mercoledì 24 febbraio 2016

Qi Gong

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Il termine Qì Gōng si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico. Il qi gong si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l'accrescimento della propria energia interna (il Qi).

Etimologia
La parola 氣 (cinese semplificato 气, pinyin qi) significa sia aria sia spirito, esprimendo così un concetto di "soffio vitale", con un'accezione simile a quella del greco antico pnéuma (πνεῦμα) e del sanscrito prana (प्राण). La parola 功 (pinyin gōng) significa tecnica o abilità. Il termine completo qi gong vuol dire quindi tecnica del respiro o tecnica dello spirito, indicando l'arte di far circolare l'aria nel modo più adatto per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico.

Caratteristiche generali
Esistono molte tecniche diverse di qi gong. Il qi gong si può praticare in modo statico oppure in movimento e prevedere movimenti prefissati (qi gong energia lavoro). In Cina, molte forme di qi gong tradizionale sono collegate con la medicina, con correnti filosofiche come il taoismo, il buddismo e con le arti marziali.
Anche i princìpi di riferimento cambiano a seconda della finalità con cui si pratica il qi gong. Per finalità terapeutiche o igieniche il qi gong attinge ai princìpi della medicina tradizionale cinese. Se praticato con finalità spirituali, si basa su principi collegati all'alchimia cinese e alle indicazioni del pensiero spirituale o religioso a cui fa capo. Anche nel caso di pratica come arte marziale, molti stili di qi gong fanno riferimento alle corrispondenti correnti di pensiero culturali e spirituali in cui l'uso marziale si è venuto a sviluppare.
Le reazioni di fronte alla pratica del qi gong sono variegate. La maggior parte dei medici occidentali, una parte dei dottori della medicina tradizionale cinese e il governo cinese considerano il qi gong essenzialmente dal punto di vista dell'esercizio fisico, vedendolo come una pratica congiunta di tecniche di controllo di respirazione e del movimento che può contribuire a mantenere la forma e il benessere fisico. Altri si pongono da un punto di vista più metafisico, arrivando a sostenere che la respirazione e gli esercizi di movimento avrebbero un'importante influenza sulle forze dell'universo; questo risvolto del qi gong tuttavia viene generalmente considerato una credenza.

Storia
Il qi gong ha una storia molto antica, invece l'origine del qi gong moderno si colloca nel 1955 in corrispondenza dell'apertura di un ospedale di qi gong a Tangshan e della pubblicazione dei libri La pratica della terapia Qi Gong (Liao Fa Shi Jian) di Liu Guizhen e Qi Gong per la salute (Qi Gong Ji Bao Jian Qi Gong) di Hu Yaozhen.

L'influsso della medicina cinese
La descrizione di alcuni esercizi fisici atti a mantenere la salute si trova già nello Huángdì nèijīng Suwen (黄帝内经素問 Il libro interiore dell'Imperatore Giallo - Domande semplici), risalente al 200 a.C. e scritto sotto forma di dialogo tra l'imperatore e un suo consigliere. Il testo è anche il trattato di medicina cinese più antico di cui si è tramandata la versione integrale.
Nel 1973 presso il villaggio di Mawangdui 马王堆, vicino a Changsha 长沙 (capitale della provincia dell'Hunan 湖南省), vennero ritrovati all'interno di una tomba risalente al primo periodo della dinastia Han 汉朝 (all'incirca 2500 anni fa) diversi frammenti parzialmente illustrati uno dei quali mostra quarantaquattro uomini impegnati in esercizi di controllo della respirazione e del movimento. Le posizioni portano il nome di animali selvatici che simboleggiano il tipo di malessere o di malattia che l'esercizio serve a contrastare. Sebbene questi documenti rappresentino chiaramente elementi in seguito entrati a far parte del qi gong, non è tuttavia possibile desumere da essi che all'epoca esistesse già un metodo completamente strutturato.
Nella sua evoluzione, la medicina cinese ha sviluppato una concezione del corpo umano come rappresentazione di un universo in miniatura. In questo contesto, ha assunto importanza anche la funzione del Qi inteso come energia interiore la cui qualità e il cui flusso più o meno armonico influenzano lo stato di benessere o l'insorgere della malattia. Da questo filone di pensiero derivano direttamente i concetti di Yin e yang 阴阳 e dei cinque elementi taoisti.
Fu durante il periodo delle dinastie Sui 隋朝 e Tang 唐朝 (tra il 581 e il 907 d.C.) che le teorie mediche e il concetto di Qi della letteratura taoista Yangsheng si collegarono insieme a formare una vera e propria specializzazione medica.
Secondo questa teoria, il Qi è presente negli organi del corpo umano e circola al suo interno seguendo i meridiani vitali, producendo un effetto protettivo sia all'interno che alla superficie del corpo umano. Dal punto di vista della medicina, la salute è protetta e mantenuta dall'opera congiunta delle sostanze Qi, ossia Jīng (精 l'essenza), Xuè (血 il sangue) e Jīnyè (津液 letteralmente saliva o sudore, in senso più lato i fluidi corporali) e l'esercizio serve per garantire questo corretto funzionamento complessivo. L'accrescimento e il controllo del Qi acquista così un ruolo fondamentale.
Seguendo il principio che è meglio mantenere la buona salute piuttosto che curare la malattia, il qi gong terapeutico prevede un'elevata quantità di serie di esercizi finalizzati a prevenire gli squilibri del Qi. Un esempio è la serie del Dao Shi Qigong (qi gong ordinato o taoista) che prevede esercizi diversi in armonia con le stagioni dell'anno, a evidenziare l'influenza reciproca e inscindibile tra l'ambiente interiore e quello esteriore.

