sabato 31 ottobre 2015

Tanglangquan



Il Tanglangquan (螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa) è uno stile di arti marziali cinesi che viene classificato come stile imitativo (Xiangxingquan 象形拳), in quanto imita le movenze di un insetto: la mantide religiosa. Esistono due scuole che utilizzano questo nome: una nel sud della Cina (anche chiamata Zhoujiaquan) ed una del nord. Quest'ultima è la più conosciuta e maggiormente diffusa, ancorché divisa in numerose ramificazioni, ma le 5 principali sono:
  • Qixing Tanglangquan (七星螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa delle sette stelle)
  • Meihua Tanglangquan (梅花螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del fiore di prugno)
  • Liuhe Tanglangquan (六合螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa delle sei armonie)
  • Taiji Meihua Tanglangquan (太极梅花螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del fiore di prugno del principio supremo)
  • Taiji Tanglangquan (太极螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del principio supremo)
La creazione del Tanglangquan del Nord è attribuita a Wang Lang (王朗), un personaggio originario dell’area di Jimo, nella provincia di Shandong. Egli avrebbe osservato a lungo una mantide religiosa ed avrebbe creato il suo stile utilizzando il modo di muovere le braccia di questo insetto fondendolo con l'utilizzo delle gambe dello stile della scimmia.


La Leggenda

Come abbiamo visto la creazione del Tanglangquan è stata attribuita a Wang Lang, personaggio semi-storico sulla cui esistenza le informazioni sono diverse e contraddittorie, spesso non coincidono date e periodi storici oppure si assiste ad una mescolanza con storie retaggio degli stili del Sud, come ad esempio quella dell'incendio del Tempio Shaolin. L'attribuzione a Wang Lang, avviene anche tramite il Ke Shi You Yong (可使有勇), un vecchio manuale della Scuola della Mantide Religiosa, scritto da Liang Xuexiang (梁学香) durante il regno di Daoguang (1821-1851). Anche il Tanglang Quanpu Shiba Jia Quan Zu xingming (螳螂拳谱十八家拳祖姓名) menziona Wang Lang, perciò risulta evidente che già nell'epoca di Daoguang si ritenesse questo personaggio il fondatore della scuola. Wang Hongfa racconta come esistano svariati racconti a proposito di Wang Lang che lo collocano o durante la Dinastia Song, o durante la Dinastia Ming o agli inizi della Dinastia Qing. Nel manuale Taiji Meihua Tanglangquan Lue Lun (太极梅花螳螂拳略论) del 1926 Hao Henglu (郝恒禄) scrive che il Tanglangquan è stato creato nell'epoca della Dinastia Han Occidentale (206 a.C.-24 d.C.), periodo in cui sarebbe vissuto il suo fondatore Wang Lang. Li Feng addirittura si spinge a vedere in un ritrovamento archeologico le origini del Tanglangquan, cioè afferma che nella tomba di Mawangdui (马王堆), quella dove sono state ritrovate immagini del Daoyin, sono state scoperte 32 Mani della Mantide Religiosa (Tanglangshou, 螳螂手). Song Tianlong riporta che Wang Lang sarebbe vissuto agli inizi della Dinastia Qing ed avrebbe passato un periodo al Tempio Shaolin del Songshan, dove avrebbe creato il Tanglang riunendo le Diciotto Famiglie (shibajia 十八家), cioè diciotto scuole di pugilato. Secondo il maestro Zhong Lianbao 钟连宝, studioso a capo del Istituto di Ricerca sulla Mantide Religiosa di Yantai, ai tempi dell'Imperatore Liang Wu Di (Dinastia Liang 907-923 d.C.), fu organizzato al tempio di Shaolin, un raduno tra i più famosi maestri di arti marziali di tutto l’impero, inutile dire che tra i partecipanti figurava anche il nome di Wang Lang. Sempre secondo il maestro Zhong Lianbao, Wang Lang visse al tempio per tre anni prima di lasciarlo per recarsi al monastero del monte Laoshan, dove visse sino alla fine dei suoi giorni. La leggenda ambientata nell’epoca della Dinastia Song narra che l’Abate Fu Ju (福居) del Tempio Shaolin invitò Wang Lang ed altri diciassette maestri per migliorare il pugilato del monastero. Fu Ju è un nome inventato appositamente per questa storia, che si riferisce alla figura storica di Fu Yu (福裕,1203-1275) che realmente è stato Abate del Tempio. Liu Guoshun parla di diciotto o diciassette scuole, che definisce rispettivamente Shibacou (十八凑) e Shiqicou (十七凑). Egli riferisce che il testo Shaolin Yibozhenchuan (少林衣钵真传) elenca queste Diciotto Famiglie di Metodi di Pugilato:

I 18 Maestri invitati a Shaolin in Shaolin Yibozhenchuan
n.
Nome
Tecnica
Maestro
1
Changquan (长拳)
Pugilato Lungo
Taizu (太祖)
2
Tongbeiquan (通背)
Pugilato della Schiena Libera
Han Tong (韩通)
3
Chan Feng (缠封)
Avvolgere e Chiudere
Zheng En (郑恩)
4
Duanquan (短拳)
Pugilato Corto
Wen Yuan (温元)
5
Duanda (短打)
Colpire a Corta Distanza
Ma Ji (马籍)
6
Houquan (猴拳)
Pugilato della Scimmia
Sun Heng (孙恒)
7
Kaoshen (靠身)
Appoggiarsi al Corpo
Huang You (黄佑)
8
Mianzhang (面掌)
Superficie del Palmo
Mian Cheng (绵盛)
9
Kezhou (磕肘)
Piegare il Gomito
Jin Xiang (金相)
10
Shuailu (摔捋)
Lotta Accarezzando con le Dita
Huaide (怀德)
11
Goulou (勾搂)
Gancio tra le Mani
Liu Xing (刘兴)
12
Gunlou (滚漏)
Perdere e Cadere
Tan Fang (谭方)
13
Zhanna (占拿)
Afferrare e Tenere
Yan Qing (颜青)
14
Yuanyangjiao qiang (鸳鸯脚强)
Calci potenti dell’Anatra Mandarina
Lin Chong (林冲)
15
Qishi Lianquan (七势连拳)
Pugilato Continuo in Sette Figure
Meng Su (孟苏)
16
Woli Pouchui (窝里剖捶)
Analisi dei Colpi Dentro al Nido
Cui Lian (崔连)
17
Gunjiang Zhiru (棍将直入)
Bastone che va Dritto nel Futuro
Yang Gun (杨滚)
18
Tanglang Zong Di (螳螂总敌)
Mantide Religiosa Generale Nemico
Wang Lang (王郎)



Qualcuno riferisce che le stesse 18 scuole sono così elencate dal maestro



Fabbricatore che le avrebbe apprese da Zhong Lianbao. Nel sito della Seven Star Mantis Kung Fu Research Institute Europe,una associazione italiana che cita Fabbricatore tra i propri istruttori, appare un elenco dei 18 stili e maestri che è attribuito a Lee Kam Wing e che non coincide con quello presentato sopra. Curiosamente l'elenco di Lee Kam Wing contiene i nomi di molte forme o stili praticati in seno alla Jingwu Tiyu Hui, da cui egli proviene come formazione, inoltre messo a confronto tale elenco con quelli forniti da maestri dello Shandong si può vedere la notevole differenza di cui non ci si riesce a capacitare; altrettanto curiosamente si riescono a riconoscere nell'elenco quasi tutti i maestri citati dalle altre fonti. Questo l'elenco di Lee Kam Wing:

Tavola di confronto tra i 17 Stili e Maestri elencati da Lee Kam Wing e quelli in Shaolin Yibozhechuan
n.
Tecnica per Lee Kam Wing
Maestro in Cantonese per Lee Kam Wing
Maestro corrispondente in Pinyin ed Ideogrammi in Shaolin Yibozhechuan
1
Bai Yingzhaoquan (白鹰爪拳)
Lau Ying
11 Liu Xing (刘兴)
2
Changquan (长拳)
Tai Jo
1 Taizu (太祖)
3
Tongbeiquan (通背拳)
Han Tong
2 Han Tong (韩通)
4
Lanshouquan (拦手拳)
Cheng Yun
3 Zheng En (郑恩)
5
Duanquan (短拳)
Wong Yuen
4 Wen Yuan (温元)
6
Emeiquan (峨眉拳)
Ma Jaik
5 Ma Ji (马籍)
7
Luohanquan (罗汉拳)
Yeung Kwok
17 Yang Gun (杨滚)
8
Kaoshenquan (靠身拳)
Wong Chiem
7 Huang You (黄佑)
9
Meihuaquan (梅花拳)
Mien Sai
8 Mian Cheng (绵盛)
10
Keshou Tongquan (磕手通拳)
Gam Sheung
9 Jin Xiang (金相)
11
Bengquan (崩拳)
Wai Dak
10 Huaide (怀德)
12
Yanziquan (燕子拳)
Tam Fong
12 Tan Fang (谭方)
13
Fanziquan (翻子拳)
Yin Tz’ing
13 Yan Qing (颜青)
14
Tantui quan (弹腿拳)
Lam Chung
14 Lin Chong (林冲)
15
Lianquan (连拳)
Mun Kam
15 Meng Su (孟苏)
16
Chuiquan (锤拳)
Choy Lue
16 Cui Lian (崔连)
17
Baiyuanquan (白猿拳)
Sheung Hong
6 Sun Heng (孙恒)



