mercoledì 18 novembre 2015

Arti marziali interne ed esterne



Le Arti marziali, soprattutto quelle cinesi, sono spesso classificate in interne ed esterne.
Negli stili interni (i più antichi e contemporanei al buddismo) prevale l'insegnamento spirituale, in quelli esterni forza, potenza e velocità. Naturalmente la divisione tra i due approcci non è così netta, perché arti soprattutto esterne possono avere insegnamenti interni e viceversa.



Arti marziali interne

All'origine degli stili interni vi è probabilmente la fusione tra le pratiche meditative del Buddismo e del Taoismo con quelle marziali preesistenti dei villaggi cinesi. La meditazione richiede, infatti, la ricerca di un equilibrio sia fisico che mentale, idea poi fatta propria da altre arti marziali che hanno posto il lavoro sul baricentro fisico proprio e dell'avversario al centro delle tecniche di difesa e di combattimento.
I praticanti degli stili interni, infatti, perseguono il controllo totale e continuo del corpo che consente loro di passare con leggerezza da una tecnica all'altra, prima neutralizzando gli attacchi avversari attraverso la contrazione della propria energia per poi colpire espandendola.
Per questo motivo vedendo combattere un vero praticante di stile interno non si nota mai l'applicazione di forze, ma solo una ridirezione di quella del suo avversario, senza mai tradire, nella propria espressione o atteggiamento, i reali intendimenti e senza mai mostrare affanno fisico. I loro movimenti, sempre rilassati e morbidi, sono inoltre ottenuti dalla partecipazione di tutta la persona: un pugno nasce dal terreno e passa attraverso il corpo, con piedi, gambe, anche e spalle che lavorano separatamente ma insieme per conseguire l'effetto ricercato.
Essi cercano di conformarsi, cioè, ai principi universali che, secondo la filosofia orientale, sono all'origine di tutti i fenomeni naturali, ben concettualizzati nelle nozioni di tai ji (punto supremo in cui le forze si trasformano), wu xing (5 elementi), bagua (otto trigrammi), yi (cambiamento), qi, yin e yang, tao,...
L'allenamento degli stili interni si fonda, così, sulla ricerca della
  • immobilità, per conseguire lo stato di wu wei (non agire per meglio agire)
  • lentezza dei gesti, per ottenere l'unità tra corpo e spirito
  • rilassamento del corpo, per liberare le tensioni e permettere ai fluidi ed al respiro di circolare meglio
  • elasticità e flessibilità di movimento, per coordinare i gesti dei piedi (terra), della testa (cielo) e delle mani
  • alternanza di pieno (durezza ed esplosività) con vuoto (distensione e rilassamento)
  • introspezione, per coltivare il corpo con lo yi.
Nel XIX secolo i maestri di queste discipline si sono richiamati ai classici letterari della tradizione cinese (yi jing, dao de jing, Sun Tzu) per ritrovare nozioni di strategia ed energetici che hanno consentito di codificare per la pratica marziale degli stili interni un fondamento teorico molto importante.
In particolare, il maestro Sun Lutang (1861-1932) è stato il primo ad aver tentato una sintesi delle tre arti interne per eccellenza: taijiquan, ba qua zhang e xing yi quan.





Arti marziali esterne

Gli stili esterni impiegano forza, potenza e velocità per vincere una opposizione. Per i praticanti non è possibile passare con continuità da una tecnica all'altra perché alternano movimenti lenti con altri veloci, esprimendo potenza fisica e tempismo per colpire l'avversario là dov'è più scoperto. Per questa ragione gli stili esterni, come il Kung Fu Shaolin, ricercano lo sviluppo muscolare per dare potenza e velocità ai movimenti, resistenza fisica per evitare di andare in debito di ossigeno oltre che il condizionamento del corpo a resistere ai colpi dell'avversario per continuare a lottare senza interruzione sempre e comunque.
L'allenamento per preparare il corpo ad assorbire i colpi e continuare a combattere nonostante il dolore è il pai da gong, noto anche come l'allenamento del "corpo di ferro" (letteralmente lavoro del colpire rumorosamente), che fa parte della formazione di gran parte degli stili esterni. I primi rappresentanti furono i monaci del tempio di Shaolin che nel tempo si sono conquistati la reputazione di lottatori invincibili.



giovedì 12 novembre 2015

Baimeiquan






Il Pugilato delle Sopracciglia Bianche (pai mei ch’uan?, 白眉拳, báiméiquán?) , più conosciuto in occidente nella traslitterazione cantonese Pak Mei Kuen (o soltanto Pak Mei), è uno stile di arti marziali cinesi catalogato come Nanquan, la cui creazione è attribuita ad un monaco taoista detto appunto Pak Mei (o Pai Mei o Bai Mei) (白眉, “sopracciglia bianche”, nome religioso completo Baimei Shangren 白眉上人) che sarebbe vissuto sulle montagne Emei nel Sichuan.