L'influsso del taoismo
Alle origini di quel che si definisce taoismo c'è il Dàodéjīng (道德經 Il libro del Tao), un testo risalente al 400 a.C. circa e attribuito tradizionalmente al filosofo Lǎozǐ 老子 la cui stessa esistenza è incerta. Il libro è una raccolta di pensieri di origine più antica, fino a quel momento tramandati soltanto oralmente, integrati da una serie di riflessioni a commento. I circa 5000 logogrammi di cui è composto parlano del Tao (in pinyin Dào) (道, cammino) e della virtù (德, dé), usando una formulazione enigmatica e aperta a molteplici interpretazioni. Questo carattere criptico dei contenuti è formulato chiaramente fin dalla frase iniziale del testo: "Il Tao di cui tratto non è un Tao eterno".
La civilizzazione del confucianesimo viene vista solo come un'estraneazione dall'ordine naturale. Il libro invece suggerisce uno stile di vita semplice e la cura del Qi, indicando come regola ottimale quella del non intervento (无为 wúwéi), ossia lasciare che le cose seguano il loro corso naturale. In modo ancor più radicale, il filosofo Zhuāngzǐ 庄子, nel quarto secolo a.C., si spinge a rifiutare regole e convenzioni sociali in nome della libertà dell'individuo.
Nel corso del terzo secolo a.C. si diffuse la corrente di pensiero dell'Huang Lao, basata su una combinazione degli insegnamenti medici di Huángdì 黄帝 con quelli spirituali di Laozi. In questa forma di taoismo si manifestano un forte significato politico e una certa scienza in merito alla preservazione del corpo. Nello stesso periodo di tempo, si diffuse in parallelo la convinzione che alcune tecniche di qi gong potessero portare all'immortalità fisica. L'ideale dell'immortalità in effetti è in relazione diretta con il postulato di base dell'integrità dell'ordine cosmico: il corpo continuerà a funzionare stabilmente e in modo sicuro come l'intero universo se si comprende come mantenerlo secondo le regole del Tao.
A partire dal 200 d.C., il medico Hua Tuo formalizzò così la cosiddetta "arte dei cinque animali" (五禽戲 Wŭ Qín Xì): "... gli antichi saggi curavano l'arte della respirazione. Allungavano gli arti e i lombi e muovevano i muscoli dell'addome. Così fermavano l'avanzare del tempo. Possiedo un metodo che è chiamato l'arte dei cinque animali: la tigre, il cervo, l'orso, la scimmia e l'uccello".
Fra le diverse tecniche per prolungare la vita, nel taoismo gioca un ruolo fondamentale l'alchimia. In particolare, vengono distinte due categorie: l'alchimia esterna (waidan) e quella interna (neidan). L'alchimia esterna tenta di rendere il corpo incorruttibile tramite elisir ottenuti per distillazione o miscelazione di sostanze. L'alchimia interna invece si basa su tecniche meditative e di controllo del respiro e dei movimenti del corpo per ottenere l'immortalità dello spirito. L'insieme di queste possibilità, il prolungamento della vita, il ringiovanimento e il mantenimento della salute, viene riassunto nel termine Yăngshēng (养生 nutrire il corpo), che oggi si usa anche per indicare le tecniche di Qi gong di carattere medico.