Nella scuola del Maestro Chen Leping (陈乐平), i 18 Antenati sono descritti nel Cantico delle tecniche di mano delle 18 famiglie 十八家手法歌 (Shiba Jia Soufa Ge):
Cantico delle tecniche di mano delle 18 famiglie
n.
Pinyin
Ideogrammi
Italiano
1
Taizu de Changquan Qishou
太祖的长拳起首
la boxe lunga di Tai Zu per cominciare
2
Han Tong de Tongbei Weimu
韩通的通背为母
le spalle comunicanti di Han Tong per una buona causa
3
Zheng En de Chanfeng Youmiao
郑恩的缠封尤妙
l'avvolgere ed il sigillare di Zheng En particolarmente ingegnoso
4
Wen Yuan de Duanquan Gengqi
温元的短拳更奇
la boxe corta di Wen Yuan più che meravigliosa
5
Ma Ji de Duanda Zui Jin
马籍的短打最紧
i colpi corti di Ma Ji i più pressanti
6
Sun Heng de Houquan Qiesheng
孙恒的猴拳且盛
il pugilato della scimmia di Sun Heng è perfino imponente
7
Huang Nian de Kaoshen Nanjin
黄粘的靠身难近
il corpo che si appoggia di Huang Nian è difficile da avvicinare
8
Mian Zhang de Mianzhang Feiji
皱张的面掌飞疾
i palmi rovesci di Mian Cheng volteggiano freneticamente
9
Huai De de Shuailu Yingbeng
怀德的摔捋硬崩
spezzare, proiettare e travolgere di Huai De
10
Liu Xing de Goulou Caishou
刘兴的抅搂採手
le mani che agganciano, acchiappano e strattonano di Liu Xing
11
Tan Fang de Gunlou Guan’er
谭方的滚漏贯耳
il rollare, espandere e sfondare i timpani di Tan Fang
12
Yan Qing de Zhanna Diefa
燕青的粘拿迭法
prendere, incollarsi tecnica repentina di Yan Qing
13
Lin Chong de Yuanyangjiao Tiqiang
林冲的鸳鸯脚踢强
i piedi dell’anatra mandarina calciano forte di Lin Chong
14
Meng Su de Qishi Lianquan
孟苏的七势连拳
pugilto delle 7 potenze concatenate di Meng Su
15
Cui Lian de Woli Pouchui
崔连的窝里剖捶
i colpi che squarciano le cavità anatomiche di Cui Lian
16
Yang Gun de Guncai Zhiru
杨滚的棍採直入
pugilato che strattona bastona ed entra diritto di Yang Gun
17
Jin Xiang de Keshou Tongquan
金相的磕手通拳
pugilato delle mani che liberano e picchiano di Jin Xiang
18
Wang Lang de Tanglangquan Zong Di
王朗的螳螂拳总敌
pugilato della Mantide Religiosa di Wang Lang sempre presente



Wang Lang avrebbe poi assorbito le tecniche degli altri maestri. Curiosamente sono citati tra questi maestri i nomi di alcuni personaggi dello Shuihu Zhuan, il famoso romanzo epico ambientato nell'epoca della Dinastia Song. Secondo Liu Jingru, Wang Lang rimase a Shaolin sino a che durante il regno dell'imperatore Kangxi (1662- 1722), l'esercito imperiale diede fuoco al monastero.
Vani furono i tentativi dei monaci di opporsi all'immenso esercito manchu, il quale, con la complicità di un monaco traditore, riuscì ad incendiare e distruggere il monastero. Dopo questi avvenimenti Wang Lang visitò l'Emei ed il Kunlun, fino a fermarsi in Shandong. L'elemento comune che traspare da tutte queste fonti, è che Wang Lang fu un monaco patriota e che lo stile è una sintesi di altri stili o tecniche, unitamente all'imitazione della Mantide Religiosa, in qualche modo legati allo Shaolinquan o perlomeno al tempio Shaolin dell'Henan. Una Storia che ritorna spesso in tutte le leggende è quella che Wang Lang, siccome era di piccola statura, spesso veniva sfidato e battuto in combattimento dai suoi compagni di allenamento. Un giorno, egli, dopo l'ennesima sconfitta , in un bosco vide una Mantide che lottava con una grossa cicala. Dopo lungo tempo la Mantide uccise la Cicala. Wang Lang capì le enormi potenzialità combattive del piccolo insetto, ed iniziò a studiarne le movenze, mischiandole alle tante nozioni già in suo possesso, dando così origine al Tanglangquan. Questo aneddoto per alcuni si riferisce ad una rivalità tra Han Tong (fondatore leggendario del Tongbeiquan) e Wang Lang, che si risolveva sempre a favore del primo contendente, fino a quando Wang vide una Mantide catturare una Cicala e combattere un Serpente. Tutti i lignaggi dei vari rami raggiungono la decina di generazioni, indicando chiaramente un'origine recente, in epoca Qing. Secondo Zhang Bingdou Wang Lang si sarebbe chiamato Wang Wencheng (王文成) e sarebbe stato originario dello Shaanxi.




Qixing Tanglangquan

Il Pugilato della Mantide Religiosa delle Sette Stelle è stato creato dal maestro Wang Yunsheng (王云生,1828-1920) dello Shandong. Secondo un articolo sulla Storia del Qixing Tanglangquan nel 1892, egli cominciò a studiare Tanglangquan con il maestro Li Zhijian 李之箭 (soprannominato Kuaishou Li 快手李 e Shandianshou 闪电手 negli ambienti delle compagnie di scorta di Jinan in cui lavorava). In origine Wang si chiamava Wang Yongchun (王永春), il nome Yunsheng lo ha assunto al raggiungimento dei vent'anni. Per altri la data in cui Wang iniziò a studiare con Li è il 1856. L'Istituto Confucio spiega che Wang Yongchun, zi Yunsheng, dopo anni di ricerche, in cui comprese bene le tecniche Qixingchui七星捶、Qixinggou七星勾、Qixingbu 七星步, ecc., chiamò la sua arte marziale con il nome della sua sala di allenamento, la Kuidetang 魁德堂 e poi, siccome l'ideogramma Kui è quello della prima delle Sette Stelle, essa fu anche chiamata Qixing Tanglangquan.



Alcuni Lignaggi

Wang Kaiwen descrive questo lignaggio:
  • Wang Lang 王朗 → Shengxiao Daoren 升霄道人 → Li Zhizhan 李之瞻 → Wang Yongchun 王永春 → Fan Xiangsheng 范翔升 → Yang Weixin 杨维新, Guo Jialu 郭嘉碌, Lin Jingshan 林景山, Luo Guangyu 罗光玉.



Li Zhizhan 李之瞻 sarebbe un altro nome di Li Kuaishou; Wang Yongchun 王永春 nato nel 1828 e morto nel 1920; Fan Xiangsheng 范翔升, nato nel 1830 e morto nel 1925, è anche conosciuto come Fan Xudong 范旭东, o con il soprannome Fan Dali 范大力. Sugli allievi più avanzati di Fan Xudong: Yang Weixin 杨维新, nato nel 1880 e morto nel 1966; Guo Jialu 郭嘉碌, nato nel 1876, e morto in giovane età nel 1916 cosicché non ebbe successori; Lin Jingshan 林景山 nato nel 1884 e morto nel 1971, Luo Guangyu 罗光玉 nato nel 1889 e morto nel 1944. Un articolo dal titolo Qixing Tanglangquan Zhi Shicheng riporta che Shengxiao Daoren sarebbe stato il nome religioso di un tale Li Qingyun (李庆云) di cui non si conoscono i riferimenti anagrafici.


Questo è il lignaggio nel Qixing Tanglangquan che compare nel curriculum del maestro Zanetti Maurizio:
  • Wang Lang →Fu Ju →Shengxiao Daoren →Li Zhijian →Wang Yunsheng →Fan Xudong →Lin Jingshan →Zhong Lianbao, Lin Chunsheng →Lin Dongzhu →Falanga Stanislao →Parapetti Alessandro.
Il Qixing Tanglang Quan men Shicheng Biao 七星螳螂拳门师承表 contiene questo lignaggio:
  • Wang Lang 王朗 → Shengxiao Daoren 升霄道人 → Li Sanjian 李三剪 → Wang Yongchun 王永春 → Fan Xudong 范旭东 → Lin Jingshan 林景山, Luo Guangyu 罗光玉, Yang Weixin 杨维新.
Questo lignaggio che si ramifica in due tronconi è riferito da Luigino Iobbi:
  • Wang Lang 王朗 → 1 Hong Wen 红文 →2 Li Sou 李叟 →3 Shengxiao Daoren 升霄道人 → 4 Li Sanjian 李三剪 → 5 Wang Rongsheng 王荣生 → 6 Fan Xu Dong 范旭东 → , 7 Lin Jingshan 林景山, 8 Hu Rong Fu 胡荣福, 9 Li Zhan Yuan 李占元, 10 Chen Le Ping 陈乐平,11 D'Aria Angelo, 12 Luigino Iobbi.
  • Wang Lang 王朗 → 1 Hong Wen 红文 →2 Li Sou 李叟 →3 Shengxiao Daoren 升霄道人 → 4 Li Sanjian 李三剪 → 5 Wang Rongsheng 王荣生 → 6 Fan Xu Dong 范旭东 → 7 Luo Guang Yu 罗光玉 8 Chiu Chi Man 趙志民 - 9 Lee Kam Wing 李景荣 - 10 D'Aria Angelo.



Questo Albero Genealogico, con i nomi in dialetto del sud, proviene dalla scuola di Lee Kam Wing (Li Jinrong李锦荣):
  • Wong Lang (Wang Lang 王朗, Fondatore) → Sing Sil (Shengxiao 升霄, Prima Generazione)→ Lee San Chine (Li Sanjian 李三剪, Seconda Generazione) → Wong Wing Sang (Wang Rongsheng 王荣生, Terza Generazione)→ Fang Yuk Toung (Fan Xu Dong 范旭东, Quarta Generazione)→ Low Kwang Yu (Luo Guangyu 罗光玉, Quinta Generazione) → Chiu Chi Man (Zhao Zhimin 赵志民, Sesta Generazione) → Lee Kam Wing (Li Jinrong李锦荣, Settima Generazione).



