loro abilità bellica. Ad esclusione della guarda personale di Serse, gli Immortali, un corpo di fanteria pesante composto da 10.000 uomini. Se qualcuno veniva ucciso o restava gravemente ferito veniva subito rimpiazzato; questo, secondo alcuni studiosi, era il motivo del nome immortali.
L'armamento tipico di questo gruppo d'elité:
  • scudo di pelle e di vimini;
  • una lancia corta con la punta di ferro e un contrappeso all'estremità opposta;
  • un arco e una faretra per le frecce;
  • una daga o una spada corta.


Soldato spartano: "Non conoscono morte o sconfitta, non queste tenebre, non questi immortali..."Re Leonida: "Immortali?... metteremo alla prova il loro nome!" - dal film "300" -



spartani

Tuttavia, la loro fama dovette presto soccombere sotto i colpi dei coraggiosi spartani che spinsero Serse ad offrire a Leonida la possibilità di diventare governatore della Grecia in caso di resa. La risposta fu:

Inginocchiarmi? Vedi Serse, massacrare tutti i tuoi soldati stamattina, mi ha provocato un fastidiosissimo crampo alla coscia per cui mi risulta impossibile inginocchiarmi. - dal film "300" -
Serse: "Non ci sarà alcuna gloria nel tuo sacrificio, presto cancellerò persino il ricordo di Sparta dagli annali!, ogni pergamena scritta dai greci verrà bruciata!, a ogni storico greco e a ogni scriba verranno cavati gli occhi e la loro lingua mozzata!. Chiunque evocherà il solo nome di Sparta o di Leonida sarà punibile con la morte!! Il mondo non saprà mai che siete esistiti Leonida!"
Re Leonida: "Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno, che pochi si sono opposti a molti, e prima che questa battaglia sia finita, che persino un Dio re può sanguinare." - dal film "300" -

Dopo 3 giorni di battaglia, i persiani scoprono un sentiero di montagna, indicato dal traditore greco di nome Efialte, in grado di portarli alle spalle delle postazioni nemiche.
Nel corso della notte gli Immortali, condotti dal loro comandante Idarne, risalgono la montagna giungendo alle spalle dei Greci. Accerchiati, Leonida e i 300 Spartani della sua guardia del corpo combatterono fino all'ultimo uomo.
Per dare tempo al grosso dell'esercito greco di organizzarsi, gli spartani rompono le fila della falange e si gettano nella mischia. Leonida cade per primo mentre i suoi uomini cadranno uno ad uno sotto la pioggia di frecce degli arcieri persiani.

Le nostre frecce oscureranno il sole.

Allora combatteremo nell'ombra.

La gloriosa resistenza dei discendenti di Eracle fu vendica nella Battaglia di Platea.



martedì 21 luglio 2015

I monaci guerrieri del Sol Levante





Il termine Sōhei (monaco-guerriero) era attribuito ai membri delle congregazioni armate di dottrina buddista del Giappone medievale, esistiti tra la metà del periodo Heian e l'avvento di Oda Nobunaga.
Assimilabili agli ordini militari monastici occidentali, i monaci guerrieri seguivano un codice di condotta che imponeva, per un periodo di servizio di dodici anni, la pratica delle armi e l'utilizzo di un copricapo bianco.
Seguaci del "Sutra mahayana del Grande passaggio al di là della sofferenza", che prevedeva l'utilizzo di armi e della violenza, quest'ordine ha influenzato per secoli la sfera politica e spirituale del Giappone.
Il primo esercito ufficiale di Sōhei venne istituito nel monastero buddhista Tendai Enryaku-ji, a seguito delle controversia con i membri appartenenti al tempio di Yasaka di Kyoto.
Negli anni gli sconti tra templi diventarono sanguinosi e cruenti, scatenati principalmente da eventi legati alle nomine degli abati.
Abili guerrieri, i Sōhei possedevano un ampio armamentario composto da spada, arco, pugnale e naginata, una lunga lama ricurva a un solo filo montata su un'asta di lunghezza variabile. Famoso utilizzatore di quest'arma inastata era il monaco-guerriero Saitō Musashibō Benkei.
benkei