Il termine non va confuso con quello quasi analogo Yăngshén (养神 nutrire lo spirito), che si riferisce a tecniche più meditative, nelle quali l'alchimia viene intesa come mezzo di trasformazione della consapevolezza. Una delle principali scuole di questo tipo di qi gong alchimistico fu il Tai Yi Jin Hua Zong Zhi (Il segreto del fiore d'oro). La tecnica risale probabilmente al primo taoismo ed è descritta per la prima volta nei lavori di Wei Bo Yang (circa 140 d.C.). Nelle sue evoluzioni successive compare un'evidente influenza buddhista tanto che il metodo è diventato un componente importante in alcune varianti dello Zen. Questo tipo di qi gong è puramente meditativo e inizia con il controllo e il pilotaggio del respiro, senza prevedere alcun tipo di esercizio fisico. Da questa stessa tecnica, nel secondo secolo d.C., derivò una forma religiosa di taoismo (Il signore del cielo), probabilmente anche come risposta al rapido diffondersi del buddhismo.
Un ruolo importante giocava anche la cura delle malattie mediante rituali e talismani, così come erano importanti le pratiche divinatorie. A differenza del taoismo filosofico, il taoismo religioso andò sviluppando un ampio pantheon con una miriade di divinità difficilmente inquadrabili in un quadro sistematico e mentre nei templi divenne operante una forma di religiosità più popolare, nei monasteri, specie in quelli più isolati, a partire dal XII secolo si evolsero le tecniche di Yangshen Qi gong.
A partire dalla fine del VI secolo, l'impatto del buddhismo sulla vita intellettuale della Cina fu considerevole così come lo fu quello del taoismo, apprezzato e promosso soprattutto nelle classi sociali più elevate. Durante questo periodo particolarmente travagliato della storia cinese, che durò fino alla fine della dinastia Tang (907), i contenuti delle due filosofie religiose si mescolarono nel processo di collegamento con le teorie della medicina tradizionale. Fu così che pratiche rituali, ideali spirituali e tecniche di cura si combinarono insieme dando vita a una serie di nuove concezioni. Probabilmente fu proprio in questo periodo che si svilupparono gli esercizi di qi gong collegati alle stagioni dell'anno sul concetto di mantenere il qi e in generale il mondo interiore in armonia con le fasi del mondo esteriore.
All'inizio del primo millennio, lo Yuanqi Lun (raccolta di testi sul Qi originario) insiste continuamente sull'importanza di mantenere il cuore vuoto e quindi sull'efficacia degli esercizi di controllo della respirazione e del corpo come precondizione per accedere al Qi originario. Oltre al cuore, inteso come sede dello spirito, nel Qigong taoista giocano un ruolo essenziale anche i tre Dan tian e le cosiddette Piccola circolazione celeste e grande circolazione celeste. In una serie di indicazioni complesse e spesso contorte, l'adepto viene istruito a purificare il proprio qi e a fondere insieme i tre Dan tian per ricomporne l'unità originaria.
Con l'inizio della dinastia Song, le idee neoconfuciane divennero il nuovo punto di riferimento per lo sviluppo intellettuale cinese. Il qi venne così studiato in modo più sistematico e scientifico, con importanti ricadute positive sulle teorie mediche. Le pratiche taoiste rimasero confinate nell'ambito di templi e monasteri. I centri principali di questa cultura sono Wudang, nella provincia di Hubei, Emeishan nel Sichuan e Laoshan nello Shijingshan.