Origini e Storia

Secondo alcuni Bai Mei avrebbe trasmesso questo stile a Zhang Liqian (张礼钱, Cheung Lai
Chuen ), un suo discepolo.



Lin He

Per Jose Carmona il personaggio storico che più attendibilmente potrebbe aver fondato questo pugilato è Lin He (林合, 18311908), nativo di Lianghuaxu (梁化墟) del distretto di Huidongxian (惠东县) nella provincia del Guangdong. Questa convinzione nasce da fonti storiche e da racconti che affermano che circa nel 1849 un monaco del tempio Shaolin del Fujian, Huang Lianjiao (黄连矫), ripresa la vita secolare si sarebbe trasferito a Lianghuaxu dove insegnò lo Shaolin Wugong a Lin He. Lin He insegnò a sua volta a Lin Qingyuan (林庆元) che apparteneva allo stesso clan. Lin Qingyuan trasmise poi le sue conoscenze a Lin Yaogui (林耀贵) che fondò il Longxingquan. Lin He studiò arti marziali con Huang Lianjiao per dieci anni. Discepoli famosi di Lin He furono: Qin Chengjiu (秦程九), Liao Jindai (廖锦带), Zhang Liquan (张礼泉), ecc.



Foshan Baimeiquan

Secondo il lignaggio tramandato a Foshan, Bai Mei è considerato prima generazione e fondatore (in cinese 祖师, zushi); il monaco buddista Guang Hui (廣慧禪師) è il maestro di seconda generazione; alla terza ci sarebbe il monaco buddista Zhu Fayun (祝法雲禪師, oppure 竺法雲禪師); alla quarta viene inserito Zhang Liquan (張禮泉) che probabilmente è la stessa persona del sopraccitato Zhang Liqian. La quinta generazione è rappresentata da Xia Hanxiong (夏汉雄) e la sesta da Chou Wu (仇乌). Attualmente la scuola di Baimeiquan di Foshan è tramandata da due discendenti: Liu Shaoliang (刘少良), detto Liu Bo (刘伯), e Chou Taisheng (仇太生), detto Lao Chou (老仇, vecchio Chou) che sono settima generazione, ma esistono molteplici praticanti disseminati nei vari continenti .



