giovedì 24 dicembre 2015

Arte marziale ibrida



Un'arte marziale ibrida (anche conosciuta in lingua inglese come hybrid fighting systems) indica arti marziali o sistemi di combattimento corpo a corpo nati dalla fusione di più sistemi differenti e che quindi incorporano tecniche o teorie da molte arti marziali particolari.



Caratteristiche

Mentre numerose arti marziali potrebbero anche prendere in prestito o adattarsi ad altre per alcuni punti, un'arte marziale ibrida vera e propria dà rilievo alle sue origini stilistiche. Un esempio di queste è il kajukenbo, nella cui pratica include specifici elementi dal karate, jūdō, jujutsu, kenpo e boxe cinese.
Altri termini come arti marziali miste e combattive forse sono a volte visti come sinonimi di arti marziali ibride, ma come termini hanno in realtà altri significati: arti marziali miste o MMA si riferiscono a un tipo di sport da combattimento in cui si incorporano tecniche da differenti discipline, mentre le combattive sono associate all'esercito degli Stati Uniti.


Esempi

Il primo probabile precedente storico dell'incrocio culturale ibrido delle arti marziali è il bartitsu, nato tra il 1899 ed il 1902 come combinazione di molte forme del jujutsu tradizionale, kodokan judo, boxe inglese, savate e stick fighting.
In tempi più recenti, invece, è stato sviluppato il kudo come arte marziale e sport da combattimento dalla fusione del karate kyokushinkai e del judo, integrandoci elementi presi anche da muay thai, kickboxing e brazilian jiu jitsu.
Alcune delle più famose arti marziali ibride vennero elaborate in Giappone a partire dagli anni '70, grazie ad Antonio Inoki che organizzò degli eventi di combattimento sportivo interstile definiti Ishu Kakutōgi Sen (異種格闘技戦, letteralmente "scontri di sport da combattimento eterogenei"), in seguito conosciuti con il nome di "Shoot Wrestling", all'interno del quale era permesso usare sia tecniche di lotta (wrestling-grappling) che tecniche di "striking" (pugni-calci-ginocchiate-gomitate). Successivamente, a metà degli anni '80, partendo da questo principio di complementarità tra sport da combattimento e lotta, Sensei Satoru Sayama ideò lo Shooto, con l'intento di creare uno sport realistico che potesse competere a livello internazionale con ogni tipo disciplina marziale, "scremando" perciò nel tempo le tecniche ritenute meno efficaci e sviluppando invece le migliori. A partire dal 1989 lo Shooto divenne anche il nome di una delle prime e più importanti organizzazioni di arti marziali miste professionistiche. Parallelamente allo Shooto e allo Shoot Wrestling , le arti marziali miste giapponesi vennero conosciute per molto tempo anche con il termine Shootfighting, fino a quando tale termine non venne registrato da Bart Vale. Attualmente egli lo utilizza per descrivere la sua tecnica di combattimento ibrida derivata dalla fusione tra lo shoot wrestling appreso in Giappone e la sua esperienza nell'American Karate e nella Kickboxing. Va sottolineato che nonostante sia lo Shooto che lo Shootfighting nacquero dalla fusione di alcune delle migliori tecniche di wrestling e di striking, le tecniche e più in generale i principi e le tattiche di lotta risultano prioritari, mentre i colpi e i principi di striking ricoprono perlopiù un ruolo di secondaria importanza. Nel 1985, Caesar Takeshi ideò la Shoot boxing, uno sport da combattimento simile alla kickboxing ma che prevede anche l'utilizzo di proiezioni e tecniche di sottomissione in piedi come strangolamenti e chiavi alle braccia, ma diversamente dallo Shooto e dallo Shootfighting, essa non prevede fasi di combattimento a terra.
Alcuni considerano il sistema di combattimento Jeet kune do un'arte marziale ibrida, oltre che una filosofia. In realtà, nonostante Bruce Lee, il creatore del sistema, analizzò e apprese svariati stili di combattimento, il Jeet Kune non è un mix di tecniche prelevate dalle altre arti marziali, ma è un sistema di combattimento autoctono che possiede una propria struttura ed è costituito da principi e tecniche peculiari . Nonostante ciò, rimane comunque evidente che la Boxe, la Scherma e il Kung fu abbiano enormemente ispirato Lee nella sintesi, intuizione ed elaborazione del Jeet Kune Do.
È corretto invece considerare un'arte marziale ibrida il Jun Fan Gung Fu, ciò che Bruce Lee praticava prima di sintetizzare il JKD.

giovedì 3 dicembre 2015

La Serbia chiede aiuto a Seagal: "Addestra le nostre forze speciali"



Attore, artista della arti marziali e produttore cinematografico. Questo è Steven Seagal, l'uomo che negli anni e nei film ha salvato il mondo più e più volte.
Come riporta il quotidiano britannico, Independent una nuova sfida attende l'attore cintura nera 7º Dan di Aikido, e primo straniero ad aprire un dojo ad Osaka in Giappone.
Infatti, al 63enne attore americano sarebbe stato proposto l'incarico di addestrarele forze speciali serbe nell'arte marziale giapponese dell'Aikido. Seagal è stato ospite per alcuni giorni a Belgrado, dove ha incontrato il primo ministro serbo Aleksandar Vucic e il presidente filo-russo Tomislav Nikolic. Nella capitale serba ha ricevuto un premio per motivi umanitari. In passato anche il presidente della Russia ha avuto l'onore di essere premiato con lo stessa onorificenza. "Per me è un onore ricevere lo stesso premio di Putin, amo la Serbia e i suoi abitanti " ha dichiarato l'attore.
L'onorificenza in questione è quella Fondazione Karic, diretta da Bogoljub, il dissidente serbo che evitò il carcere per corruzione e appropriazione indebita di fondi statali ottenendo asilo politico in Russia. Un aiuto che i serbi spreano si ripeti, infatti Putin sarebbe grande amico di Seagal, e potrebbe fare da mediatore. Pare che convincere l'attore americano non sia facile. Più che altro Seagal avrebbe impegni di tipo cinematografico per il 2016 che impedirebbero di accettare la proposta dei serbi.