 

martedì 16 febbraio 2016

Ziranmen

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Lo Ziranmen (自然门, scuola naturale) è uno stile di arti marziali cinesi di cui non si conosce bene l'origine e di non facile classificazione. Secondo Ziranmen Gongfu[1] questa Scuola segue la teoria Taoista ed ha componenti sia di Waijia che Neijia. Oggi lo Ziranmen è praticato nelle province di Hunan e Fujian.

Il nome
Lo stile prende il nome di Scuola Naturale perché secondo la propria teoria il movimento deve essere rilassato e naturale (Dongzuo Qingzong Ziran 动作轻松自然).

Storia
Lo Ziranmen è stato tramandato a partire dal 1887 da Du Xinwu (杜心五, 1869-1953), un celebre pugile dell'Hunan, che lo avrebbe appreso da un certo Xu, chiamato Xu Xiake (徐侠客, Xu il cavaliere errante), o Xu Aizi e Xu Aishi (徐矮子 e 徐矮师, Xu il nano o Xu il piccolo maestro), originario del Sichuan.
L'allievo più importante di Du Xinwu è stato Wan Laisheng (万籁声).

Esercizi
Lo Ziranmen contiene una serie di esercizi di Qigong di condizionamento, di potenziamento e che lavorano sull'equilibrio. Celebre è l'esercizio in equilibrio sul bordo di una cesta di vimini, ma vengono utilizzati anche i Meihuazhuang, i sacchi di sabbia, le Zimuqiu (子母球, sfere madre figlio, per rinforzare le mani e le dita), i Sanjiaozhuang (三角桩, pali a triangolo), eccetera. In questo stile si studiano anche un Taolu, Tuifa Bashi (腿法八势), che assomiglia moltissimo al Tantui); una serie di tecniche di autodifesa dette Podi Shiwu Shi (破敌十五势, 15 forze per sconfiggere un avversario)); alcune armi: Ziranmen qiang (自然门枪); Ziranmen dadao (自然门大刀)) e Ziranmen Youlong jian (自然门游龙剑)). L'articolo Zi Ran Men Kung Fu divide il metodo di allenamento della Scuola Naturale in Allenamento Fisico, Tecniche di Combattimento e Condizionamento con l'obiettivo di migliorare la salute del corpo e della mente, invece in curriculum il programma di insegnamento è così ripartito: Fondamentali, Sequenze a Mano Nuda, Sequenze con Armi, Esercizi in Coppia, Qigong, Condizionamento, Combattimento.

domenica 7 febbraio 2016

Le rare tecniche dell'Artiglio dell'aquila


Le rare tecniche dell'Artiglio dell'aquila è un sistema di Kung Fu completo, dotato di:
  • artigli
  • parate
  • atterramenti
  • applicazioni di soffocamento
  • spazzate di gambe
  • combattimento a terra
Oltre alle artigliate, famosa tecnica di questo stile, vi sono le leve ai punti vitali di pressione e come una delle tecniche fondamentali le tecniche dei palmi taglienti.
La particolarità di quest'ultima tecnica sta nell'efficacia, visto che i movimenti delle mani utilizzando questi attacchi sono più difficili da intercettare.
La mano agisce come una lama, creando un effetto a mulinello che sferza implacabilmente l'avversario. Questo stile prevede uno speciale tipo di allenamento che si chiama "palmo di cotone".
Questo tipo di allenamento ha lo scopo di rendere queste tecniche micidiali, infierendo all'avversario danni agli organi interni, muscoli e vene, mantenendo allo stesso tempo mani e dita soffici come il cotone, ed impedendo all'opponente di ritirarsi e contrattaccare.
L'efficacia di questa letale tecnica dipende dal mantenimento della leggerezza di mani e dita mentre si permette al chi di scorrere attraverso le punte. Le maggiori tecniche del palmo nell'Artiglio dell'Aquila sono:
  • Il palmo dritto
  • Il palmo sospeso
  • Il palmo tagliente
  • Il palmo pressante
  • Il palmo continuo
La bellezza di questo sistema di combattimento la si ammira nella tecnica chiamata "fiore che cammina".
Questa prevede il movimento dei palmi in un moto circolare camminando allo stesso tempo seguendo un percorso simile.
Lo spostamento delle braccia distrae l'avversario, ignaro del fatto che voi vi apprestate ad eseguire una leva o un attacco a sue spese.
Per avere una discreta conoscenza con questo stile bisogna conoscere anche delle tecniche un pò più avanzate, divise in 4 livelli:
Il blocco ed attacco; Blocco con il palmo ed attacco con tecniche di palmo, pugni e calci.
Blocco ed attacco simultanei; Uguale a quello precedente ma con simultaneità
Attacco senza bloccaggio; Attacco all'avversario senza incorrere in bloccaggi di alcun tipo
Attacco e difesa continui; Questo è il livello più avanzato, dove il praticante ha già confidenza con i livelli precedenti e può destreggiarsi con naturalezza contro l'avversario in continuità
Il palmo tagliente non è la tecnica principale del sistema, ma è sicuramente una delle tecniche più letali ed efficaci, e rendono quest'arte una delle più dure e combattive nei sistemi di Kung Fu.


venerdì 5 febbraio 2016

PERCHÉ UN FIGHTER RESTA SENZA FIATO ANCHE SE ALLENATO PERFETTAMENTE?