Maestri

Secondo la Shandong Tang Lang Quan Association, il Laoshan Tang Lang Quan Research Institute, confermato dai maestri Yu Hai, Yu Tiancheng, Zhong Lianbao, Lin Dongzhu, Yu Tianlu e tanti altri maestri Cinesi ed Europei, l'allievo più avanzato ed esperto (Da Tudi) di Lin Jingshan 1884-1971, fu il Gran Maestro Hu Yong Fu 1888-1973; il Da Tudi (discepolo più esperto) di Hu Yongfu, fu Li Zhanyuan 1901-1992. Lin Jing Shan, ebbe molti altri allievi, i più famosi sono: Hu Rongfu, Shao Huating, Yu Tiancheng, Yu Tianlu, Yu Zhenhai, Lin Chunshan, Zhong Lianbao e altri. Yang Wei Xin ebbe molti allievi nella città di Dalian, i più famosi ed esperti furono Xiao Xubin e Li Zhanyuan (anche conosciuto come Li Huitang). Secondo molti, oggi in Cina ci sarebbero due scuole (rami) di discendenza diretta del Qixing tanglangquan del Gran Maestro Wang Yunsheng, essi sono gli allievi di Lin Jingshan e quelli di Yang Weixin che con loro appresero tutto lo stile. Inoltre vi è chi afferma che le città Cinesi dove si può studiare l'autentico ed originale Qixing Tanglangquan sono: Dalian, Yantai, Qingdao, Laiyang, Penglai, Jimo, Weihai, Shanghai, Canton e Xianggang (Hong Kong).
Sempre per gli stessi i maestri odierni Cinesi con i quali si può imparare questo stile sono: Yu Tianlu, Yu Renhai, Yu Zhenhai, Zhong Liangbao, Chen Leping, Lin Dongzhu, Wang Chunshan, Chi Xueyuan e tanti altri.
I Maestri italiani sono: Falanga Stanislao, Zanetti Maurizio, Gianni Mattei, D'Aria Angelo, Fabbricatore Claudio, Alessandro Parapetti, Sergio Marzicchi , Pierluigi Barbieri e altri.
In Europa, si segnalano invece: Conches David (Spagna), Patrick Cassam-Chenai (Francia), Ilya Profatilov (Russia)

Altri Nomi di Questo Ramo

Secondo il Zhongguo Wushu Da Cidian, questo ramo è anche chiamato Luohan Tanglangquan (罗汉螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa degli Arhat) e proviene dall'Ying Tanglangquan (硬螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa Duro).

Caratteristiche

Secondo Shenqi de Wushu la posizione fondamentale di questo ramo è Qixingbu (七星步, Passo delle Sette Stelle), mentre per altri bisogna associarvi anche Baiyuanbu (白猿步, Passo della Scimmia Bianca). Questo ramo utilizza movimenti diretti e vigorosi. Sempre secondo Shenqi de Wushu il Qixing Tanglangquan tende più alla inflessibilità che alla duttilità, inoltre le posizioni sono ampie ed in estensione. Invece c’è chi afferma che questo ramo tende sia alla inflessibilità che alla duttilità seguendo la formula Gangrou Yingruan Gongtong Zuoyong (刚柔硬软共同作用, il rigido ed il flessibile, il duro ed il morbido agiscono congiuntamente), gli stessi spiegano che le posizioni sono molte, pronte a variare in espansione e in richiamo, nulla è fisso ma tutto cambia a seconda della risposta del nemico. Questa equipollenza di inflessibile e flessibile è confermata anche in altre fonti, sebbene con scritti differenti: in Storia del Qixing Tanglangquan tra le caratteristiche di questa branca si afferma Gangrou Xiangji 刚柔相济, cioè inflessibile e flessibile si aiutano reciprocamente; in Qixing Tanglangquan troviamo Nengrounenggang 能柔能刚, cioè essere sia flessibile che inflessibile; in un altro articolo dallo stesso titolo si dice Gangrou Canjiu 刚柔参就, cioè inflessibile e flessibile partecipano allo stesso modo.
Per Essentials of Cinese Wushu e per Shenqi de Wushu i fondamentali di questa scuola comprendono il conseguimento di tecniche dell’anca (腰功), delle gambe (腿功), delle spalle (肩功), così come del Palo Immobile (Zhanzhuang, 站桩), e dell’abilità del colpire rumorosamente (Paidagong, 拍打功).


Le Forme di Qixing Tanglangquan

Secondo Lin Donggui il sistema di insegnamento di questo ramo della Mantide Religiosa si può dividere in Gongfa (功法), Quanfa (拳法), Qixie (器械)e Duilian (对练).



Gongfa (Metodo di Lavoro)

Il Metodo di Lavoro si concentra sullo sviluppo dell'Energia Interna ed utilizza due metodi: Sanhui Jiuzhuan Paidagong(三回九转排排打功, Lavoro di ripetizione incessante nel tempo di una linea di colpi) e Luohan Shiba Gong (罗汉十八功, diciotto raggiungimenti degli Arhat).


Quanfa (Metodo di Pugilato)

Nel Metodo di Pugilato vengono inserite le forme a mano nuda (Kongshou Taolu), questi alcuni nomi: Bengbu (崩步, passo che si schianta); Chachui (插捶, Colpi che penetrano);Lanjie (拦截, intercetta e attacca); Cuogang (挫刚, Sconfiggere l'inflessibile); Rouling (柔灵, Spirito Morbido); Shiba Suo(十八梭, Diciotto raffiche); Xiao Fanche (小翻车, Piccola Ruota); Da Fanche (大翻车, Grande Ruota); Zhaiyao Liulu (摘要六路, Sei Vie di Riassunti); Siduan Bazhou (四段八肘, Quattro Parti Otto Gomitate); Pichui (劈捶, Colpi che Spaccano); Jiechui (截捶, Colpi che Intercettano);Baiyuan Rudong (白猿入洞, La Scimmia Bianca Entra nella Caverna); Baiyuan Chudong (白猿出洞, La Scimmia Bianca Esce dalla Caverna); Baiyuan Toutao (白猿偷桃, La Scimmia Bianca Ruba la Pesca); Baiyuan Xiatao (白猿献桃, La Scimmia Bianca Dona la Pesca); Baiyuan Xianshu (白猿献书, La Scimmia Bianca Dona il Libro); ecc.

Qixie (Armi)

Queste alcune forme d'armi: Qixingjian (七星剑, Spada delle Sette Stelle); Baiyuan Zhuifengjian(白猿追风剑, Spada che segue il vento della Scimmia Bianca);Yan Qing dao (燕青刀, Sciabola di Yan Qing); Meihua dao (梅花刀, Sciabola del Fiore di Prugno); Liuhe gun (六合棍, Bastone delle Sei Coordinazioni); Wuhu Qunyang gun (五虎群羊棍, Bastone delle Cinque Tigri e del Gregge di Pecore); Meihuaqiang (梅花枪, Lancia del Fiore di Prugno); Chunqiu dadao (春秋大刀, Alabarda delle Primavere e degli Autunni), ecc.


Duilian (Esercizi in Coppia)

Questi alcuni nomi di Duilian: Pai'an (拍案, Battere il Tavolo); Taohua San (桃花散, Disperdere il Fiore di Pesco); Zhaikui (摘盔, Prendere l'Elmo); Bengbu Duichai (崩步对拆, Demolire in Coppia con i Passi che si Schiantano); Zhaiyao Duida (摘要对打, Riassumere il Colpirsi a Vicenda); Dakao (大靠, Grande Unione); Jiaoshou (交手, unire le mani o lottare); ecc.



Altri Elenchi

La Scuola di Chen Leping
Secondo la scuola del maestro Chen Leping le forme del Qixing Tanglangquan sono 33: 1 Cha Chui, 2 Xiao Fanche, 3 Da Fanche, 4 Xiao Huyan, 5 Da Huyan, 6 Silu Benda, 7 Heihu Jiaocha, 8 Erlu Cha, 9 Beng Bu, 10 Duogang, 11 Shibacou, 12 Lan Jie, 13 Rouling, 14 Baiyuan Chudong, 15 Baiyuan Chuanzhi, 16 Baiyuan Toutao, 17 Baiyuan Huidong, 18 Baiyuan Xianguo, 19 Baiyuan Xiaomu, 20 Baiyuan Xianshu, 21 Bazhou Diyi Duan, 22 Bazhou Di'er Duan, 23 Bazhou Disan Duan, 24 Bazhou Disi Duan, 25 Zhaiyao Diyi Duan, 26 Zhaiyao Di'er Duan, 27 Zhaiyao Disan Duan, 28 Zhaiyao Disi Duan, 29 Zhaiyao Diwu Duan, 30 Zhaiyao Diliu Duan, 31 Danchahua, 32 Shuangchahua, 33 Meihualu.



Alcuni Libri sulle Forme

Huang Zuanming 黄钻明 nel 2012 ha scritto una collana di libri (Qixing Tanglangquan Congsu 七星螳螂拳丛书) a cui appartengono:
  • Xiao Jia Shi Quan 小架式拳;
  • Da Jia Shi Quan 大架式拳;
  • Lianhuan Jintao 连环锦套;
  • Meihuaquan 梅花拳;
  • Feiyanzhang飞雁掌;
  • Bazhouquan 八肘拳;
  • Tanglang Buchan Quan 螳螂捕蝉拳.



