lunedì 30 novembre 2015

Han Qingtang

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Han Qingtang (nome in Pinyin di 韓慶堂; Jimo, 1901 – 1976) è stato un artista marziale cinese, che ha avuto numerosi allievi a Taiwan e fondatore di un sistema che riunisce le sue svariate esperienze detto Beishaolin changquan.
Nato a Jimo nel 1901. Nella sua zona di origine apprese Meihuaquan, Jiaomen changquan, Yangshi Taijiquan, Hebei Xingyiquan, ecc. In particolare nella sua gioventù ha avuto tre maestri:Jin Penhe, Zhang Binzhang e Shen Maolin. Nel 1928 è membro importante del Zhongyang guoshu guan di Nanchino. Nell'esercito ottiene il grado di generale. Nel 1949 si rifugia con l'esercito di Chiang Kai Shek a Taiwan dove continua a lavorare per l'Accademia Centrale di Polizia "Guomindang Zhongyang Jingguan Xuexiao". Sempre nel 1949 è tra i primi membri della KFROC Muore nel 1976. È famoso per le sue tecniche di Qinna, tanto che Robert W. Smith gli dedica " Han Qingtang and his seizing art" ed un capitolo nel suo "Chinese boxing: master and methods" Ha un ottimo rapporto di amicizia con Wu Tipang. Pratica ed insegna anche Yangshi Taijiquan ed in particolare una forma 108 figure. Tra i suoi allievi più famosi ci sono: Wang Jianxu 王建緒, Shen Maohui 沈茂惠, Jiang Changgen 姜長根, Tang Kejie 唐克杰, Meng Xianming 孟憲明, che vennero chiamati le "Cinque tigri della scuola di Han", Hanmen wu hu 韓門五虎.

domenica 29 novembre 2015

Phurba

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Il phurba in sanscrito detto Kīla, è un pugnale tibetano o nepalese, costituito da tre lame e da un'impugnatura, sovente decorata, usato per i rituali, ma non per i sacrifici. Il phurba è, molto spesso, impugnato da terrifiche divinità buddhiste.


Etimologia

La maggior parte delle conoscenze sul pugnale indiano, lo si deve alla cultura tibetana. Studiosi come F. A. Bischoff, Charles Hartman e Martin Boord, hanno mostrato che la letteratura tibetana ritiene che la parola sanscrita per il termine "phurba" sia "kīlaya". Comunque, lo stesso Brood afferma che, "tutti i dizionari e opere in sanscrito concordano sul fatto che la parola sia 'kīla' o 'kīlaya'. La discrepanza è dovuta all'uso indiscriminato, da parte dei tibetani, del singolare dativo 'kīlaya'. Questa forma è comune nel semplice saluto 'namo Vajrakīlaya', omaggio a Vajrakīlaya, dal quale potrebbe avere avuto origine, data la poca familiarità con il sanscrito, poiché il nome della divinità è in realtà, Vajrakīlaya invece di Vajrakīla. Dovrebbe anche essere notato che il termine (vajra)kīlaya si riscontra frequentemente nei testi sanscriti, così come in quasi tutti i kīlamantra, legittimamente usato come verbo, il cui significato è: 'pungere', 'trafiggere', 'Inchiodare', ecc."

Fabbricazione e componenti

Il Phurba viene realizzato secondo stili e materiali diversi. Essendo dotato principalmente di tre parti distinte, pomo, manico e lama, i phurba sono spesso segmentati su entrambi gli assi orizzontali e verticali, anche se si possono trovare importanti eccezioni. Questa disposizione compositiva mette in evidenza l'importanza numerologica e l'energia spirituale legata ai valori numerici interi del tre e del nove. Questo pugnale inoltre può essere costituito e costruito di diversi materiali, come legno, metallo, argilla, osso, gemme, corno o in cristallo. I Kīla o Phurba in legno sono preferiti dagli sciamani in quanto ritenuti conferire benefici energetici e curativi. Come la maggior parte dei tradizionali strumenti tibetani di metallo, vengono spesso realizzati in ottone e ferro meteorico più specificatamente tectiti, aventi spesso un alto contenuto di ferro. Il ferro meteorico era molto apprezzato in tutta l'Himalaya, dove venne incluso in sofisticate leghe polimetalliche, come la Panchaloha ad uso rituale. Il pomo del Phurba viene intagliato per rappresentare diversi simbolismi: più spesso con le tre facce della divinità Vajrakīla: una gioiosa, una pacifica, una arrabbiata, oppure con uno degli otto simboli fondamentali del buddhismo tibetano conosciuti come Ashtamangala, ancora, con il volto della divinità, Ishtadevata, conosciuta anche come Ydam, infine, tra le altre possibilità, con il muso di un leone o con un modellino in scala di stupa. Il manico viene spesso rappresentato con dei vajra, o con delle decorazioni geometriche. Il pugnale in genere ha una forma triplice, comune sia nel pomo che nella lama, solitamente formata da tre aspetti triangolari o facce, che si congiungono in punta. Questi aspetti rappresentano il potere della lama di trasformare le energie negative, note come "tre veleni" o "radice avvelena", in sanscrito, mula klesha: ignoranza, desiderio/attaccamento e avversione/rabbia.

Uso rituale

Nel 2008 Cantwell e Mayer hanno analizzato una serie di testi recuperati da diversi manoscritti ritrovati nel sito di Dunhuang che descrivono l'utilizzo rituale del Phurba. Secondo questi il pugnale è una delle variegate rappresentazioni iconografiche di divini "attributi simbolici" posseduti sia da divinità del Buddhismo Vajrayana che da divinità Indù. Quando tale pugnale viene consacrato, e associato per l'uso, la Kīla diviene manifestazione del Nirmanakaya di Vajrakīlaya. Uno dei principali rituali con il Kīla al fine di realizzare la sua "essenza-qualità" consiste nel perforare la terra. Comune nelle tradizioni sciamaniche himalayane, è il penetrare verticalmente in un paniere, in una ciotola di riso, se il kīla è fatto di legno. Notare che i termini impiegati per la divinità e per lo strumento sono intercambiabili. Alcuni studiosi ritengono che, per la maggior parte della cultura sciamanica Nepalese, il Kīla sia collegato all'"albero del mondo". Il pugnale viene inoltre utilizzato in un rituale atto a consacrare un terreno alla preghiera. L'energia del Kīla, infatti, è feroce, arrabbiata, acuta, penetrante, paralizzante.