Famoso per la sua "morte in piedi", Benkei all'età di 17 anni lasciò il monastero e divenne uno yamabushi (colui che si nasconde tra le montagne). I Yamabushi erano monaci asceti che vivevano tra le montagne e seguivano dottrina Shugendō, una combinazione di elementi buddhisti e shintoisti. A loro volta monaci-guerrieri, si differenziavano dai Sōhei per la totale o parziale mancanza di una struttura organizzativa ampia. Dediti alle arti ascetiche, si sottoponevano a severi allenamenti fisici e spirituali. La meditazione e la pratica delle arti marziali, in particolare il ninjutsu, come miglioramento personale, contribuì alla loro fama di guerrieri leggendari. Come i Sōhei, erano abili utilizzatori della naginata.
A causa dello peso politico e militari, i sōhei e gli yamabushi, vennero sterminati da Oda Nobunaga, poiché di intralcio al suo progetto di unificazione del Giappone.



domenica 12 luglio 2015

L'arte oscura di Iga e Koga


Iga-ryū (scuola di Iga) e Koga-ryū (scuola di Koga) erano le più antiche e importanti scuole di ninjutsu del Giappone Medievale. Il loro nome deriva dalle omonime province in cui sono sorte; rifugio di guerrieri vagabondi e monaci buddisti provenienti dalla Cina e dalla Corea. Si ritiene, infatti, che l'arte oscura (Fa-shu) praticata da alcuni monaci nella Cina antica, mirata a combinare le tecniche di combattimento, di meditazione e concetti alchemici, non sia altro che la matrice delle tecniche ninja del Giappone feudale.
Proprio l'Arte della Guerra di Sun Tzu, il più antico testo militare di origine cinese, pone al centro della tattica militare lo spionaggio, le azioni di sabotaggio e la guerriglia. Questi elementi rappresentano la base della formazione degli shinobi di Iga e Koga, addestrati nell'arte dell'occultamento, all'uso di esplosivi e veleni nonché di omicidi su commissione.
L'addestramento, iniziato in giovanissima età, consisteva nell'apprendere diverse discipline marziali realizzando un mix letale definito Ninjutsu. Le principali arti praticate erano:
  • Kyusho Jitsu: l'arte dei punti vitali;
  • Inton jutsu: l'arte dell'occultamento;
  • Ken jutsu: l'arte della Katana;
  • Kyu jutsu: l'arte dell'arco;
  • Shuriken jutsu: l'arte delle armi da lancio;
  • Tai jutsu: combattimento a mani nude;
  • Choho: l'arte dello spionaggio;
  • Hicho Jutsu: l'arte del salto;
  • Hensō jutsu: l'arte della mimetizzazione.

Un altro aspetto che distingueva i ninja dagli altri guerrieri erano l'eterogeneità del loro equipaggiamento. Ogni arma era realizzata per eseguire specifici compiti, tra le più utilizzate abbiamo:
  • la Katana (spada tradizionale curva);
  • il Kunai (un coltello in metallo utilizzabile come dardo da lancio);
  • gli Shuriken (armi da lancio di varie dimensioni);
  • la Kusarigama (una catena alle cui estremità è fissato un falcetto);
  • la Fukiya (cerbottana);
  • la Ninjatô (spada a profilo dritto e più corto rispetto alla katana);
  • la Kaginawa (ancorette unite ad una corda per arrampicarsi);
  • il Tekagi (pugni di ferro con punte);
  • le Makibishi (chiodi a quattro punte da disseminare sulle strade);