Geng Jun 耿军 è invece l'autore di una serie di libri su forme dello Shaolinquan e del Qixing Tanglangquan, questo un elenco di quelli sulla Mantide Religiosa Sette stelle:
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xiaomu 七星螳螂拳 白猿孝母;
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xianguo 七星螳螂拳 白猿献果;
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xianshu 七星螳螂拳 白猿献书;
  • Qixing Tanglangquan Meihualu 七星螳螂拳 梅花路;
  • Qixing Tanglangquan Chachui 七星螳螂拳 插捶;
Il maestro Angelo D'Aria è autore di alcuni testi dedicati al Qi Xing Tang Lang Quan; tra questi "QI XING TANG LANG QUAN D'ARIA ANGELO' SCHOOL Volume 2" (2013) si concentra su 5 forme antiche: Beng Bu Quan, Duo Gang Quan, Shiba Suo Quan, Shiba Cou Quan e Lan Jie Quan.

Meihua Tanglangquan

Riguardo al ramo detto Pugilato della Mantide Religiosa del Fiore di Prugno, si trova nelle fonti una certa confusione: nella maggior parte di esse si fa coincidere Meihua Tanglangquan (梅花螳螂拳) con Taiji Meihua Tanglangquan (太极梅花螳螂拳).
«Il Pugilato della Mantide del Fiore di Prugno, anche chiamato Pugilato della Mantide del Fiore di Prugno Taiji»
(Essentials of Chinese Wushu)



Zheng Qi e Tian Yunqing scrivono che il Meihua Tanglangquan è anche chiamato Taiji Tanglangquan e proviene anch'esso dall'Ying Tanglangquan. Il Zhongguo Wushu Da Cidian indica in maniera separata Meihua Tanglangquan che può essere chiamato Taiji Tanglangquan, rispetto a Meihua Taiji Tanglangquan. Li Feng invece afferma che il Meihua Tanglang è anche detto Meihua Taiji Tanglang.
L'iniziatore di questo ramo sarebbe stato Li Bingxiao (李秉霄) vissuto durante il regno di Qianlong (1736-1796).
Questo è un lignaggio del Taiji Tanglangquan secondo quanto riportato da Li Feilin (李飞林): Wang Lang 王朗 → Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Jiang Hualong 姜化龙 → Song Zide 宋子德.
In un altro articolo Li Feilin inserisce tra Wang Lang e Li Bingxiao un terzo personaggio: Xia Dao (侠盗)
Questo Albero Genealogico di Taiji Tanglangquan è descritto da Liu Lianyang: Wang Lang 王朗 →Deng Yude邓玉德→ Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Jiang Hualong 姜化龙 → Song Zide 宋子德. Deng Yude sarebbe il già citato Xia Dao.
Questo è un lignaggio del Meihua Tanglangquan secondo quanto riportato da Hao Mingli (郝明立) e Zhang Fuzhou (张福洲): Wang Lang 王朗 → Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Hao Lianru 郝连茹, Jiang Hualong 姜化龙, Jiang Jingchuan 姜井川, Sun Yuanchang 孙元昌, Sun Yuancai 孙元财, Zhu Yongxiu 祝永修.
L'articolo Laiyang Tanglangquan già citato a proposito dei due lignaggi precedenti descrive separatamente Taiji Tanglangquan e Meihua Tanglangquan, aumentando la nostra confusione, visto che i lignaggi sono pressoché coincidenti.
Dalla metà del 1800 una versione del Taiji Meihua Tanglangquan è detenuta dalla Famiglia Hao (郝家) attraverso Hao Lianru 郝连茹. Questa particolare ramificazione è detta Haojiamen (郝家门).



Caratteristiche

Il Meihua Tanglangquan utilizza piccole posizioni ed è caratterizzato da un movimento fluido e continuo, come il fiorire dei prugni. In questo ramo la Duttilità (Rou) controlla l'Inflessibiltà (Gang), come nel Taijiquan; i movimenti sono eleganti e fieri come nel Changquan. Le braccia sono costantemente arcuate e avvolgono all'inteno ed all'esterno, cioè svolgono un lavoro di torsione. Il busto ruota continuamente. Il Taiji Meihua Tanglangquan ha come passo principale Xiao Dengshan (小登山, Piccolo Scalare la Montagna).

Forme di Meihua Tanglangquan

Anche questo ramo possiede moltissime forme (Taolu):
  • 1) a mano nuda sono Baiyuan Tou Tao (白猿偷桃), Bengbu (崩步), Lanjie (拦截), Meihua Tang Chu Fanche (梅花糖储翻车), Goufa (勾法), Tanglang Bu Chan (螳螂扑蝉), Tanglang Zhanchi (螳螂展翅), Tanglang Xing (螳螂行), Bazhou (八肘), sei sequenze di Zhaiyao (摘要);
  • 2) con armi sono Tanglangdao (螳螂刀), Tanglangjian (螳螂剑), Tanglanggun (螳螂棍), Tanglangqiang (螳螂枪), ecc.;



Forme di Taiji Meihua Tanglangquan

Queste sono le forme deducibili dagli scritti di Zhang Bingdou:
  • 1) a mano nuda sono Zhaiyao (摘要) in sei parti, Meihualu (梅花路), Bazhou (八肘), Babu Lianhuanquan (八步连环拳);
  • 2) con armi cita Babu Lianhuanjian (八步连环剑).



Forme di Haojiamen Taiji Meihua Tanglangquan

Anche questo ramo contiene numerose forme e curiosamente possiede anche alcuni esercizi di Qigong tra cui compaiono anche i due già citati a proposito del Qixing Tanglangquan:
  • 1) gli esercizi di Qigong sono Sanhui Jiuzhuan Huanyang Fa (三回九转还阳法), Tie Luohan Gong (铁罗汉功), Ba Da Jingang Qigong (八大金刚气功), Taiyi Zhenren Baduanjin (太乙真人八段锦), ma si usano anche come allenamenti esterni il Paidagong (排打功) ed il Tieshazhang (铁砂掌);
  • 2) come forme del metodo di pugilato (Quanfa) ci sono Luohan Chui (罗汉捶), Wutangchui (五趟捶), Yuejiachui (岳家捶), Zhilu (指路), Da e Xiao Fanche (大小翻车), Taijipi (太极劈 anche detta Meihuapi 梅花劈), Bengbu (蹦步), Bazhou (八肘), Luanjie (乱接), Zhaiyao (摘要) in sei parti, Zonghe Zhaiyao (综合摘要), Meihualu (梅花路), Baiyuan (白猿), Chuanzhi (传枝), Duanda Wu Lianhuan (短打五连环), Tanglang Shiba Shou Dafa (螳螂十八手打法) eccetera;
  • 3) come forme con armi ci sono Damo jian (达摩剑), Baxian jian (八仙剑), Meihuadao (梅花刀), Yan Qing dao (燕青刀) Luhegun (陆合棍), Wuhu Qunyang Gun (五虎群羊棍), Luheqiang (陆合枪), Meihuaqiang (梅花枪), eccetera;
  • 4) infine come Duilian ci sono Bengbu Duichai (蹦步对拆), Taohua San (桃花散), Xiao Pai'an (小拍案), Shuang Fengshou (双封手), Tieshen Kao (贴身靠), eccetera.



Liuhe Tanglangquan

Il Pugilato della Mantide Religiosa delle Sei Coordinazioni è anche detto Ma Yuan Tanglangquan (马猿螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa del Cavallo e della Scimmia) e proviene dal Ruan Tanglangquan (软螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa Morbido). Questo ramo sarebbe stato iniziato da Wei San (魏三) e Lin Shichun (林世春). Liu Jingru afferma che il primo di questi personaggi si chiamava Wei Delin (魏德林). Questo è un lignaggio del Liuhe Tanglangquan: Wang Lang 王朗 → Cognome sconosciuto → Wei San 魏三 → Lin Shichun 林世春 → Ding Zicheng 丁子成 →Dan Xiangling 单香陵→Zhang Daojin 张道锦. Liu Jingrui conferma sostanzialmente questo lignaggio e si colloca alla medesima generazione di Zhang Daojin. Secondo un lignaggio riportato dallo stesso Zhang Daojin alla seconda generazione si collocherebbe Jin Ye (金叶).



Il Tanglangquan nella Cultura di massa

  • Nel 1984 la Shandong Meishu Chubanshe ha pubblicato una Storia Illustrata (Lianhuanhua, 连环画) dal titolo Tanglangquan Yanyi 螳螂拳演义(Romanzo del Pugilato Della Mantide Religiosa) diviso in vari libretti a strisce.
  • Il Tanglangquan è lo stile del personaggio di Lion Rafale, appartenente alla serie di videogiochi e anime Virtua Fighter. Nel doppiaggio italiano della serie TV lo stile viene chiamato col suo nome giapponese: toroken.






martedì 27 ottobre 2015

Jiu jie bian





Jiujiebian (九节鞭, lett. "Frusta a nove sezioni" – più spesso troviamo la parola "Bian" tradotta in "catena", diventando quindi "Catena a nove sezioni") è un'arma tradizionale cinese, usata anche nelle arti marziali cinesi, che deve il suo nome al fatto di essere composta da appunto nove segmenti di metallo.
Tradizionalmente è composta da nove cilindri in ferro, a sezione ottagonale o circolare, collegati da anelli dello stesso materiale; all'estremità si trova un peso a forma di cuneo o un puntale che permettono una veloce rotazione dell'arma e una maggiore efficacia nei colpi di punta.
Nelle arti marziali moderne, il Jiujiebian è composto da segmenti di metallo lunghi circa 15 cm e da un'impugnatura e da una punta agli estremi.
La sua pratica richiede molta coordinazione e molto allenamento: il praticante deve mantenere l'attrezzo in movimento costante e rotatorio facendogli percorrere dei cerchi intorno al corpo. Durante gli attacchi, è possibile far girare la catena intorno al proprio corpo o (più raramente) intorno al proprio collo, in modo da arrestarne o comunque modificarne il movimento.
L'allenamento con quest'arma sviluppa l'attenzione mentale che deve essere costante durante ogni movimento, abituando così a mantenere e gestire un continuo stato di tensione mentale.
Il Jiujiebian è una delle armi principali dello stile Tanglangquan, oltre alle spade ad uncino, ai doppi coltelli, all'alabarda, lancia e alla classica sciabola.

sabato 24 ottobre 2015

Arma bianca



L'arma bianca indica tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (come martelli e arieti) o lame di metallo (come spade e sciabole); quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre, cerbottane e catapulte), e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi e armature).
La locuzione deriverebbe dal bianco riflesso del sole sopra le superfici metalliche da parte di queste armi.