Il simbolismo e l'Akasha

Il Kīla simbolicamente collega lo spazio della conoscenza, in sanscrito, Akasha, con la terra, creando un continuum energico. Il Kīla, in particolare quelli in legno, sono utilizzati nei rituali di guarigione sciamanica, per armonizzare l'energia della cura, e spesso fanno riferimento a due Nāgas intrecciate sul manico, elementi che ricordano la figura di Esculapio, del Caduceo, e di Hermes. Il pugnale rituale riporta spesso immagini di Ashtamangala, di svastiche, e/o altri simboli sacri tibetani, iconografie e/o motivi Tantrici o Indù. Come strumento di esorcismo, il Kīla può essere impiegato per trattenere sul posto demoni o forme pensiero, in modo che possano essere riorientati e tramutati.

L'esoterismo del Phurba

Da un punto di vista esoterico, il Kīla può servire per individuare e definire energie negative provenienti dal flusso mentale di una forma-pensiero, compresa la forma-pensiero generata da un gruppo. Il Kīla come rappresentazione iconografica è direttamente correlata a Vajrakilaya, una divinità furiosa del buddismo tibetano, che spesso è visto con la consorte di Diptacakra. Questa divinità è incarnata nel Kīla come mezzo di distruzione, nel senso di finalizzazione e quindi liberare violenza, odio e aggressività, mentre il pomello possa essere impiegato nelle benedizioni. Quindi il Kīla non viene materialmente considerata un'arma, ma un mero complemento spirituale.

Il Diamantine Dagger of emptiness

Il Kīla viene associato all'epiteto di "Diamantine Dagger of emptiness". La magia del Magical Dagger proviene dall'effetto che l'oggetto materiale possiede sul regno dello spirito. L'arte di maghi o lama tantrici risiede nella loro capacità visionaria per comprendere l'energia spirituale dell'oggetto materiale e volontariamente si concentrano in una determinata direzione nell'uso tantrico del phurba: questo comprende la cura della malattia, l'esorcismo, l'uccisione dei demoni, la meditazione, le consacrazioni o puja, e le meteo-realizzazioni. La lama del Phurba viene utilizzata anche per la distruzione delle potenze demoniache. L'estremità superiore della phurba viene utilizzato dai maestri tantra per le benedizioni.



Il guru scorpione

Nella biografia di Padmasambhava si racconta di come il Maestro abbia ricevuto le Siddhi da un gigantesco scorpione dotato di nove teste, diciotto pinze e ventisette occhi. Questo Scorpione rivela da un testo scritto la presenza di un Kīla da una finestra di pietra triangolare, nascosti sotto una roccia nel cimitero. Come Padmasambhava legge questo testo realizza spontaneamente la comprensione simbolica dello scorpione, rivelato quale veicolo o yanas di realizzazione spirituale. Nella città indiana di Rajgriha, al Maestro Padmasambhava viene attribuito il titolo di "Guru Scorpione", e in una delle sue otto forme di "Drago guru", "Drago Pema", "Loto Irato", viene raffigurato con uno Scorpione nella sua mano sinistra. Come emblema della trasmissione del "Kīla irato", l'immagine dello scorpione ha assunto una forte significato simbolico nel precoce sviluppo della Nyingma, l'antica scuola del buddismo tibetano.

sabato 28 novembre 2015

Hiraga Genshin

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Hiraga Genshin (平賀 源信; ... – 1536) è stato un samurai giapoonese.
Hiraga Genshin era un servitore del clan Takeda durante il periodo Sengoku. Fu attaccato da Takeda Nobutora nella battaglia di Un no Kuchi del 1536 ma lo respinse e costrise al ritiro. Fu il figlio di Nobutora, Takeda Shingen, all'epoca quindicenne e chiamato 'Takeda Harunobu', che raggruppò gli uomini e li guidò alla vittoria durante la quale Hiraga perse la vita.

venerdì 27 novembre 2015

Yoshimi Inoue

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Sōke Yoshimi Inoue (井上庆身; Tottori, 27 settembre 1946 – Tottori, 1º maggio 2015) è stato un karateka giapponese, allievo diretto di Teruo Hayashi a sua volta allievo di Kenwa Mabuni fondatore dello stile Shitō-ryū.


Biografia

A 18 anni, Soke Inoue si trasferisce a Osaka per incontrare il Maestro Teruo Hayashi dove inizia ad allenarsi sotto la sua direzione per diventare successivamente istruttore. Al suo ritorno a Tottori, Soke Inoue inizia il suo programma di karate, restando fedele alla scuola Hayashi Ha Shito Ryu Kai per tutta la vita del Soke Teruo Hayashi. Con grande rispetto per il suo illustre insegnante e dei suoi insegnamenti, integrandoli con l'esperienza dei grandi maestri di karate, Soke Inoue fonda la sua scuola di karate-do, la Inoue Ha Shito Ryu Kai Keishin. Diventa così uno dei più ricercati allenatori del mondo, preparando ben 15 campioni mondiali in vari stili di karate, tra cui Mie Nakayama (4 volte campionessa del mondo), Rika Usami e Antonio Diaz. Il suo metodo personale è chiamato Inoue Ha Shito Ryu. Egli è stato anche l'allenatore del kata squadra nazionale giapponese, insignito dell'ottavo dan e membro esaminatore della JKF.

giovedì 26 novembre 2015

Kazuyoshi Ishii

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Kazuyoshi Ishii (石井 和義 Ishii Kazuyoshi; Uwajima, 10 giugno 1953) è un karateka e maestro di karate giapponese, fondatore dello stile di karate Seidokaikan e del circuito di combattimento K-1, una competizione di arti marziali internazionale che combina Muay Thai, karate, sanshou, taekwondo, kenpo, boxe e kickboxing. Il suo allenamento cominciò con il Kyokushinkai, ma formò una sua organizzazione nel 1980, promuovendo le competizioni di karate.