Il Ninjutsu non era un prerogativa solo degli uomini, molte donne, definite Kunoichi, divennero abili assassine, ladre e sabotatrici. In particolare, erano utilizzate per avvicinare personaggi di spicco e assassinarli nel sonno.
Durante la guerra civile (Guerra Ōnin), scoppiata in Giappone durante il periodo Muromachi (Guerra Ōnin 1467 - 1477), i ninja di Iga e di Koga vennero assoldati per eseguire missioni di spionaggio, atti di sabotaggio o assassinii mirati. Il loro impiego in guerra divenne decisivo in molte battaglie. L'enorme potere di cui questi clan godevano, spinse lo shogun Oda Nobunaga, preoccupato per una possibile rivolta dei clan, a intraprendere una serie di azioni militari mirate a eliminare l'eventuale minaccia. Nel 1581 attaccò Iga con una forza di 40.000 uomini, massacrando sia i ninja che le loro famiglie. Tuttavia, gli uomini di Iga si dimostrarono abili anche nel combattimento in campo aperto, e recarono ingenti perdite tra le file nemiche. Dopo la morte di Oda Nobunaga, nel 1852, Tokugawa Ieyasu (1603 – 1868) divenne il nuovo shogun e, al contrario del suo predecessore, impiegò i ninja tra le forze di polizia e come guardie personali. Nel periodo Tokugawa, i guerrieri ombra raggiunsero l'apice del potere, che si interruppe con l'arrivo delle navi da guerra statunitensi del commodoro Perry che ruppero l'isolamento giapponese. Con la ripresa del commercio con gli altri paesi e la modernizzazione del Giappone, i ninja furono costretti a sparire perché le leggi in loro favore vennero abolite e non era più consentito detenere armi.
Tracce del loro passaggio sono impresse nei racconti dei marinai russi durante la Guerra russo-giapponese (8 febbraio 1904 — 5 settembre 1905). Si narra di uomini ombra che assaltavano le navi dello Zar compiendo azioni di sabotaggio. Nella Prima Guerra Mondiale, i soldati turchi si raccontavano di uomini mascherati, agili e potenti, che colpivano nell'oscurità. Con l'occupazione americana del dopo guerra e la proibizione delle arti marziali in Giappone, l'arte silenziosa venne praticata da poche caste antiche in gran segreto.









domenica 5 luglio 2015

Quel momento è ora!



Forse questo sarà l’articolo più breve della mia storia perché la risposta giusta non è un età ma un momento…
…e quel momento è ora!
Ok, scusa.
Forse così è troppo sintetico e sembra la pubblicità di una nuova automobile o una frase da cioccolatino per cui voglio provare a spiegarmi meglio e a darti qualche dettaglio in più.
Partiamo col dire che ogni corso di arti marziali è un capitolo a se e non tutte le arti sono indicate per tutte le età.
E’ quindi normale che alcuni corsi pongano dei limiti sia per quanto riguarda l’età minima che l’età massima.
Per esempio: un maestro che insegna un’arte morbida come il Tai Chi è probabile che possa accettare come principiante una persona con più di 60 anni, ma è poco probabile che maestri di arti più fisiche come il pugilato, il judo o l’MMA possano accogliere un allievo che vuole cominciare a quell’età.
Allo stesso modo non consiglierei mai a un bambino di iscriversi a un corso di Tai Chi mentre gli proporrei qualcosa di più dinamico e adatto alla sua età (Kung Fu, Karate, Judo, Taekwondo, ecc, oppure se si tratta di un ragazzo gli proporrei qualche sport da combattimento o qualche corso che preveda il contatto).
In generale possiamo dire che nel panorama marziale italiano si possono trovare corsi pensati per bambini, per ragazzi, per adulti e perfino per persone anziane.
In base alle proprie esigenze, ai propri obiettivi e alla propria età ogni città di medie dimensioni di solito offre più di un’alternativa.
L’unica raccomandazione che mi sento di farti è:
stai attento ai corsi “calderone”.
Sono quei corsi dove l’insegante, pur di avere qualche quota in più, accetta indiscriminatamente tutti.
L’omogeneità del gruppo, infatti, è molto importante per raggiungere dei risultati.
Se in un corso possono iscriversi tutti indipendentemente dall’età, dalla salute mentale, dalla forma fisica e dai propri obiettivi allora sicuramente la qualità dell’insegnamento ne risentirà molto.
Nei miei corsi, per esempio, uso un approccio professionale con una didattica molto strutturata e per garantire i migliori risultati possibili non solo sono molto rigido sulla selezione del gruppo ma addirittura suddivido i vari anni dei corsi per classi e ogni classe è seguita contemporaneamente da più di un insegnante.
Tuttavia anche se questa è la soluzione che ho scelto per la mia scuola non necessariamente deve essere la strada giusta per tutti:
avendo puntato tutto sulla qualità, i miei corsi richiedono molto impegno, non sono adatti a tutti e sono anche di qualche euro più cari rispetto a quelli di altre palestre per cui è normale che per tutte quelle persone che sono fuori target di età, che non sono così interessate ai risultati o che hanno problemi di budget vadano meglio i corsi più economici, che fanno meno selezione e che hanno una didattica più amatoriale.
Non c’è niente di male: non tutti abbiamo le stesse esigenze.
E se anche tu sei una persona che punta al risparmio non voglio convincerti a iscriverti a un corso Top ma ricordati solo che esiste sempre un limite a quanto può essere conveniente partecipare a un corso “calderone”…
…per quanto un corso possa costare poco, trovarsi nella stessa classe con compagni, obesi, pigri, ritardati, violenti, maleducati o altro, non è mai una buona idea.
Per cui anche se non puoi permetterti, o non ti interessa, un corso Top valuta bene perché può essere che nella tua città esista anche un corso di prezzo medio che pone comunque un po’ di attenzione al gruppo.