Storia

Nell'età della pietra si fabbricarono lame, coltelli, scuri di selce, e mazze semplici o formate da un bastone spaccato a una delle estremità, avente dentro lo spacco una pietra tenuta a posto con una legatura fatta di strisce di corteccia di albero o con una cordicella fatta di minugia attorcigliata.
In età antica, la hasta dei Romani era lunga circa 1.75 metri, quanto l'altezza di chi la portava il quale era chiamato hastatus. Nei secoli XV secolo, XVI secolo e XVII secolo si chiamò picca ed era per la fanteria molto lunga, facendo riscontro all'antico contus, arma propria dei cavalieri o all'antica sarissa della fanteria dell'esercito macedone.



Funzionamento

Gli oggetti contundenti basano il danno inferto sul principio dell'urto col bersaglio e per questo, sono chiamati anche armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, i martelli, le mazze, le clave. Infatti, queste sono armi da offesa, con manico più o meno lungo atte a ferire, ammaccare, contundere mediante percossa. I bastoni nodosi e le clave rappresentano i rudimenti di tali armi e sono antichi quanto l'umanità. Dopo le clave vennero le mazze e quindi la scure nell'età della pietra. Seguì il mazzafrusto (o flagello) simile al flagrum degli antichi romani, strumento di punizione formato da parecchie catene con palle di metallo alla loro estremità, sospese ad un manico corto: tale strumento fu anche usato come arma da guerra.
Le lame invece, si basano appunto sull'utilizzo della lama: questa è un pezzo di metallo di forma adeguata che presenta una o più parti affilate chiamate "filo".
Le lame possono essere più adatte a tagliare (in questo caso si parla di armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce) od a colpire di punta per penetrare nel bersaglio (da qui la nascita del termine armi da punta), come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni stiletti, i fioretti, i "centodieci", il "becco di corvo").
Esistono pure le armi da lancio come l'arco e la balestra; esse grazie alla forza fisica dell'uomo e in abbinamento a dispositivi meccanici (ma sempre caricati dalla forza del lanciatore) servono per lanciare - anche a distanze considerevoli - proiettili di vario tipo come pietre, frecce, quadrella, o vengono esse stesse lanciate (giavellotto, asce da lancio, coltelli da lancio).

Classificazione

Sciabola da ufficiale di marina francese del XIX secolo






Secondo alcuni sono dette armi bianche le armi che non provocano rumore. Per altri, si possono definire come gli strumenti atti ad offendere e che sfruttano solo la forza del combattente. Oppure si possono definire come tutte le armi in metallo che non siano armi da fuoco. Si possono suddividere le armi bianche secondo la dimensione: armi corte da mano, armi lunghe da mano e armi inastate, ad esempio:
  • Le armi bianche corte da mano sono occultabili e generalmente non superano la trentina di centimetri: in questa categoria si possono catalogare i coltelli, i pugnali, gli stiletti, le daghe corte, le accette da lancio.
  • Le armi bianche lunghe da mano erano le tipiche armi individuali da guerra, da usare a corta distanza, che precedettero le armi da fuoco: spade, sciabole, katane, asce da guerra ecc.
  • Sono armi bianche inastate o immanicate, quelle munite di un manico lungo da due a più metri che aumenta il raggio d'azione delle armi stesse.
Inoltre possono essere divise pure a seconda del fine per cui sono state costruite, quindi in:
  • Armi da lancio, create al fine di poter essere scagliate da una corta distanza contro l'avversario, in caso di necessità, (ad esempio i giavellotti e certi tipi di accetta, come il tomahawk);
  • Armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, i martelli, le mazze, le clave. Infatti, queste sono armi da offesa, con manico più o meno lungo atte a ferire, ammaccare, contundere mediante percossa;
  • Armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce, infatti tali armi sono finalizzate a tagliare;
  • Armi da punta, finalizzate nel colpire di punta il bersaglio, come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni stiletti, i fioretti, i "centodieci", il "becco di corvo");
  • Armi da tiro che lanciano a grandi distanze (come la balestra e l'arco) oggetti bellici (frecce, quadrella...).
  • Armi da difesa che difendono da colpi di armi bianche, come armature, scudi e cimieri.
  • Le Armi morbide sono tutte le armi pieghevoli o snodate, come il Chigiriki ed il Jiu jie bian.







Arma propria



Con il termine arma propria (o arma comune) si indica qualsiasi oggetto la cui funzione primaria sia l'offesa alla persona (a differenza delle armi improprie che hanno diversa destinazione d'uso ma che sono potenzialmente pericolose e dannose).


In Italia

Sono considerate armi proprie quelle cui si fa riferimento negli articoli 585 e 704 del Codice Penale, nell'articolo 30 del t.u.l.p.s. e nella legge 18 aprile 1975 n. 110 (con le successive modificazioni ed integrazioni).
Sono quindi armi proprie:
  • Le armi ad aria compressa (denominate anche "da bersaglio da sala")
  • Le armi da fuoco di qualsiasi tipo (comprese le relative cartucce)
  • Le armi da getto (lance, catapulte, shuriken ecc.)
  • Le armi da taglio o da punta (spade, coltelli affilati su ambo i lati della lama oppure ad apertura a scatto, pugnali, stiletti, quadrelli, picche, alabarde, ecc.)
  • Le armi batteriologiche o chimiche
  • Tutti i congegni incendiari, esplodenti o dirompenti (qualsiasi tipo di bomba, bottiglie Molotov, ecc.)
Le armi proprie possono inoltre dividersi in base all'articolo 1 della legge 110/1975 come segue:
  • Armi comuni da sparo (tutte le armi da fuoco corte o lunghe, a canna rigata o liscia, ad uno o più colpi ed a ripetizione manuale o semiautomatica). Di esse è concessa la detenzione o il porto al cittadino che ne abbia titolo (detenzione domestica, porto d'arma per difesa personale o per caccia)
  • Armi da guerra (parti di esse, le relative cartucce, armi con spiccata potenzialità d'offesa come quelle a ripetizione automatica, artiglierie, bombe o loro componenti, aggressivi chimici, congegni bellici di ogni natura ecc.
  • Armi tipo guerra (tutte quelle che non rientrano tra le armi da guerra ma possono utilizzare lo stesso munizionamento o hanno la possibilità di eseguire il tiro a ripetizione automatica - cioè a raffica, o che presentano le caratteristiche balistiche o di impiego tipiche delle armi da guerra).



lunedì 19 ottobre 2015

Arma non letale

Un raggio abbagliante, esempio di arma non letale




Un LRAD, un'arma sonica


L'arma non letale (in inglese less-lethal weapon ovvero lett.: arma meno letale) anche detta arma inabilitante è un particolare tipo di arma, atte a fermare o comunque bloccare persone, masse di persone, materiali o mezzi.



Caratteristiche

Spesso questo tipo di armi vengono usate per autodifesa o dalle forze di polizia per sedare proteste, rivolte e sommosse senza causare danni seri (almeno in teoria) ai bersagli. Questo tipo di armi colpiscono, puniscono e scoraggiano i bersagli, ma non dovrebbero uccidere. In teoria sono nate e sono state sviluppate per essere, a pari numero di utilizzi rispetto per esempio ad armi da fuoco, molto meno letali, ovvero causare in percentuale meno ferite fatali nei soggetti colpiti, in operazioni di polizia e anti-sommossa.
Nel tempo, continuando le sperimentazioni e l'utilizzo di nuovi materiali si sta comunque andando verso una teoria, e quindi poi una pratica, della non-letalità garantita.


Tipologie

Questa tipologia di arma può essere suddivisa in cinque aree, a seconda della tecnologia che queste impiegano: opto-elettrica, acustica, chimica-batteriologica, informatica e cinetica.



Area opto-elettronica

Rientrano in questa area ad esempio i fumogeni multispettrali, i laser a bassa energia, gli impulsi elettromagnetici.


Area acustica

Rientrano in questa area i generatori di ultrasuoni, ovvero suoni ad una frequenza molto alta possono causare disorientamento e vomito. Queste armi sono state usate anche per tentare di respingere attacchi di pirati contro imbarcazioni mercantili al largo delle coste della Somalia, ed il loro uso è servito ad evitare diversi attacchi (anche se a volte non è stato sufficiente).


Area chimica-batteriologica

Rientrano in questa categoria ad esempio gli agenti calmanti, biologici, le supercolle e gli antiaderenti, così come le schiume, supercaustici e le tecnologie di alterazione della combustione.






Area informatica

Rientrano in questa categoria i virus informatici, che sono un'arma che permette di danneggiare in modo temporaneo o non un sistema informatico nemico. Questo tipo di arma ha il vantaggio che chi la usa può avere un illimitato accesso a reti informatiche, avendo il vantaggio dell'anonimato.


Area cinetica

Rientrano in questa categoria tutte quelle armi basate sull'energia cinetica: ad esempio armi con proiettili di gomma (rubber bullet) o legno, cannoni ad acqua, granate spugnose.