Biografia

Ishii nasce ad Uwajima, nella prefettura giapponese di Ehime.
Interessato al sumo e al baseball, alle scuole medie si interessò allo stile Shotokan grazie a un libro di Masatoshi Nakayama, ma un film di Sonny Chiba lo spinse ad avvicinarsi al Kyokushinkai.
Il suo allenamento da karateka cominciò con Hideyuki Ashihara e, all'età di 16 anni, istituì un dojo locale di Kyokushinkai con la supervisione del suo istruttore. Sei anni dopo, nel 1975, aprì un dojo a Osaka.
Nel 1980 fondò poi una sua propria organizzazione, la Seidokaikan Karate, nella regione del Kansai. Nel 1983, Ishii diventò il primo presidente della nuova All Japan Budo Promotion Association e la reputazione del Seidokaikan crebbe grazie alle vittorie nei tornei di karate riportate da alcuni suoi allievi, quali Masaaki Satake, Toshiyuki Yanagisawa e Toshiyuki Atokawa.
Dopo un decennio di sviluppo, Ishii organizzò il torneo inaugurale del K-1 alla Yoyogi Hall di Tokyo nell'aprile 1993.
Nei dieci anni successivi, la competizione del K-1 si espanse a 24 eventi annuali in Giappone, Europa e Nord America. Nel gennaio 2003, la rivista Black Belt nominò Ishii Uomo dell'anno 2002. Insieme a Andy Hug, Ishii sostenne la produzione di Street Fighter II: The Animated Movie creando scene di lotta con tecniche di combattimento realmente esistenti.

mercoledì 25 novembre 2015

Monte Qincheng

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Il Monte Qingcheng (in cinese: 青城山, Qīngchēng Shān) è una montagna che si trova nella provincia di Sichuan, in Cina. Secondo la mitologia taoista, qui l'Imperatore Giallo studiò con Ning Fengzhi. Nel corso dei secoli su questo monte vennero eretti numerosi templi di questa religione.
Insieme al sistema di irrigazione del Dujiangyan, nel 2000 il monte Qincheng è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Il 12 maggio 2008 questa zona è stata colpita da un violento terremoto, di magnitudo 7.8 sulla scala Richter.

martedì 24 novembre 2015

Tiger Hu Chen

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Tiger Hu Chen (cinese semplificato: 陈虎; cinese tradizionale: 陳虎; pinyin: Chén Hǔ) (Chengdu, 3 marzo 1975) è un artista marziale e attore cinese.
Tiger Chen è pupillo di Yuen Wo Ping e maestro di Keanu Reeves, ha fatto anche da controfigura a Uma Thurman.

Biografia

Primi anni

Tiger Chen nasce il 3 marzo 1975 a Chengdu nella provincia di Sichuan, dove studia Kung Fu. All'età di 18 anni entra a far parte della Sichuan Wushu Team. Successivamente vince il National Youth Martial Arts Competition.
A 19 anni Tiger si trasferisce negli Stati Uniti, dove vive in una piccola baracca di legno studia jeet kune do jujitsu e karate. Rimembrando quel difficile periodo Tiger dichiarerà: "In Cina, almeno si può praticare il Kung Fu e partecipare a tornei di arti marziali, ma negli Stati Uniti, Vi troverete a passare la maggior parte del tempo a lavare i piatti e fare il facchino." Tiger divenne studente di Yuen Woo-ping nei primi anni 2000.

Carriera cinematografica

Nel 1998 Tiger debutta nel mondo del cinema come assistente coreografo di Yuen Wo Ping in Matrix, celebre film fantascientifico che vede come protagonisti attori del calibro di Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, e Joe Pantoliano. Sul set ha avuto modo di diventare grande amico di Keanu Reeves.
Nello stesso periodo, Tiger è il coreografo delle scene di lotta in Charlie's Angels, Once in the Life (2000) e Kill Bill volume 1.
Tiger prese parte, interpretando un ruolo minore, in Matrix Reloaded, seconda pellicola della saga. Nel 2005 prende parte a House of Fury assieme a Anthony Perry, Gillian Chung, Stephen Fung e Charlene Choi. Nel 2012 il primo ruolo da protagonista in Kung Fu Man (2012) assieme a Vanessa Branch e Jiang Mengjie.
Dopo aver preso parte in numerose altre pellicole, sempre recitando ruoli minori, il 2013 è l'anno del film, ad ora più importante, e che ha fatto conoscere Tiger al grande pubblico, Man of Tai Chi, che vede il debutto alla regia del suo amico ed allievo Keanu Reeves, film in cui compaiono anche Karen Mok e Simon Yam.



lunedì 23 novembre 2015

Piede di corvo

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Il piede di corvo, o tribolo, è un dispositivo bellico di tipo passivo costituito da una specie di chiodo metallico a quattro punte o tetraedro disposte in modo che una sia sempre rivolta verso l'alto, mentre le restanti tre fanno da basamento (per questo motivo è altresì denominato chiodo a tre punte).
I primi Triboli vennero usati durante la battaglia di Gaugamela nel 331 a.C.
Utilizzato anche dai Romani come arma difensiva dell'equipaggiamento militare personale nelle legioni, era utilizzato durante gli abbordaggi dai corsari francesi nel XVI e XVII secolo; veniva gettato sul ponte della nave nemica e causava notevole scompiglio, dato che i marinai non portavano scarpe. Veniva usato anche in India per contrastare le cariche di cavalleria.
Durante i conflitti del Novecento è stato utilizzato per ostacolare i veicoli militari muniti di pneumatici.

domenica 22 novembre 2015

Hirate Hirohide

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Hirate Hirohide (平手汎秀; 1553 – 1572) fu un samurai giapponese del periodo Sengoku servitore del clan Oda. Era conosciuto anche come Hirate Norihide.