Perché un Fighter Resta Senza Fiato Anche se Allenato Perfettamente?


L'importanza del fiato nello sport da combattimento

Ciao fighter, ecco qui uno degli argomenti più antipatici dello sport da combattimento, cioè la mancanza di fiato.
Se pratichi sport da combattimento, di sicuro sai meglio di me che per il fiato bisogna correre, fare gli scatti, fare ripetute al sacco e saltare la corda, fin qui nulla di nuovo, anzi.
La cosa che molti non prendono in considerazione ancora adesso però, è che tutto questo allenamento fisico perfetto, può diventare vano una volta sul ring se non vengono presi in considerazioni certi presupposti particolari.
Infatti ti sarai accorto che puoi essere allenato benissimo per fare 5 riprese a ritmo alto in palestra, e poi fare fatica a farne 3 a ritmo medio alto sul ring vero?
Bene, allora correre serve per fare fondo, cioè la base dell'allenamento, anche se a dire il vero in questi ultimi tempi mi sembra di capire che certi preparatori atletici preferiscano i circuiti in sostituzione della corsa; a mio parere personale essendo della vecchia scuola ritengo che la corsa sia essenziale, e che i circuiti siano un completamento fantastico e indispensabile, ma NON una sostituzione della corsa stessa, ma questo è un mio pensiero personale e basta, poi ognuno è libero di pensare come vuole ovviamente e fare come crede meglio.
Quindi dal mio punto la corsa è essenziale per fare fiato, scatti compresi ovvio, ma perché sia veramente efficace, serve equilibrio fisico, scioltezza e un gran dosaggio consapevole del respiro, cioè una po' di classe.






Ora ti chiedo, ti sei mai fatto queste domande:
  1. Perché in palestra ho fiato da vendere, e sul ring ho il fiatone già dalle prime riprese?
  2. Perché mi capita di perdere con avversari più deboli di me facendo un match orrendo?
  3. Perché ho paura di restare senza fiato anche se so bene di averlo?
Sono sicuro che dentro di te sai già la risposta perché dipende dalla tensione e dallo stress, cosa al quanto ovvia no? Allora, cosa succede in questi casi? Qual è il primo pensiero che viene in mente?
"Forse sono poco allenato, mi sa che devo correre di più, devo allenarmi di più."
TUTTE CAVOLATE!
  • Se sei ben allenato fisicamente, cioè se riesci a fare bene le tue riprese in palestra a palla, mi spieghi a cosa serve allenarsi per fare il doppio di riprese se tanto quando sali sul ring ti manca il fiato lo stesso perché è solo una questione mentale?
  • Te lo dico io, serve ad allenarti e stressarti a livelli altissimi inutilmente, fare tanta fatica sprecando tempo utile a NON fare quello che serve realmente.
  • Se il problema è solo mentale, a cosa serve lavorare SOLO sul corpo se poi la mente e le tue emozioni fanno da freno a mano o addirittura ti bloccano?
  • Tutti sanno che se devi fare 3 riprese, ti alleni almeno per 4 in palestra, cioè ci si allena per qualche ripresa in più perché poi sul ring c'è il fattore mentale ed emotivo, ma quanti fanno qualcosa per superare l'ansia da prestazione e gestire le proprie emozioni?
  • Quanti fanno qualcosa per riuscire a combattere sul ring come in palestra imparando le tecniche appropriate?