Esempi

  • Armi ad aria compressa, utilizzate soprattutto in ambito sportivo
  • il Taser, pistola di stordimento che emette delle scariche elettriche
  • il Phaser, che dà sensazioni di calore, sfruttando le microonde
  • iI Multirole Acoustic Stabilized System, che combina un cannone sonoro ad un accecatore laser
  • il Long Range Acoustic Device, un cannone sonoro che sfrutta le onde acustiche
  • i beanbags (letteralmente sacchetti di fagioli), speciali cartucce con effetto contundente per fucile a canna liscia;
  • le Flashbang, granate stordenti
  • il gas lacrimogeno, che causa forte lacrimazione e bruciore
  • lo spray al peperoncino
  • il debilitatore, congegno che emette particolari suoni e luci capaci di disorientare un essere umano.















martedì 13 ottobre 2015

Arma contundente



Per arma contundente si intende un particolare tipo di arma, usata nel combattimento corpo a corpo, in grado di infliggere lesioni agli avversari per contusione.
Poiché molti oggetti possono essere utilizzati come armi contundenti anche senza esserlo, in questo caso si parla di armi improprie.
Alcuni esempi di armi contundenti possono essere: una mazza, un manganello, un tirapugni, i tonfa.



lunedì 12 ottobre 2015

Aggressione



L'aggressione è un atto di violenza o di interazione sociale esercitata in modo palese nei confronti di qualcuno. Si tratta di un comportamento intenzionale e spesso dannoso che ha lo scopo di infliggere dispiacere. Questo tipo di comportamento è pressoché universale negli animali; negli esseri umani può essere associato ad un atteggiamento di aggressività, inteso come contrario di sottomissione.



Caratteri generali

Nelle definizioni comunemente impiegate nelle scienze sociali e nelle scienze comportamentali. L'aggressione è una sorta di risposta da parte di un individuo che offre qualcosa di spiacevole ad un'altra persona. Alcune definizioni però specificano il fatto che da parte dell'individuo che compie un'aggressione ha l'intenzione di danneggiare chi subisce l'aggressione. L'aggressione differisce da quella che viene definita assertività, anche se i due termini vengono usati in maniera intercambiabile.
In etologia l'aggressione è un importante ambito di studio e riguarda l'interazione e l'evoluzione degli animali negli ambienti naturali. Essa può, in questi contesti, assumere diversi atteggiamenti rappresentati da contatti fisici (morsi, colpi, spinte), ma anche segnali stereotipati come espressioni facciali, vocali, rilascio di prodotti chimici e cambiamenti di colorazione.


Tipologia

L'aggressione può assumere diverse forme, che possono comprendere la violenza fisica, verbale e non, l'aggressione difensiva, quella predatoria, quella di isolamento indotto, quella relazionale (diffusa tra gli adolescenti, che include il bullismo), quella territoriale, l'aggressione emotiva, quella legata al sesso, quella di dominanza, quella tra maschi, quella parentale, quella di ritorsione come risposta a una provocazione, quella strumentale (come una rapina) e quella discriminatoria (basata, per esempio, su pregiudizi razziali). Ci sono inoltre due sottotipi di aggressione: quella controllata e quella impulsiva; in questo secondo caso essa può essere il frutto di azioni incontrollabili che sono anche indesiderate e inappropriate.


La rilevanza giuridica

L'aggressione può racchiudere gli elementi costitutivi di diverse forme di reato in base al metodo e ai mezzi con cui essa è esercitata: si può parlare infatti di omicidio, lesioni personali, violenza privata, minaccia, ecc. Nel diritto internazionale si intende come aggressione la violenza eseguita da uno Stato contro un altro fatta mediante forze preponderanti e senza preavviso: a tal proposito si parla infatti di aggressione contro la sovranità, contro una integrità territoriale o contro l'indipendenza politica di un ente. Essa può essere evitata tramite un patto di non aggressione.
La definizione operativa di aggressione può essere influenzata da opinioni morali e politiche. In tal senso, un esempio può essere dato dalla visione morale assiomatica chiamata principio di non aggressione.



giovedì 8 ottobre 2015

Arma


Alcune armi orientali tra cui armi da fuoco ad acciarino, armi bianche e parti di armatura esposte all'Huntington Museum of Art (Virginia Occidentale- USA)


Un'arma è un qualsiasi dispositivo, strumento meccanico o elemento di natura chimica, nucleare o elettromagnetica che venga utilizzato allo scopo di offendere oppure sia progettato per la difesa personale dell'utilizzatore.
In linea puramente teorica, qualunque oggetto può essere utilizzato come arma, anche se chiaramente alcuni possono risultare più efficaci o idonei allo scopo rispetto ad altri. Da un punto di vista normativo e concettuale si distingue generalmente fra "arma propria" e "arma impropria", cioè fra oggetti progettati e creati appositamente per essere usati come armi ed oggetti originariamente destinati invece ad altra funzione, che in un determinato frangente vengono usati come armi.


Storia

Preistoria ed età della pietra

La clava si ritiene sia stata la prima e quindi la più antica arma fabbricata dall'uomo. Vennero ben presto la mazza a punta o bastone appuntito con corno, e poi le scuri, i coltelli, le daghe, le lance costruite con selci lavorate, gli archi e le frecce. Con l'uso dei metalli la varietà, tanto da offesa, quanto da difesa, si accrebbe rapidamente e ne nacque la prima suddivisione in difensive ed offensive, le quali presero forme ed i nomi più svariati. Nell'età della pietra si fabbricarono lame, coltelli, scuri di selce, e mazze semplici o formate di un bastone spaccato a una delle estremità, avente dentro lo spacco una pietra tenuta a posto con una legatura fatta di strisce di corteccia di albero o con una cordicella fatta di minugia attorcigliata.


Età antica

Parecchi storici sostengono che le macchine da lancio o da getto furono usate per prime dalle civiltà orientali i quali già le adoperavano da parecchi secoli quando, poco prima di Pericle, i Greci ne appresero l'uso. Invece, secondo Plutarco la macchina da lancio sarebbe originaria della penisola italiana e risalirebbe al IV secolo a.C.; i Greci l'avrebbero importata dalla Sicilia, che era già allora centro di sviluppatissima civiltà, anche militare. Comunque è certo che Ciro, che fu uno dei più audaci e geniali condottieri della storia antica, adoperò ampiamente la balista.
Nell'antica Grecia le macchine da getto ebbero diffusione dopo la guerra contro Serse e quella del Peloponneso, e vennero perfezionate da Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, i quali adoperarono dei parchi costruiti e diretti da Polido e Diodato. Questi parchi servivano esclusivamente per gli assedi, soltanto Alessandro fece il primo tentativo per utilizzarli in operazioni di campagna contro i Traci e, nella spedizione asiatica, mise in campo un'artiglieria eccellente, baliste e catapulte, di cui erano totalmente sprovvisti i Persiani e che provò le sue alte qualità tecniche negli assedi di Alicarnasso e di Tiro. Traiano utilizzò ampiamente le macchine da guerra anche sul campo di battaglia, in particolare la carroballista.
Va rilevato che dalle macchine da getto gli Elleni trassero scarso rendimento; a ciò contribuì l'insuccesso della seconda battaglia di Mantinea, durante la guerra del Peloponneso. La hasta nella civiltà romana era lunga circa metri 1,75, quanto l'altezza di chi la portava il quale era chiamato hastatus. Nei secoli XV, XVI e XVII si chiamò picca ed era per la fanteria molto lunga, facendo riscontro all'antico contus, arma propria dei cavalieri o all'antica sarissa della fanteria dell'esercito macedone.


Medioevo ed età moderna

Durante il medioevo e nell'età moderna iniziarono ad apparire le macchine corazzate e le armi da lancio. Tra le armi di difesa, si ricordano scudi ed armature: in particolare, si attribuisce al capitano di ventura Mostarda da Forlì (XIV-XV secolo) l'introduzione dell'uso di armature interamente di ferro, anziché in cuoio, come si faceva fino ad allora. Le milizie medioevali usavano anche le cosiddette chiaverine, nome dell'arma derivato da una parte di essa (l'asta) che portava in cima una cuspide di forma e materiale variabili. L'invenzione delle armi da fuoco e la loro applicazione alla guerra fece diminuire e quasi totalmente abbandonare le armi difensive personali.
Una prima grande svolta nella fabbricazione e nell'uso delle armi in Europa si ebbe nel XIV secolo con l'affermarsi dell'utilizzo bellico della polvere da sparo; vennero così costruite le prime armi da fuoco, che sfruttavano come forza propulsiva per il lancio di proiettili proprio i gas generati dalla deflagrazione della polvere da sparo quando questa veniva incendiata; uguale influsso ebbero gli approfondimenti degli studi sulla balistica. Il primo archibugio fu costruito in Spagna nel 1450, altre armi che si diffusero nel periodo furono colubrine, archibugi, moschetti, spingarde, pistole.
Tra le artiglierie del periodo, oltre ai primi tipi di armi lanciate a mano come bombe e granate, ci furono le bombarde. Le armi da fuoco portatili presero fin dall'inizio vari nomi, a seconda dell'epoca di costruzione, della forma, dei meccanismi presenti. Lo stesso avvenne per le artiglierie.



Il XIX e XX secolo

Con le scoperte scientifiche del XIX secolo e del XX secolo, alle cosiddette armi convenzionali si sono via via aggiunte o sostituite armi più sofisticate che fanno ricorso a tecnologie avanzate basate sull'uso della chimica (armi chimiche, con veleni o tossine), della biologia (armi batteriologiche, con ceppi di batteri o di virus letali), dell'energia nucleare (armi nucleari, come ad e empio la bomba atomica e la bomba H.


Classificazione

Con il progredire e l'evolversi delle tecnologia si sono andate sviluppando ed affermando diversi tipi di armi, che possono essere variamente classificate.