Biografia

Hirohide era figlio di Hirate Hisahide e nipote di Hirate Kiyohide (Masahide). Servì Oda Nobunaga e nel 1573 fu spedito (assieme a Sakuma Nobumori e Takigawa Kazumasu) a dare rinforzo a Tokugawa Ieyasu, che era sotto attacco delle forze di Takeda Shingen. Nella successiva battaglia di Mikatagahara Hirohide rimase immobile davanti al nemico anche quando i suoi alleati Sakuma e Takigawa si ritirarono. Le truppe di Hirohide furono sopraffate e Hirohide stesso ucciso. Si dice che Shingen inviò la testa di Hirohide a Oda Nobunaga come simbolo della loro aperta ostilità.
Hirohide morì senza un erede, e la guida della famiglia Hirate passò a uno dei nipoti di Hirate Masahide.

sabato 21 novembre 2015

Aoandon

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L'Aoandon (青行燈 lett. lanterna blu) è uno yōkai del folklore giapponese. Esso appare quando l'ultima candela dello Hyakumonogatari Kaidankai è spenta.

Caratteristiche

Nel bestiario Konjaku Hyakki Shūi (1771), Toriyama Sekien rappresenta lo Aoandon come una donna dai lunghi capelli neri, che ha due piccole corna sulla testa ed indossa un kimono bianco.

Origine

Il nome deriva dal fatto che durante lo Hyakumonogatari Kaidankai (un gioco in cui si raccontano storie di paura), era frequente accendere una lanterna di carta blu per rendere più "lugubre" l'atmosfera.




venerdì 20 novembre 2015

Ishikawa Akimitsu

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Ishikawa Akimitsu (石川 昭光; 1550 – 16 agosto 1622) è stato un samurai giapponese della fine del periodo Sengoku e l'inizio di quello periodo Edo appartenente al clan Ishikawa, più tardi servitore del clan Date.
Conosciuto anche come Jirō (次郎) o con il suo titolo di corte, Yamato no Kami (大 和 守) Akimitsu nacque nel 1550, quarto figlio di Date Harumune. I suoi fratelli includevano Rusu Masakage e Data Terumune, padre di Masamune. Akimitsu fu adottato da Ishikawa Harumitsu, il signore del distretto di Ishikawa a Iwaki. Dopo la distruzione del clan Ashina nella battaglia di Suriagehara (1589), divenne servitore di Date Masamune. Al servizio di Masamune, Akimitsu fu ammesso come capo di uno dei rami del clan Date, o ichimon-hittō (一 門 衆 筆頭).
Servì sia nell'invasione della Corea che nella campagna di Osaka.
Nel 1598, a Akimitsu fu assegnato il castello di Kakuda, con uno stipendio di 10.000 koku.

giovedì 19 novembre 2015

Xian

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Il termine xian 仙人 (pinjin=xiān, Wade-Giles=hsien) (o xianren o il più moderno shenxian), è un sinogramma composto dalle parole "persona" () e "montagna" () e che viene generalmente tradotto come "immortale" o "santo taoista". Lo si trova menzionato nel Daodejing, nello Zhuangzi e in numerosi testi taoisti del periodo dei regni combattenti. Il termine designa esseri mitologici dai poteri sovrannaturali la cui residenza è solitamente collocata in un luogo altrettanto mitico, le grotte celesti o terre della felicità o ancora isole mistiche (洞天福地 dòng tiān fú dì). Lo stato di immortalità è ciò a cui ambiscono le pratiche taoiste, accessibile attraverso pratiche spirituali. Nel Taoismo moderno la nozione di immortalità è andata evolvendosi, perdendo le connotazioni favolistiche e andando ad identificare queste creature con il termine shenxian (神仙), spirito immortale. L'obiettivo del taoista è dunque quello di raggiungere l'immortalità spirituale.

Evoluzione del concetto di xian

Generalmente impossibili da vedere nella loro forma reale, (di cui parla Ge Hong 葛洪 nel suo trattato, il Baopu Zi 抱樸子), essi possiedono la capacità di metamorfosi e di ubiquità e appaiono e scompaiono sotto forma di esseri luminosi.

Origini sciamaniche

Il concetto degli xian come spiriti della natura e patroni di essa è un residuo dell'antica religione sciamanica cinese. Gli xian, come gli Otto Immortali, possono governare gli eventi atmosferici, provocare la pioggia, le tempeste, le nuvole, il vento e sono spesso associati ad animali mitici o comuni. Nel primo capitolo dello Zhuangzi, il santo taoista appare sotto forma di un uccello che vola nel cielo con le sue immense ali piumate e di un pesce, che nuota nelle profondità marine.

Concezione taoista

Nel taoismo gli xian sono esseri che si trovano ad un livello intermedio tra l'uomo e gli shen, anche se essi stessi possono essere annoverati tra gli shen, ovvero gli dèi. Gli immortali, come le divinità, appartengono ad una realtà trascendente, e per questo sono evanescenti e non percepibili con i semplici sensi umani. Essi sono inoltre multiformi, la loro identità non è definita e la loro origine è sconosciuta. Come ogni cosa che esiste, inclusi uomini e dèi, essi fanno parte del grande ciclo del Tao, della natura, e sono sua manifestazione.
Nella religione taoista, il fine di tutte le azioni è il raggiungimento dell'immortalità. In origine la conquista dello status dell'immortalità, implicava essenzialmente delle pratiche di natura fisica, quali ginnastica, pozioni alchemiche, erbe ed elisir. Con lo sviluppo del Taoismo istituzionalizzato venne enfatizzata sempre più la condotta morale, le buone azioni e il piano spirituale, con pratiche quali la meditazione e il Qigong. Sul piano fisico si è affermato invece l'uso di diete vegane. Questa forma di alimentazione si astiene dal consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animal, e deriva principalmente da considerazioni etiche o, in misura minore, da considerazioni ambientali, salutistiche o religiose. Esistono diversi tipi di diete vegetariane, ma tutte hanno in comune il non consumo di carne di animali di qualsiasi specie(siano essi mammiferi, pesci o insetti). Una dieta latto-ovo-vegetariana non prevede il consumo della sola carne; una dieta latto-vegetariana non prevede il consumo né di carne né di latte né di latticini; una dieta ovo-vegetariana non prevede il consumo né di carne né di uova, mentre una dieta vegana esclude qualsiasi alimento di origine animale (ad esempio, si esclude anche il miele).