Occhio alle fregature

Infine la cosa più importante è trovare un insegante che meriti la tua fiducia.

Sei un genitore?

Sei indeciso se iscrivere tuo figlio o tua figlia a un corso di arti marziali?
Non pensarci due volte!
Se trovi un corso serio e il bambino ha l’età minima per partecipare iscrivilo il prima possibile.
Si potrebbe scrivere un articolo intero sul perché delle mie parole…

E per me invece? cosa mi consigli?

Una volta capito come trovare un insegnante onesto e capito che per chi vuole avvicinarsi alle arti marziali esistono soluzioni per tutte le età e per tutte le tasche la vera domanda è:

Se in questo momento non stai praticando qual è la tua scusa?

Forse non hai mai avuto il tempo per cominciare?
…o magari hai scoperto solo ieri che esistono le arti marziali?
…o forse in passato hai già praticato ma per varie ragioni hai dovuto mollare?
…o magari sei finito nella palestra di un insegnante disonesto?
Qualunque sia la tua scusa non ne esiste una abbastanza valida da giustificare il fatto che tu oggi non voglia diventare una persona migliore e che di conseguenza non stia facendo qualcosa di concreto in questo senso.

Come dici? Stai già facendo altre cose importanti?

Sì lo so: Il fatto è che non è mai il momento giusto per cominciare (o per riprendere) e allo stesso tempo lo è sempre.
In ogni momento esistono delle valide ragioni per accantonare e rimandare un progetto in funzione di altri ma ricorda che per le cose importanti bisognerebbe sempre riuscire a trovare il tempo.
La tua crescita personale è importantissima…
…e come dico spesso ai miei allievi:
tutti sono capaci di trovare scuse per mollare o non fare.
Se vuoi fare la differenza e se vuoi essere una persona migliore allora devi trovare sempre una scusa per fare e per non mollare…anche quando è dura.
Il modo in cui ogni giorno ti impegni con azioni concrete e con perseveranza per diventare una persona migliore dice tutto di te.
Questa è la differenza tra chi consuma la propria vita per fare da spettatore a quella degli altri e chi invece vive davvero.
Come dicevo prima, forse non sarà mai davvero il momento giusto per cominciare (o ricominciare) e se aspetti che le stelle in cielo si allineino allora può essere che quel momento non arrivi mai…
…vuoi il mio consiglio?
impara ad agire anche se non è tutto perfetto!
Le scelte importanti nella tua vita dipendono solo da te e non puoi procrastinare sempre in attesa di tempi migliori.