Arma contundente

Sono delle armi - generalmente utilizzate nel combattimento corpo a corpo - solitamente in grado di infliggere ferite e lesioni, e solo in particolari casi di uccidere. Esse si basano sul principio dell'urto col bersaglio e per questo, sono chiamati anche armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, i martelli, le mazze, le clave. Altro esempio di tali armi, utilizzato in età antica e durante il medioevo, era il mazzafrusto.

Armi bianche

Sono tali armi ma anche oggetti che provocano danni al bersaglio se impugnati e azionati dall'uomo con la sola forza fisica anch'esse solitamente utilizzate nel combattimento corpo a corpo. In tale categoria possono essere ricomprese anche le armi contundenti; ma specificamente rispetto a queste incorporano lame. Quest'ultima è un pezzo di metallo di forma adeguata che presenta una o più parti affilate chiamate "filo". Le lame possono essere più adatte a tagliare (in questo caso si parla di armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce) od a colpire di punta per penetrare nel bersaglio (da qui la nascita del termine armi da punta), come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni stiletti, i fioretti, i "centodieci", il "becco di corvo").
Si possono inoltre distinguere le armi bianche secondo la dimensione in corte, medie e lunghe. Le armi bianche corte sono occultabili e generalmente non superano la trentina di centimetri: in questa categoria si possono catalogare i coltelli, i pugnali, gli stiletti, le daghe corte, le accette da lancio.Le armi bianche medie erano le tipiche armi individuali da guerra da usare a corta distanza prima dell'avvento delle armi da fuoco: spade, sciabole, asce da guerra ecc.
Sono armi bianche lunghe, altrimenti dette inastate o immanicate, quelle poste al termine di un bastone (asta) che ne diventa il mezzo per impugnarle (manico) e per aumentare la distanza di efficacia delle armi stesse: la categoria ricomprende lance, picche, alabarde, giavellotti. Con armi d'asta o armi in asta si indicano appunto tutte le armi che hanno un manico lungo da due a più metri e permettono di colpire l'avversario a qualche distanza continuando ad impugnarle (seppure alcune sia possibile anche lanciarle, tipo il giavellotto).


Armi da lancio

Sono armi da lancio quelle armi che, sempre grazie alla forza fisica dell'uomo e in abbinamento a dispositivi meccanici (ma sempre caricati dalla forza del lanciatore) servono per lanciare - anche a distanze considerevoli - proiettili di vario tipo come pietre, frecce, quadrella (arco, balestra, catapulta, fionda, scorpione, balista, carroballista), o che vengono esse stesse lanciate (giavellotto, asce da lancio, coltelli da lancio).
A seconda delle dimensioni e del numero di persone necessarie al proficuo utilizzo di queste armi, si ha la distinzione tra armi da lancio individuali (tutte quelle lanciate direttamente come giavellotto, asce da lancio, coltelli da lancio, nonché quelle che lanciano proiettili come arco, fionda, balestra, cerbottana) ed armi di artiglieria (ballista, catapulta, trabucco, onagro e carroballista).


Armi da fuoco

Le armi da fuoco si possono dividere, anche in rapporto alle loro dimensioni ed alla loro tipologia, in armi portatili (o leggere) (ad esempio pistola, fucile), armi di artiglieria (cannone, mortaio) ed in armi esplodenti (bombe, mine, granate).
Nella categoria rientrano le armi che lanciano proiettili contenenti in sé energia propulsiva (lanciarazzi come il bazooka o il sistema MLRS, lanciamissili come il FIM-92 Stinger): tali armi sono sostanzialmente dei supporti di lancio per armi esplodenti che usano il principio del razzo per la loro stessa propulsione.


Armi non letali

Le armi non letali (in inglese non-lethal weapon) o inabilitanti sono particolari tipi di armi, atte a fermare o comunque bloccare persone, masse di persone, materiali o mezzi. Spesso sono usate in operazioni anti-sommossa. Questo tipo di armi colpiscono, puniscono e scoraggiano i bersagli, ma in teoria non dovrebbero uccidere. Solitamente questo tipo di armi utilizzano le moderne tecnologie nel campo dell'elettronica, l'optoelettronica, l'acustica, la chimica, la biologica, la medicina e la meccanica.
Alcuni tipi di queste armi sono:
  • il Taser, pistola di stordimento che emette delle scariche elettriche
  • il Phaser, che sfrutta le microonde
  • il Long Range Acoustic Device, un cannone sonoro che sfrutta le onde acustiche
  • i beanbags (letteralmente sacchetti di fagioli), pistole laser che causano una cecità provvisoria


Armi esplosive e a propulsione

Sono armi che sfruttano la potenza generata dalla carica di esplosivo che incorporano, per generare danni a persone e cose. Questa particolare categoria di armi da fuoco, costituita da armi esplodenti, nasce per danneggiare bersagli molto estesi o molto grandi, come edifici, macchinari, automezzi, mezzi corazzati, navi eccetera: generalmente non vengono usate da singoli uomini (ci sono eccezioni, come le bombe a mano, i lanciarazzi RPG ed alcuni lanciamissili SAM spalleggiabili), ma lanciate da cannoni o sganciate da aerei o navi, o da appositi veicoli di terra e si differenziano tra di loro soprattutto per i diversi modi di arrivare sul bersaglio; per tale differenziazione avremo quindi:
  • Mine: armi esplodenti "da posa", ovvero ordigni esplosivi che vengono sotterrati nel terreno o lasciati in mare in attesa che sia il bersaglio ad arrivare in prossimità dell'arma facendola esplodere e ricevendone i danni. Esistono tuttavia anche mine che vengono azionate quando vengono toccate, e sono dette pappagalli verdi, oppure il nome originale: pfm1. Nel caso delle mine terrestri, si hanno mine antiuomo (piccole e leggere, da posare in grandi quantità) e mine anticarro (più grandi delle mine antiuomo in quanto pensate per danneggiare veicoli corazzati) oltre che mine da demolizione (sono cariche esplosive che vengono posate direttamente da operatori specializzati sui bersagli o sulle opere edili da distruggere). Nel caso delle mine navali, queste possono essere galleggianti, ancorate sul fondo marino (se questo non è troppo profondo) e trattenute da catene in modo da rimanere sott'acqua a determinate profondità o addirittura, se "intelligenti", lasciate sul fondo lasciando il compito dell'affioramento alla mina stessa (che lo farà nel momento in cui i suoi sensori rilevano l'avvicinarsi di una nave avversaria). I tutti i casi (sia per mine terrestri che marine), l'esplosione della carica esplosiva può essere attivata in diversi modi, a seconda del tipo di mina: dalla pressione a seguito del contatto con il bersaglio, da un comando elettrico o radiotrasmesso, dallo strappo di appositi fili-trappola in tensione o dal segnale generato da sensori di prossimità oltre che dal semplice scadere di un tempo prefissato. Al giorno d'oggi, 580 paesi nel mondo hanno firmato il trattato di Ottawa: questo trattato fa sì che questi paesi che hanno aderito non fabbrichino più le mine antiuomo.
  • Bombe a mano (o granate): armi esplodenti "da lancio" che vengono tirate manualmente dal singolo soldato. Affinché la detonazione avvenga in prossimità del bersaglio, l'ordigno è dotato di un dispositivo di innesco che può essere "con ritardo a tempo" (per cui l'esplosione avviene dopo un determinato periodo di tempo dal momento che si è armata la bomba, come nel caso della bomba a mano OD 82 in dotazione attuale all'Esercito Italiano) o "a percussione" (per cui l'esplosione avviene quando la bomba impatta contro un ostacolo, come nel caso della bomba a mano SRCM 35 in dotazione all'E.I. fino agli anni novanta).
  • Bombe d'aereo: armi esplodenti "da caduta", ovvero ordigni esplosivi che vengono sganciati da velivoli e che arrivano sul bersaglio "in caduta libera". Per attivare la detonazione della carica esplosiva, anch'esse possono essere dotate di spolette che permettono l'esplosione al contatto con il bersaglio o con un tempo di ritardo prefissato. I recenti progressi tecnici e tecnologici hanno permesso la nascita prima delle "bombe guidate" e poi delle "bombe intelligenti": le bombe guidate (dette anche Guided Bomb) sono ordigni di caduta dotati di alcune appendici aerodinamiche mobili che permettono di modificare la traiettoria descritta dalla bomba durante la sua caduta, traiettoria che viene variata tramite comandi o segnali dall'esterno (ne sono un esempio le bombe a guida laser, a guida TV o semplicemente radiocomandate). Le bombe cosiddette intelligenti (dette anche Smart Bomb) in più rispetto alle Guided Bomb, sono dotate di sensori di diverso tipo e sono autonome da segnali esterni per la loro direzionalità in quanto, una volta sganciate, sono loro stesse a identificare il bersaglio ed a dirigervisi contro in modo autonomo. Esistono inoltre anche bombe a submunizionamento (Cluster Bomb) che hanno al loro interno un certo numero di ordigni di dimensioni più piccole che vengono rilasciate prima dell'impatto al suolo, in modo da coprire aree di maggiori dimensioni.
  • Granate (o proietti d'artiglieria): armi esplodenti "da lancio" che arrivano sul bersaglio sfruttando la forza propellente di una carica esplosiva fatta detonare dietro al proietto all'interno di una canna di un pezzo d'artiglieria (attualmente può essere un mortaio, un cannone o un obice). Attualmente vi sono diversi tipi di munizioni per artiglieria (a frammentazione, ad alto esplosivo o HE, a carica cava o HEAT, fumogeni, incendiari) per coprire diverse esigenze e tipi di intervento, compresi proietti "a submunizionamento" che rilasciano granate più piccole prima dell'impatto sulla zona bersaglio: in tal modo si possono coprire con pochi colpi aree più vaste con ordigni specifici per svariate esigenze. Inoltre, come nel caso delle "bombe", la moderna tecnologia ha portato a sviluppare anche ordigni d'artiglieria "intelligenti" che hanno un qualche sistema di "autoguida" per dirigersi in modo più o meno autonomo sul bersaglio migliorando enormemente la precisione del tiro (un esempio di tale tipo di munizionamento sono i proiettili in corso di sviluppo c/o la ditta costruttrice italiana OTO Melara per il loro uso nei pezzi navali da 76 mm e da 127 mm nel ruolo antiaereo e controcosta)
  • Razzi: armi esplodenti "da lancio" che sfruttano il motore a razzo incorporato per dirigersi verso il bersaglio. In queste armi non sono presenti sistemi di guida per variarne la traiettoria balistica (anche se la moderna tecnologia permette la costruzione di testate belliche che contengono più "submunizioni" che possono anche avere un sistema di guida autonomo), per cui occorre calcolare esattamente la traiettoria che seguiranno prima di lanciarli, altrimenti non si colpirà il bersaglio. I razzi possono essere per uso d'artiglieria, (come per esempio nei sistemi lanciarazzi russi Katyusha della seconda guerra mondiale o come nei sistemi moderni MLRS o Firos 25 e 50), per uso individuale (come quelli a carica cava per uso anticarro sparati dal Bazooka americano o dal Panzerschreck tedesco nella II GM, nonché dai più moderni Carl Gustav svedesi o dai sistemi AT4 svedesi/americani) e per uso aereo (i razzi sparati da aerei ed elicotteri, normalmente verso bersagli di superficie).
  • Missili: esattamente come i razzi, sono armi esplodenti che sfruttano il proprio motore per dirigersi verso il bersaglio; sono però dotate di sistema di guida (può essere sia autonomo che dipendente dall'esterno, così come può essere misto con entrambe le possibilità di guida) oltre che di superfici aerodinamiche mobili: questo permette di dirigersi anche verso bersagli che effettuano movimenti random non preventivabili ed in ogni caso, possono correggere la propria traiettoria durante il volo di avvicinamento raggiungendo una precisione enorme. A seconda della piattaforma di lancio e del tipo di bersaglio per la distruzione del quale sono stati costruiti, avremo i missili terra-aria o SAM (Surface to Air Missile) che dal suolo vengono lanciati per abbattere aerei nemici, missili aria-suolo o AGM (Air to Ground Missile) che viceversa, vengono lanciati dai velivoli per colpire bersagli terrestri, missili antinave o ASM (Anti Ship Missile) nati per colpire e possibilmente affondare bersagli navali, missili terra-terra nati per colpire bersagli terrestri partendo da lanciatori terrestri ed infine i missili aria-aria o AAM (Air to Air Missile) che vengono lanciati da velivoli per colpire altri velivoli.