Gerarchie degli xian

Le gerarchie più basse, a cui appartengono gli antenati e le forme di concretizzazione del Qi non sono un pantheon ben definito, ma un pantheon variegato in continua espansione. Sopra a questa prima categoria di immortali vi sono i grandi maestri divinizzati, che si trovano ad un livello dimensionale più trascendente. Questa categoria varia generalmente da corrente a corrente, ogni scuola ha la sua classificazione. La gerarchia spirituale della scuola Shangqing 上清, è quella più definita e conosciuta.
Per la corrente Quanzhen moderna, il massimo grado di immortalità è l'immortalità dorata 金仙, un gradino sotto allo status di divinità.

Luoghi di manifestazione

Secondo le dottrine mistiche del Taoismo, gli xian, come dopotutto anche gli shen, sono soliti manifestarsi ai sensi umani in luoghi in cui il confine tra il mondo terrestre e i mondi trascendenti ad esso si assottiglia: le montagne, i mari, le isole, i fiumi, le caverne, le paludi. Esistono luoghi particolari in cui la tradizione attesta spesso l'apparizione di queste energie, ad esempio i monti Wudang. ma in quanto essi sono spiriti della natura e manifestazioni del Tao, possono essere percepiti ovunque, come nello scorrere dell'acqua o nel germogliare di una pianta.

Dimensioni mistiche

Esiste una classificazione dei mondi mistici da cui questi esseri proverrebbero. L'attuale corrente Quanzhen sostiene l'esistenza di dieci di queste dimensioni mistiche, che vengono chiamate in vari modi: grotte celesti, isole galleggianti, isole felici (十洲三島). Tre di queste dimensioni trascendenti prendono il nome di Penglai 蓬萊, Fangzhang 方丈 (menzionate entrambe dalle origini della mitologia cinese) e una terza che ha cambiato il nome da Yingzhou 瀛洲 in Kunlun 昆侖.
Mentre nel Taoismo moderno questi mondi sono considerati mistici, trascendenti e quindi non visibili, non percepibili e non penetrabili dall'uomo se non dopo anni di coltivazione del Tao, gli imperatori dell'antica Cina tendevano ad identificare questi regni con terre realmente esistenti e li immaginavano come luoghi di custodia di chissà quali tesori, tanto che l'imperatore Qin Shi Huang inviò delle spedizioni alla ricerca di questi luoghi, e soprattutto delle erbe dell'immortalità. L'antica mitologia colloca sull'isola di Fangzhang la residenza della divinità che governa gli dèi delle acque e i draghi; mentre identifica Penglai, la più importante, come il luogo di accesso ai nove cieli superiori e luogo dove risiede il guardiano di questi ultimi.

mercoledì 18 novembre 2015

Arti marziali interne ed esterne



Le Arti marziali, soprattutto quelle cinesi, sono spesso classificate in interne ed esterne.
Negli stili interni (i più antichi e contemporanei al buddismo) prevale l'insegnamento spirituale, in quelli esterni forza, potenza e velocità. Naturalmente la divisione tra i due approcci non è così netta, perché arti soprattutto esterne possono avere insegnamenti interni e viceversa.



Arti marziali interne

All'origine degli stili interni vi è probabilmente la fusione tra le pratiche meditative del Buddismo e del Taoismo con quelle marziali preesistenti dei villaggi cinesi. La meditazione richiede, infatti, la ricerca di un equilibrio sia fisico che mentale, idea poi fatta propria da altre arti marziali che hanno posto il lavoro sul baricentro fisico proprio e dell'avversario al centro delle tecniche di difesa e di combattimento.
I praticanti degli stili interni, infatti, perseguono il controllo totale e continuo del corpo che consente loro di passare con leggerezza da una tecnica all'altra, prima neutralizzando gli attacchi avversari attraverso la contrazione della propria energia per poi colpire espandendola.
Per questo motivo vedendo combattere un vero praticante di stile interno non si nota mai l'applicazione di forze, ma solo una ridirezione di quella del suo avversario, senza mai tradire, nella propria espressione o atteggiamento, i reali intendimenti e senza mai mostrare affanno fisico. I loro movimenti, sempre rilassati e morbidi, sono inoltre ottenuti dalla partecipazione di tutta la persona: un pugno nasce dal terreno e passa attraverso il corpo, con piedi, gambe, anche e spalle che lavorano separatamente ma insieme per conseguire l'effetto ricercato.
Essi cercano di conformarsi, cioè, ai principi universali che, secondo la filosofia orientale, sono all'origine di tutti i fenomeni naturali, ben concettualizzati nelle nozioni di tai ji (punto supremo in cui le forze si trasformano), wu xing (5 elementi), bagua (otto trigrammi), yi (cambiamento), qi, yin e yang, tao,...
L'allenamento degli stili interni si fonda, così, sulla ricerca della
  • immobilità, per conseguire lo stato di wu wei (non agire per meglio agire)
  • lentezza dei gesti, per ottenere l'unità tra corpo e spirito
  • rilassamento del corpo, per liberare le tensioni e permettere ai fluidi ed al respiro di circolare meglio
  • elasticità e flessibilità di movimento, per coordinare i gesti dei piedi (terra), della testa (cielo) e delle mani
  • alternanza di pieno (durezza ed esplosività) con vuoto (distensione e rilassamento)
  • introspezione, per coltivare il corpo con lo yi.
Nel XIX secolo i maestri di queste discipline si sono richiamati ai classici letterari della tradizione cinese (yi jing, dao de jing, Sun Tzu) per ritrovare nozioni di strategia ed energetici che hanno consentito di codificare per la pratica marziale degli stili interni un fondamento teorico molto importante.
In particolare, il maestro Sun Lutang (1861-1932) è stato il primo ad aver tentato una sintesi delle tre arti interne per eccellenza: taijiquan, ba qua zhang e xing yi quan.