Caratteristiche Tecniche e Forme

Per Carmona, la tecnica del Baimeiquan è descritta con la frase “shou cong xiong kou fa, li cong yao ma sheng”; cioè “le mani spuntano dal petto e dalla bocca, la forza è generata dai fianchi e dal passo del cavaliere”. Un'altra frase che descrive lo stile è Si gang shi rou, si rou shi gang, Gangrou bingyong 似刚实柔,似柔实刚,刚柔并用 (Quando sembra inflessibile in realtà è morbido, quando sembra morbido in realtà è inflessibile, l'inflessibile ed il morbido sono utilizzati insieme). Nel Baimeiquan i Wuxing sono collegati ai Passi (Bu, - corrispondenti all'elemento Metallo, ), all'Energia Interna (Qi, - corrispondente all'elemento Legno,), al Corpo (Shen, - corrispondente all'elemento Acqua, ), alle Mani (Shou, -corrispondente all'elemento Fuoco, ), allo Spirito (Shen, - corrispondente all'elemento Terra,). I principali Taolu a mano nuda di questa scuola sono:
  • Piccola Croce (hsiao shi tzu, 小十字, xiǎoshízì);
  • Grande Croce (ta shi tzu, 大十字, dàshízì);
  • Tre Porte ed Otto Trigrammi (san men pa kua, 三门八卦, sānménbāguà);
  • La Tigre Feroce Esce dalla Foresta (meng hu chu lin?, 猛虎出林, měnghǔchūlín);
  • Nove Passi che Spingono (chiu pu tui, 九步推, jiǔbùtuī);
  • Lavoro dei Diciotto Passi Ponte (shi pa mo chiao kung, 十八摸桥功, shíbāmōqiáogōng);
  • Demone della Terra (ti sha, 地煞, dìshà);
  • Monaco Pazzo (feng seng, 疯僧, fēngsēng);
  • Fiore di Prugno dei Sette Punti (chi tian mei hua, 七点梅花, qīdiǎnméihuā);
Quelli con le armi:
  • dandao della Fenice Volante (fei feng tan tao, 飞凤单刀, fēifèngdāndāo);
  • shuangdao della Fenice Volante (fei feng shuang tao, 飞凤双刀, fēifèngshuāngdāo);
  • Bastone della Grande Strategia di Battaglia (ta chen kun, 大阵棍, f dàzhèngùn).
Secondo Ah Lun non ci sono molte forme nel Baimeiquan. A livello elementare si apprende il Chi-pu ch’uan (Zhibuquan 直步拳). A livello intermedio si studiano il Chiu pu t’ui (Jiubutui 九步推) ed lo Shi pa mu (Shibamo 十八摩). Meng hu ch’u lin (Menghu Chulin 猛虎出林) e Wu hang mu (Wuxingmo 五行摩) rappresentano il livello più alto degli apprendimenti di questo stile e dovrebbero essere insegnati solo dopo sei o sette anni di pratica. La forma Menghu Chulin è stata creata da Zhang Liquan in tarda età e la sua tecnica prevalente è Pohubu (迫虎步) . Wuxingmo allena la coordinazione dei movimenti delle braccia con la tecnica di gamba Dingpanjiao (丁板脚). Li Hanming afferma che il Baimeiquan è anche una scuola interna (Neijia) che include questi esercizi: Baimei Qiankun Hunyuan Jingang Qigong (白眉乾坤混元金刚气功, Lavoro Energetico dell'Attendente di Buddha e del Caos Primordiale e del Cielo e della Terra di Bai Mei), Si nei biao jin (四内标劲, energia dei quattro segni interiori), Bashi (八式, otto posture),Liu jin (六劲sei energie), Shiba fa (十八法, diciotto metodi). Sebbene la pratica del Baimeiquan sia anche esterna, per Li Hanming la componente interna è più importante. Questi alcuni esercizi che uniscono interno ed esterno: Tiebushan Jinzhongzhao (铁布衫金钟罩),Tiesha zhang (铁砂掌),Baimei Qigong Sanguan Li (白眉气功三关力). L'allenamento solo esterno prevede Cuo Qiao (搓桥), Da Zhuang (打桩), Duilian (对练), Tiehuan Gong (铁环功), ecc.



Bai Mei in Vietnam ed in Italia

Baimeiquan è tradotto in Vietnamita Bạch Mi quyền. Baimeipai (Scuola di Sopracciglia Bianche) viene reso in Vietnamita Bach Mi Phai. Nel 1955 Tang Khai Minh, si trasferisce a Saigon (oggi Hochimin City). Egli era allievo di Zhang Liquan (ritradotto poi in vietnamita in Trương Lễ Tuyền) e trasmise il Baimeiquan in questa nazione. Lo stile fa la Sua comparsa in Italia grazie all’insegnamento del M° Tran Ngoc Dinh che è stato allievo diretto del M° Tai Chuc Cam.
Questa una trasposizione dei nomi Cinesi in Vietnamita:
  • Baimei Daoren: Bạch Mi đạo nhân
  • Guang Hui: Quảng Huệ
  • Zhu Fayun: Trúc Pháp Vân
  • Jiǔbùtuī: Cửu Bộ Thối
  • Shíbāmōqiáo: Thập Bát Ma Kiều
Questi alcuni nomi di forme che appartengono alla pratica Vietnamita:
  • Shíshīgōng (石狮公, parco del Leone di Pietra): Thạch Sư Ông
  • Dàsān wèn (大三问, tre grandi domande) Đại Tam Vấn
  • Sān gōng (三公, tre alti ufficiali)Tam Công 三公
  • Sìmǎliánhuán (四馬連環, quattro cavalli imbrigliati): Tứ Mã Liên Hoàn