Nel coaching chiedo sempre gli atleti quanto danno sul ring rispetto a quando sono in palestra per capire il loro stato mentale di performance, quindi ti chiedo di fermati un attimo e rispondere sinceramente a questa domanda.
  1. Quanto riesci a dare in palestra da 1 a 100, e quanto in combattimento?
Di solito chi è sincero, dichiara di dare al massimo 50-60% in meno delle proprie capacità tecniche e fisiche rispetto alla palestra, quindi un 40% in meno circa, e tu? Hai mai fatto questa valutazione?
Allora è ovvio che in palestra riesci a fare tutte le riprese solo perché sei più tranquillo, sei senza ansia da prestazione, non carichi i colpi perché ti stai allenando e non hai paura, quindi di conseguenza riesci a respirare meglio dando più ossigenano al cervello giusto?
Durante il match invece, resti senza fiato perché l'ansia di assale, la paura di qualcosa si fa viva dentro di te, anche la semplice paura di sbagliare o di restare senza fiato, attivando dei processi interni che influenzano in modo negativo il tuo respiro e il tuo corpo, limitandolo e addirittura bloccandolo a livelli altissimi.
E si, sicuramente sai che i pensieri e le emozioni hanno un impatto potentissimo sul corpo umano, e questi vengono amplificati dal fatto che non si tratta di una performance e basta, ma sul ring hai uno davanti che te le da, e te le da forte se non stai attento, quindi le emozioni vengono amplificate al massimo dai colpi dell'avversario, influenzando maggiormente negativamente il respiro.
In poche parole, la mente influenza talmente tanto il corpo, che lo stress ti fa dimenticare di respirare durante le azioni lavorando in apnea.
E cosa succede quando sei in apnea? Non arriva più ossigeno al cervello, causando cosi dei vuoti mentali, i classici blackout che ti fanno perdere il match, che ti fanno perdere le misure con l'avversario e dimenticare i tuoi colpi migliori imparati negli anni in palestra e resi automatici.
Quando va cosi, se ti va bene è tanto se riesci a mettere in pratica quello che ti dice il tuo maestro dall'angolo, cioè se ti dice di tirare (uno due), tu tiri (uno due).
Invece quando va male, il tuo allenatore ti dice "uno due", e non vengono, anzi ti dice:
  • -"Diretto destro e gancio sinistro", e non vengono.
  • - "Attacca tu", e invece attacca il tuo avversario.
  • - "concentrati", ma non sai come fare e la confusione aumenta.
  • - "tira sciolto", e carichi i colpi sempre di più diventando prevedibile.
In pratica detto in modo brutale, tutto il tuo allenamento e le tue capacità vanno a quel paese come per magia, spariscono per il tempo del match, e poi ritornano quando non servono più, cioè quando è troppo tardi, quando ti resta solo l'amaro in bocca.
Insomma, sai di aver perso un'altra opportunità di vincere dimostrando a te stesso e agli altri che sai combattere, restando solo con il rimorso e la rabbia che si incastrano nella tua mente in modo permanente, specialmente se hai perso anche contro un avversario più debole, amplificando maggiormente le emozioni negative per NON essere riuscito a fare semplicemente quello che sai fare.
E sai cosa fa il rimorso?
TI LOGORA DENTRO E TI RENDE DEBOLE MENTALMENTE E FISICAMENTE!