Arti marziali esterne

Gli stili esterni impiegano forza, potenza e velocità per vincere una opposizione. Per i praticanti non è possibile passare con continuità da una tecnica all'altra perché alternano movimenti lenti con altri veloci, esprimendo potenza fisica e tempismo per colpire l'avversario là dov'è più scoperto. Per questa ragione gli stili esterni, come il Kung Fu Shaolin, ricercano lo sviluppo muscolare per dare potenza e velocità ai movimenti, resistenza fisica per evitare di andare in debito di ossigeno oltre che il condizionamento del corpo a resistere ai colpi dell'avversario per continuare a lottare senza interruzione sempre e comunque.
L'allenamento per preparare il corpo ad assorbire i colpi e continuare a combattere nonostante il dolore è il pai da gong, noto anche come l'allenamento del "corpo di ferro" (letteralmente lavoro del colpire rumorosamente), che fa parte della formazione di gran parte degli stili esterni. I primi rappresentanti furono i monaci del tempio di Shaolin che nel tempo si sono conquistati la reputazione di lottatori invincibili.



martedì 17 novembre 2015

Itagaki Nobukata

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Itagaki Nobukata (板垣 信方; 1489 – 23 marzo 1548) è stato un samurai giapponese del clan Takeda.
Nobukata servì sia Takeda Nobutora che Takeda Shingen e gli fu anche assegnato di seguire il giovane Shingen. Nel 1541 Nobutora fu estromesso dalla guida del clan, e lui servì Shingen come generale spesso guidando le truppe nelle battaglie quando Shingen non poteva. Nel 1542 uccise personalmente Takato Yoritsugu a Ankokuji, appena dopo l'assedio di Fukuyo. Nel 1545 catturò con successo il castello di Takato. Nel 1546 sconfisse Uesugi Norimasa a Usui Toge. Con queste vittorie che furono decisive per guadagnarsi il controllo dello Shinano si dimostrò un abile stratega.
Dopo queste vittorie Nobukata diventò sempre più egoista ed iniziò a compiere cerimonie di vittoria senza aver vinto concretamente le battaglie. Queste vittorie calarono rapidamente. Dal momento che Nobukata era il servitore più anziano ed aveva educato Shingen pochi criticavano le sue azioni. Nel 1547 Nobukata ed i suoi uomini furono spazzati via in una battaglia contro il clan Murakami, e senza il salvataggio tempestivo di Hara Toratane, pure Nobukata sarebbe stato in pericolo. Shingen scrisse il seguente waka a Nobukata per confortarlo:
(JA)
«誰もみよ 満つればやがて 欠く月の 十六夜ふ穴や 人の世の中»
(IT)
«Ognuno vede che anche una bella luna piena può iniziare a cambiare forma, diventando più piccola col passare del tempo. Anche nelle nostre vite umane, le cose vanno così»
Nel 1548 durante la battaglia di Uedahara, Nobutaka, soddisfatto per la presunta vittoria, tenne una cerimonia. Le truppe di Murakami Yoshikiyo si riorganizzarono e contrattaccarono, uccidendo Nobutaka e Amari Torayasu.
È anche conosciuto come uno dei ventiquattro generali di Takeda Shingen.
Il politico del periodo Meiji Itagaki Taisuke era un discendente diretto di Nobukata.

lunedì 16 novembre 2015

Hirokazu Kanazawa

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Hirokazu Kanazawa (金澤 弘和 Kanazawa Hirokazu; 3 maggio 1931) è un karateka e maestro di karate giapponese. È considerato uno dei più grandi maestri di karate mai esistiti.
La carriera marziale di Kanazawa inizia con il Judo mentre frequenta la Nippon University. Un giorno gli capitò di vedere alcuni studenti di un'altra università che praticavano il Karate e fu molto colpito dalle loro tecniche. Si trasferì quindi alla loro università, la Takushoku University, una delle più attive nella disciplina del Karate.
Kanazawa divenne ben presto l'allievo prediletto dello scomparso Maestro Shotokan, Masatoshi Nakayama (10th Dan), ed è uno dei pochi privilegiati (tuttora in vita) ad essersi allenato anche con Gichin Funakoshi, considerato il Maestro fondatore del Karate moderno.
Dopo appena un anno e mezzo ha ottenuto il grado di cintura nera 1º Dan e dopo tre anni il 2º Dan, sopravanzando così gli altri allievi con i quali aveva iniziato il corso.
Nel 1956 passò l'esame per il 3° Dan e l'esame per istruttore. Nel 1957 partecipò per la prima volta al torneo All Japan Karate Championships. In quell'occasione Kanazawa aveva un polso rotto e stava per rinunciare. Nel frattempo la madre era già in viaggio per venire a vederlo, quindi decise di partecipare ugualmente e riuscì a vincere tutti gli incontri. Da allora vinse il torneo per altre due volte consecutive.
Attualmente Kanazawa è il presidente e l'istruttore capo della più grande organizzazione di Karate Shotokan del mondo, la Shotokan Karate-do International Federation. Nell'aprile del 2000 è stato promosso al grado di 10º Dan. Nonostante la sua fama ed il suo successo, Kanazawa è una persona molto disponibile e carismatica e preferisce spendere la maggior parte del proprio tempo libero insieme ai propri allievi. È anche 2° Dan di Judo e pratica Tai Chi Chuan e Kobudo.



domenica 15 novembre 2015

Taoismo Quanzhen

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Il Taoismo Quanzhen (全真道, Quanzhen Dao, "Via della Piena Verità", o "della Realizzazione Completa") è un ordine del Taoismo sorto negli ultimi periodi della dinastia Song. Con la dinastia Jīn e con Gengis Khan, fondatore della dinastia Yuan, la scuola ebbe periodi di grande prosperità. Questa corrente ha le sue radici nell'alchimia, nell'ascesi e nelle arti marziali praticate nell'antica Cina. Il Quanzhen è presente soprattutto nel nord della Cina e i suoi membri sono dei monaci, fanno voto di celibato o nubilato e vivono in monasteri.

Principi fondamentali

Quanzhen può essere tradotto letteralmente come tutto vero e per questa ragione, è spesso chiamata la religione della verità integrale o via della completezza e della verità. In molti testi è usato anche il titolo via della completa perfezione.
La corrente Quanzhen è specializzata da un forte movimento di interiorizzazione (il vero viaggio interiore), sostiene che il punto non sta nel cercare l'immortalità fisica ma, di elevare il proprio spirito. Grande importanza ha il processo della tecnica di mantenimento del corpo, il Qigong. Qi è un termine che sta ad indicare l'energia che mantiene il corpo in vita, mentre gong significa tecnica. Il Qigong ha molto influenzato le arti marziali. Il Quanzhen è dunque principalmente improntato sulla coltivazione dell'interiorità dell'individuo, in stretta relazione al principio del Wu wei, l'azione moderata.