Armi di distruzione di massa

Sono armi progettate per causare distruzione in un ampio raggio geografico; In italiano è d'uso la dizione armi NBC dalle iniziali Nucleari, Batteriologiche, Chimiche. In inglese la sigla attualmente più usata è WMD, Weapon of Mass Destruction (arma di distruzione di massa), ma sono usati anche NBC e ABC (dove "A" sta per Atomic).
Lo scopo di queste armi non è tanto quello di colpire un obiettivo preciso quanto di distruggere quanti più edifici e mezzi e/o uccidere quante più persone possibile, indiscriminatamente e senza alcuna distinzione fra militari e civili: l'area colpita da esse è infatti tanto vasta, e gli effetti tanto duraturi nel tempo, da impedire il ritorno ad una vita normale nell'area colpita per anni o per decenni, da parte di chiunque. Vengono anche definite armi della fine del mondo, perché un loro uso massiccio su vasta scala, per esempio in una ipotetica terza guerra mondiale, avrebbe una buona probabilità di provocare l'estinzione della specie umana e di buona parte delle piante e degli animali superiori dal pianeta. L'utilizzo più comune di tali armi è la deterrenza, ovvero non sono fatte per essere usate ma per minacciare ritorsioni o attacchi.






Armi improprie

Come detto, sono considerati armi improprie oggetti costruiti con uno scopo utilitario, diverso da quello dell'offesa alla persona.
L'età contemporanea offre molti oggetti che posseggono un potenziale offensivo, e che quindi si prestano a diventare armi improprie. Si possono citare coltelli e altri arnesi da cucina, sostanze chimiche sia di sintesi che naturali, utilizzate per i motivi più vari e che possono essere usate per nuocere ad una persona, automobili e altri mezzi di trasporto con i quali è possibile provocare volontariamente incidenti, elettrodomestici, l'energia elettrica sia domestica che industriale: in breve è un'arma impropria qualunque strumento costruito per uno scopo non offensivo ma che può essere usato come arma qualora lo si voglia.


Armi difensive

Vengono chiamati impropriamente armi (visto che non servono per offendere) difensive passive quegli oggetti indossabili atti a proteggere l'indossatore, per cui sono chiamate anche protezioni individuali. Quelle antiche, sono la corazza, l'elmo, lo scudo e tutte le altre parti che difendevano la persona da capo a piedi. Esse erano di forme svariatissime a seconda dell'epoca di costruzione e della nazione.
Quelle moderne si riducono all'elmetto, adottato per la prima volta nella prima guerra mondiale da tutte le nazioni. Durante quel conflitto, vennero usati anche "scudi" individuali che proteggevano gli uomini che avevano il compito di avvicinarsi alle trincee nemiche per tagliare il filo spinato che le proteggeva, oltre a venire impiegate anche corazze metalliche a forma di corpetto per proteggere "Arditi assaltatori" e "guastatori": da queste corazze, impiegando nuovi materiali quali Kevlar e piastre in ceramica balistica, si è giunti ai moderni giubbotti antischegge ed ai giubbotti antiproiettile.
Altro elemento importante è stato il sacchetto a terra che si trasporta vuoto e si riempie sul posto per creare una postazione difensiva fissa, utilizzato nelle trincee e nelle fortificazioni.


Armi sportive

Sono armi concepite per attività sportiva, quali il tiro a segno. Queste armi si contraddistinguono da quelle da guerra o quelle comuni per la loro meccanica più sofisticata, i sistemi di mira più precisi, le impugnature regolabili ed altri accorgimenti che ne fanno delle armi adatte all'esercizio dello sport del tiro. Esempio tipico sono le armi ad aria compressa.


Armi da caccia

Le armi da caccia in Italia possono essere detenute con regolare denuncia in numero illimitato. Sono armi da caccia tutte le armi lunghe che camerano cartucce di calibro uguale a 5,6 mm e bossolo lungo almeno 40 mm e quelle di calibro superiore senza limite alla misura del bossolo. Non sono armi da caccia le armi corte e quelle lunghe di calibro inferiore a 5,6mm.





Armi proibite in guerra

Sono armi che sono proibite in base a trattati internazionali. La violazione di simili trattati è considerata dagli stessi considerarsi crimine di guerra, punibile da un tribunale internazionale alla fine delle ostilità.
Divieti analoghi esistevano fin nelle più antiche usanze di guerra, come risulta dai codici indiani ed ebraici. Quei codici consideravano da proibirsi le frecce dentate e le armi con la punta avvelenata e facevano divieto di uccidere gli inermi o coloro che si arrendevano, e di incendiare o distruggere senza assoluta necessità. Era inoltre, nel medioevo, proibito l'utilizzo dell'arbalesta, o comunque lo si riteneva scorretto, in quanto poteva uccidere facilmente un cavaliere con molta più esperienza del tiratore.


Sistema d'arma

Per sistema d'arma si intende l'associazione tra l'arma vera e propria e un dispositivo ancillare, ad esempio, un veicolo (anche convenzionale), contenitore, apparecchiatura di osservazione (radar) o personale di servizio, adatti alle condizioni di battaglia, che permettono di aumentare le prestazioni dell'arma, rendendola ad esempio mobile o aumentando il numero di colpi. Ad esempio, un cavaliere con la corazza, il suo scudiero e rispettivi cavalli (che portano scudi, lance, vivande, ecc.), costituiscono un sistema d'arma.
Altrettanto lo sono un cannone, il camion che lo rimorchia, altri camion con le munizioni, le munizioni stesse, gli inservienti al pezzo ed eventuali elicotteri o jeep di avvistamento nella prima linea, e le radio per comunicare. Un sommergibile nucleare, con i suoi missili SLBM sono un sistema d'arma. Lo sono anche missili come l'SS-26 Stone e il suo lanciatore, così come anche il laser Boeing YAL-1 e l'aereo che lo contiene, derivato dal convenzionale Boeing 747.


La legislazione internazionale

In base a diversi trattati, accordi e convenzioni internazionali, l'utilizzo di particolari armi può essere limitato oppure vietato. Ricordiamo in proposito la dichiarazione di San Pietroburgo del 1868, proibisce i proiettili esplodenti di peso inferiore a quattrocento grammi.
Tra i tratta più famosi abbiamo la convenzione dell'Aia del 1899, la convenzione dell'Aia del 1907, le varie convenzioni di Ginevra, nel trattato navale di Washington del 1922. Nella seconda metà del XX secolo dopo la guerra del Vietnam è stato proibito anche l'uso del napalm; ricordiamo poi la convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali del 1980, della convenzione sulle armi chimiche del 1993 e del trattato di Ottawa del 1997 sull'utilizzo delle mine antiuomo.


Le legislazioni statali

Tutti gli Stati nel mondo posseggono legislazione in materia; le armi, generalmente sono utilizzate dalle forze armate e dalle forze di polizia, tuttavia spesso la legge prevede anche la possibilità di utilizzo da parte di privati, previo rilascio di una particolare autorizzazione, detta genericamente licenza di porto d'armi.