Nei match successivi ti concentri sul combattimento e cerchi di fare bene a livello razionale, cerchi di non commettere gli stessi errori, ma dentro di te a livello profondo hai paura di ripetere gli stessi sbagli, indebolendo cosi il tuo assetto mentale e a sua volta la tua performance iniziando ad influenzare negativamente il respiro, dando forza al tuo lato debole vero?
Lo so, questo è DEPRIMENTE, ma purtroppo è vero!
Ricordati sempre, se respiri male, automaticamente tutto inizia ad andare male!
Un fighter dovrebbe assolutamente saper usare i vari tipi di respirazione sapientemente sia sotto stress che in stato neutro, e questo perché fare le cose in momenti neutri sono bravi tutti, anche i più stupidi, le cose cambiano completamente quando si ha uno davanti che ti riempie di botte no?
Ma tu, quanti tipi di respirazione conosci? Come li sai usare?
In molti anni di test e osservazione accurata fatta direttamente sul campo di battaglia, coniugando diverse discipline ho ricavato diversi tipi di respirazione indispensabili per aumentare le performance in combattimento, resistenza, concentrazione e forza mentale creando delle neuro associazioni potenti automatiche che non troverai da nessuna parte.
Nei training e nel coaching quando faccio fare i test con maestri e atleti professionisti con circa 20 anni di esperienza minimo, restano sempre sbalorditi nel constatare che ci si può rigenerare anche durante il combattimento usando le tecniche giuste.
Ora che hai letto, non so se stai pensando che abbia ragione oppure che sia un pagliaccio, e sinceramente non mi interessa; puoi pensare quello che vuoi, ma se lo scrivo da per tutto forse un motivo c'è no?
Puoi dire le classiche frasi:
Non serve a nulla, è impossibile, faccio questo da una vita e so tutto io, a me non servono, mah non ci credo, non ho nulla da imparare ormai ecc...
Beh, se dici questo, per me va bene, ma prima di fare queste conclusioni, fatti qualche domanda interna del perché scarti a priori questi presupposti e altri no, forse una risposta la troverai.
Non a caso tutti sanno dire respira, ma quanti ti dicono:
  • - se sei sotto pressione respira in questo modo.
  • - ora tieni il fiato fino a quando a....
  • - quando sei lontano fai quel tipo di respiro altrimenti resti senza fiato.
  • - fai cosi quando accade questo.
Lascia che ti che dica che uno degli errori più grandi che molti fanno è quello di dire su certe cose: devi fare esperienza.
Fare esperienze continue negative inutilmente vuol dire perdere le occasioni migliori e demotivarsi e basta.
Imparando le tecniche adeguate, potrai risparmiare anni di frustrazione, ti farà evitare di ripetere per anni gli stessi errori perdendo tantissime opportunità agonistiche pensando di rifarsi facendo un sacco di fatica inutilmente, cioè buttare via anni e tante occasioni.
SVEGLIATI! NON C'E' MAI UNA SECONDA OCCASIONE!


Quindi, perché i fighters restano senza fiato?
1. perché non sanno respirare nel modo giusto.
2. perché usano le parti della mente in modo scorretto.
3. perché l'ansia e le emozioni hanno un impatto potentissimo sulla perfomance
4. perché respirano poco e male.

Ora se pensi essere il tuttologo di turno e di sapere tutto su tutto, lascia che ti dica che prima di fare affermazioni cosi forti pubblicamente davanti ad atleti professionisti di alto livello e maestri, ho dovuto farmi un mazzo tanto per anni di ricerca assidua e morbosa per capire certi meccanismi mentali e fisici.
Mettiti in testa che dire: "è la tensione e basta, vedrai che passa", lo sa anche il più stupido al mondo, il problema è come e quando risolverlo, cioè tempi, test, esercizi meccanici e mentali, TUTTO!
ESEMPIO:
Quando fai questa azione devi fare questo, quando le prendi cosi, quando sei all'angolo devi fare questo, quando vai in attacco fai cosi, ecc ecc.... giusto?
Bene, sono sicuro che ora parliamo la stessa lingua, CIOE' CI VOGLIONO I FATTI PERCHE' DÌ CHIACCHERE NE ABBIAMO PIENE LE SCATOLE TUTTI!
Lascia che ti dica che i tipi di respirazione che ho elaborato in tanti anni di studio e ricerca testati su me stesso e su tanti atleti, sono molto potenti e immediati perché agiscono sulla mente a livello (meccanico), dando per forza di cose stimoli diversi al corpo per agire e reagire in modo potente e resistente, cioè RIGENERARSI.
Di solito quando faccio fare il test, mi danno confermano che hanno circa un 50% in più di fiato rispetto al modo classico, e questo ovviamente da atleti che hanno circa 20 anni di esperienza, quindi non ho nessuna possibilità di dire menate perché mi taglierebbero le gambe immediatamente no?
Ora come al solito, se sei il classico genio che sai tutto di tutto dirai che tanto non serve a nulla, che sono tutte stronzate o altro; beh, sei libero di pensarla come vuoi, per me va bene.
Ma se invece sei l'atleta che vuoi imparare a sfruttare completamente il tuo potenziale umano imparando le tecniche giuste per sfruttare al massimo il tuo allenamento in combattimento, allora non mi resta una sola cosa da dirti anche se sono sicuro che l'hai già capita, cioè IMPARARLE E FARLE TUE come molti atleti e maestri stanno già facendo ottenendo grandissimi risultati.
Se vuoi saperne di più, vieni sul mio sito www.familyring.net dove potrai trovare strumenti utili per migliorare il tuo assetto mentale e saperne di più sul coaching per fighter.
Devi sapere che uno dei metodi di respirazione migliori è la respirazione diaframmatica, che la puoi trovare qui respirazione diaframmatica.