Il fondatore e la nascita della corrente

La corrente fu fondata da Wang Ze 王詰 o Wang Zhiming 王知明, o Wang Chongyang 王重陽 (nome religioso Chongyangzi, 重陽子). Nacque nel 1112 o 1113 da una famiglia agiata del villaggio di Liujiangcun (劉蔣村), nei pressi di Xianyang, Shaanxi. Lavorava come impiegato nell'amministrazione imperiale, finché non decise di consacrarsi alle pratiche taoiste. Nell'estate del 1159, annunciò di avere incontrato nei pressi del borgo di Ganhe (甘河) due celebri maestri immortali: Lu Dongbin e Zhong Liquan (離權). Essi insegnarono a Wang i principi del Taoismo e lo iniziarono a verità superiori mistiche e segrete.
Successivamente Wang cambiò il suo nome in Chongyangzi, Doppio Yang. L'anno seguente incontrò nuovamente uno dei due immortali il quale gli diede nuove istruzioni e predisse l'incontro di Wang con due dei suoi futuri sette discepoli, Ma Yu e Tan Chuduan. Dopo il secondo incontro Wang si ritirò in una caverna sul monte Zhongnan (終南山), dove rimase per sette anni. La leggenda vuole che rimase per tre anni nella caverna in stato di semi-morte, per poi risvegliarsi e vivere per altri quattro anni in una capanna da lui costruita e nominata capanna della completa perfezione. Una versione della sua biografia sostiene che la capanna fu il primo luogo di culto Quanzhen, e che il nome fu in realtà dato dagli sposi Ma, due dei discepoli di Wang.
Dopo il periodo eremitico incontrò i due discepoli che gli immortali avevano predetto, ovvero Tan Chuduan 譚處端 (nome religioso Changzhen, 長真) e Qiu Chuji 丘處機 (nome religioso Changchun, 長春) (1148-1227), con i quali iniziò a predicare.
Nel 1167, di fronte allo scarso successo delle predicazioni, tentò di trasmettere la sua dottrina a Ninghai 寧海, nello Shandong. Qui conobbe anche un ricco signore, Ma Congyi 馬從義 o Ma Yifu 馬宜甫 (nome religioso Danyang, 丹陽), che diventerà uno dei suoi più amati discepoli con il nome di Ma Yu 馬鈺; e conobbe anche la moglie, Sun Bu'er 孫不二, anch'ella futura seguace. In seguito seguirono tre altri discepoli: Liu Chuxuan 劉處玄 (nome religioso Changsheng, 長生), Wang Chuyi 王處 (nome religioso Yuyang, 玉陽) e Hao Datong 郝大 (nome religioso Hongning, 広寧). Questi sette primi taoisti Quanzhen, divinizzati, sono conosciuti come i Sette Maestri o i Sette immortali del Nord (Beiqizhen 北七真).
Dopo questo periodo iniziale, gli insegnamenti di Wang Chongyang iniziarono a diffondersi. In meno di un anno, erano già nate cinque istituzioni Quanzhen: la setta dei Sette gioielli (Sanjiaoqibaohui 三教七寶會), il Fiore di giada (Sanjiaoyuhuahui 三教玉華會), il Loto d'oro (Sanjiaojinlianhui 三教金蓮會), la congregazione delle Tre luci (Sanjiaosanguanghui 三教三光會) e l'Uguaglianza (Sanjiaopingdenghui 三教平等會). Il termine tre dottrine o tre vie (Taoismo, Buddhismo e Confucianesimo) riflette l'ambizione sincretica del Quanzhen, tipica dell'epoca.
Tre anni dopo nel 1169, Wang Chongyang decise di ritornare nello Shaanxi per riprendere lì la sua predicazione. Porterà con lui Qiu Chuji, Liu Chuxuan, Tan Chuduan e gli sposi Ma, lasciando Wang Chuyi e Hao Datong sul monte Kunyu (昆崳山). Morì poco tempo dopo alle porte di Kaifeng. I suoi discepoli fecero costruire un tempio in sua memoria nel suo villaggio di origine, il tempio della realizzazione del Tao di Chongyang (重陽成道宮); a Ganhe eressero un secondo tempio, il tempio dell'incontro con gli immortali (遇仙宮).

La dottrina Quanzhen

Il pensiero di Wang Chongyang mette in comunione sincretica concetti delle tre religioni cinesi; riunisce infatti il li , principio confuciano allo xing , principio naturale del Buddhismo Chán e al ming , la via eterna del Taoismo; questi concetti sono rintracciabili nei testi di Wang, il Classico della pietà filiale (Xiao Jing, 孝經) e il Sutra del diamante.
L'obiettivo della vita monastica è quello prettamente taoista, trovare la felicità vivendo in armonia con il Tao facendo circolare liberamente il Qi. Le pratiche per realizzare ciò consistono in meditazione, ginnastica leggera daoyin (道引), vegetarianesimo e Qigong.
Egli biasimava particolarmente l'alcool, i rapporti sessuali, la collera. Riteneva fondamentali la povertà in aperta controtendenza con la corruzione e ricchezza contemporanea dei taoisti

Successori

Alla morte di Wang Chongyang, Ma Yu prese il suo posto. La scuola estese le sue istituzioni allo Shandong, all'Hebei, allo Shaanxi et all'Henan. Quando Ma Yu decise di ritirarsi e tornare nel paese d'origine, il successore fu Tan Chuduan, e poi rispettivamente Liu Changsheng e Qiu Chuji nel periodo dal 1187 al 1219. Successivamente la scuola prosperò e apri centinaia di templi e monasteri, in particolare sotto la dinastia Jīn.
Nel 1219, Qiu Chuji, ormai anziano, ricevette un invito da Gengis Khan, che quattro anni prima aveva assediato Yanjing (Pechino). Partito nel febbraio 1220 con diciotto chierici alla volta di Pechino, Qiu Chuji apprese soltanto all'arrivo che il khan era partito per una spedizione in Asia centrale. Dopo un anno di soggiorno nella città, decise di rimettersi in viaggio per raggiungere il conquistatore mongolo nel Nord dell'Afghanistan. Il khan manifestò verso di lui grande rispetto e lo nominò immortale. Gengis Khan elesse il Taoismo Quanzhen a religione principale della Cina e privò il clero dell'obbligo di pagare le tasse. Donò inoltre a Qiu Chuji una parte dei giardini imperiali e il monastero del supremo fato 太極觀.
La leggenda afferma che Qiu convinse il khan a fermare i massacri che stava compiendo, e per questo venne considerato un eroe dal popolo. Le sue peripezie sono raccontate nel Viaggio in occidente dell'immortale Changchun (Changchunzhenrenxiyouji, 長春真人西遊記). Di ritorno a Pechino nel 1224, Qiu si installò al monastero che ricevette in dono. Dato che il monastero era in disuso da tempo, Qiu Chuji e i suoi monaci raccolsero fondi per il restauro e, una volta rinnovato lo rinominarono tempio dell'eterna primavera (長春宮).
Alla sua morte, nel 1227, il maestro fu sepolto nel giardino del monastero. Sulla sua tomba fu costruito un tempietto in sua memoria, il Chushuntang 處順堂.
Successivamente il monastero dell'eterna primavera andò distrutto, con la presa di potere della dinastia Ming. L'imperatore Chengzu, fece costruire al suo posto il tempio della Nuvola Bianca 白雲觀, che integrò anche il tempietto sulla tomba di Qiu, oggi chiamato Sala del patriarca Qiu (Qiuzudian, 邱祖殿).

Apogeo

Dalla morte di Qiu Chuji al 1368, la corrente Quanzhen continuò la sua diffusione, in particolare con i patriarchi Yin Zhiping 尹志平 e Li Zhichang 李志常 e i monti Wudang divennero il principale centro di attività. Il Quanzhen, con la sua espansione nel Sud, venne in contatto con un'altra corrente, che aveva parzialmente influenzato il pensiero di Wang Chongyang, la corrente Jindan, che con il tempo si fuse con il Quanzhen.
La corte imperiale continuò a manifestare il suo apprezzamento: nel 1269, i cinque fondatori (Wang e i fondatori della corrente Jindan) Wang Xuanfu 王玄甫, Zhong Liquan, Lu Dongbin, Liu Haichan e Wang Chongyang, detti i Cinque patriarchi del Nord, furono promossi a immortali, insieme ai sette discepoli di Wang Chongyang. Nel 1310.

Wang Changyue

Il Quanzhen Dao sotto i Qing visse un periodo di favoritismo grazie a Wang Changyue 王常月. A partire dal 1656, predicò con successo al tempio della Nuvola Bianca la grande regola degli immortali (Tianxiandajie, 天仙大戒).
Originario di Changzhi 長治 nello Shaanxi, Wang Changyue, il suo vero nome era Kunyang 昆陽 Ping . la sua data di nascita è ignota, ma sappiamo che in gioventù si ritirò a praticare il tao sul monte Hua.
Nel 1665 giunse a Pechino e nel 1656 fu ammesso al tempio della Nuvola Bianca. Fu molto apprezzato dall'imperatore Shunzhi che gli donò il titolo di Maestro nazionale, supremo titolo per le personalità religiose, e gli offrì per tre volte l'abito sacerdotale viola, ziyi 紫衣, simbolo di riconoscenza da parte delle autorità. Nel 1663 partì per diffondere i suoi insegnamenti a sua del Fiume Azzurro dove fece costruire tre templi, a Nanchino, Hangzhou e sul monte Wudang. Ridonò vigore alla scuola Quanzhen nei luoghi in cui era in declino. Morì nel 1680, dopo aver designato Tan Shoucheng 譚守成 come successore. L'imperatore Kangxi gli diede il titolo di grande maestro che abbraccia l'unità (Baoyigaoshi 抱一高士).
I cinque capitoli del Benzhuan 缽鑒 e del Chuzhenjielu 初真戒律 contenuti nel Canone taoista (Daozang 道藏輯要), rappresentano la somma raccolta dei suoi insegnamenti.

Correnti interne

Numerose piccole scuole taoiste si dicono legate alla tradizione Quanzhen. Dalla morte di Wang Chongyang si distingue una sottocorrente principale, la prima, fondata dai successori di Qiu Chuji è la scuola Longmen 龍門 o Porte del drago. vengono poi:
  • Huashan, Monte Hua 華山
  • Suishan Monte Sui 隨山
  • Yuxian Incontro degli Immortali 遇仙
  • Qingjing Calma e Purezza 清靜
  • Nanwu 南無
  • Yushan Monte Yu 崳山
All'inizio dell'VIII secolo, nacque il movimento Xiantiandao, fondato da Huang Dehui 黃德輝. La scuola ha influenzato la maggior parte delle nuove religioni cinesi, nate in particolare negli ultimi anni del XIX e del XX secolo, tra cui, la maggiore è la scuola Ikuan Tao.

Compilazione del Canone taoista

Uno dei maggiori contributi della corrente Quanzhen nell'insieme del Taoismo è la compilazione del Daozang, il canone taoista. Le versioni precedenti erano incomplete o andate perdute, così, nel 1224, di ritorno dall'Asia centrale, Qiu Chuji incaricherà Song Defang 宋德方 di raccogliere tutti i frammenti e le conoscenze e crearne una versione definitiva.

Templi

I principali templi taoisti Quanzhen in Cina sono il tempio della Nuvola Bianca (Baiyunguan, 白雲觀) di Pechino, il tempio dello Yang puro (Chunyanggong, 純陽宮), nello Shaanxi e il tempio di Chongyang (Chongyanggong, 重陽宮), ancora nello Shaanxi.

Taoismo Quanzhen nel Kung Fu

Come tutto il Taoismo, anche la corrente Quanzhen ha influito sul Kung Fu. La scuola è presente nel folklore delle arti marziali, in particolare nei romanzi di Jin Yong, e nei film ispirati. Non tutte queste opere sono però sempre fedeli agli avvenimenti della storia reale.