martedì 28 febbraio 2017

Nanquan Beitui

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Nanquan Beitui (南拳北腿, Pugno del Sud, Calcio del Nord) è un modo di dire che rimarca la distinzione tra gli stili marziali provenienti dal Nord e quelli provenienti dal Sud della Cina. Sebbene nel Nord siano praticati stili quali il Chuojiao, il Chaquan o lo Huaquan che accordano alle tecniche di gambe un ruolo preponderante (il Chuojiao per esempio possiede 81 tecniche di gambe), ve ne sono altrettanti fondati sull'utilizzo preponderante degli arti superiori, quali Fanziquan, Piguaquan, Bajiquan, Tongbeiquan, ecc. D'altra parte certi stili del Sud sono famosi per le loro Tecniche di Gambe, per esempio il Gouquan che è specializzato nel loro utilizzo nel combattimento al suolo, o come il Mojiaquan. Una differenza che si può sottolineare invece tra stili del Nord e del Sud è l'utilizzo del corpo e la mobilizzazione dell'energia. In effetti il Beiquan richiede il rilassamento del corpo, la concatenazione fluida delle tecniche ed il cercare l'allungamento per favorire lo stiramento dell'asse vertebrale e della cintura scapolare. Il proverbio più completo sarebbe “Nanquan Beitui Dongqiang Xigun” (南拳北腿东枪西棍) cioè “Pugni del Sud, calci del Nord, Lancia all'Est, Bastone all'Ovest”, che addirittura ripartisce geograficamente anche le abilità nell'utilizzo di Lancia (qiang) e Bastone (gun).


Altro


Con il titolo Nanquan Beitui 南拳北腿 nel 1976 è stato prodotto ad Hong Kong un film, dal titolo in Inglese Secret Rivals (ma anche Silver Fox Rivals, Enter the Silver Fox, The Northern Leg and Southern Fist ), della durata di 84 minuti, diretto da Wu Siyuan (吴思远), più conosciuto come James Nam o See-Yuen Ng, ed interpretato da Liu Zhonglian (刘忠良, John Liu) nei panni di Shao Yi-Fei, Jang Lee Hwang nei panni di Silver Fox, e con la partecipazione di Yuen Biao (元彪, Yuan Biao).  

domenica 26 febbraio 2017

Mu ren zhuang

Il Muk Yan Chong (木人樁 in cinese, Murenzhuang in Pinyin, in italiano chiamato comunemente pupazzo/uomo/bambola di legno) è un attrezzo usato nell'addestramento del Wing Chun e in altri stili di Kung Fu della Cina meridionale. È costituito da un tronco di legno, dal quale sporgono tre pioli su cui allenare le tecniche di braccia (due più in alto, a formare una V; il terzo poco più in basso, centrale) e uno, più lungo e curvo, per l'allenamento delle tecniche con le gambe.


Muk Yan Chong



Ne esistono di due tipi:
  • L'uomo di legno morto, sprovvisto di telaio e piantato direttamente nel terreno. Essendo fisso e privo di oscillazioni è adatto ai principianti;
  • L'uomo di legno vivo, fissato su telaio oscillante, risponde ai colpi del praticante restituendo la forza che gli viene espressa. Consigliato solo ai praticanti esperti, è adatto all'allenamento dell'omonima forma nel Wing Chun.

Il Muk Yan Chong nel Wing Chun

Forma avanzata del Wing Chun composta di 116 movimenti che vengono eseguiti al Muk Yan Chong, dal quale prende il nome. Con essa, il praticante impara a gestire un avversario i cui angoli sono indeformabili e a gestire l'energia dei propri colpi, che il pupazzo restituisce sotto forma di vibrazioni. Nel Wing Chun ogni lato del pupazzo è "a sé", cioè ogni tecnica eseguita su un lato è indipendente da quella eseguita sull'altro, da cui nasce il modo di dire cinese "il pupazzo contiene due avversari".



venerdì 24 febbraio 2017

Jiji

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Jiji (技击, maestria nel colpire o nell'attaccare) è un termine delle arti marziali cinesi che viene utilizzato già dal periodo delle primavere e degli autunni. Viene anche tradotto con Scienza del Combattimento e indica la pratica del combattimento a mano nuda e della scherma. È apparso per la prima volta nello Xunzi (荀子) in cui si può leggere che gli uomini del regno di Qi (in una parte dell'attuale provincia di Shandong) stimavano moltissimo l'arte del combattimento (Jiji, appunto) e quelli tra di loro che vi si distinguevano erano riccamente ricompensati (Qi ren long jiji , qi ji ye, de yi shou zhe ze qi shu zi jin, wu ben shang yi 齐人隆技击,其技也,得一首者则赐赎锱金,无本赏矣). Nel Wushu Moderno o sportivo si riferisce all'applicazione marziale in opposizione allo Yangsheng, cioè l'insieme di tecniche per la salute. Moltissimi libri di applicazione, anche degli stili tradizionali, menzionano nel loro titolo il termine Jiji.  

mercoledì 22 febbraio 2017

Jibengong

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Il Jibengong (基本功, abilità basilare o tecnica essenziale) è un termine delle arti marziali cinesi che indica gli esercizi fondamentali e le tecniche di base di uno stile. Esso comporta dei passi (Buxing, 步型) , delle tecniche di gamba (Tuifa), delle tecniche combinate (Jiben Dongzuo 基本动作), forma delle mani (Shouxing), salti (Tiaoyue 跳跃), cadute, equilibri (Pingheng 平衡), ecc. Questo corpo di esercizi si è andato formando e sedimentando nel tempo attraverso l'esperienza dei praticanti di Wushu riunendosi in un insieme sistematico e completo. Attraverso i Jibengong il praticante è pronto ad eseguire e ad apprendere le arti marziali. Essi permettono di migliorare le proprie performance e rendono in grado di attuare le abilità combattive. Dal punto di vista fisico esaltano la flessibilità dei legamenti e la mobilità delle articolazioni, l'elasticità e la potenza dei muscoli, rendendo le azioni di qualità e veloci. Inoltre questi esercizi prevengono e riducono gli infortuni. I Jibengong possono essere classificati in Waizhuanggong (外壮功, esercizi di irrobustimento esterno) e Neizhuanggong (内壮功, esercizi di irrobustimento interno).




lunedì 20 febbraio 2017

Jiazi

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Jiazi (in pinyin) 架子 è un termine generico che viene utilizzato nelle arti marziali cinesi per indicare l'esercizio o taolu basilare dello stile. Significa struttura o telaio.
Nel Meihuaquan questa struttura veniva praticata i primi tre anni di apprendimento e frequentazione della scuola.
La sua incessante ripetizione porta l'allievo ad appropriarsi delle movenze e delle strategie tipiche dello stile e permetteva all'insegnante, visto il lungo periodo di studio richiesto, di valutare con attenzione il grado di moralità dell'allievo, requisito indispensabile all'ingresso nella scuola.



sabato 18 febbraio 2017

Fa jing

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Fajin (dal cinese 發勁 che significa Emettere l'energia o lanciare l'energia), è un termine delle arti marziali cinesi a volte reso come forza esplosiva. È una parola cinese che si compone di due ideogrammi:
  • (Fa) che il dizionario traduce con inviare, spedire, mandare, lanciare, sparare o manifestarsi all'improvviso;
  • (Jin o Jing) con forza, vigore, energia, forte, robusto, vigoroso.
In Wade-Giles è scritto fa ching o fa chin. Questo termine indica i metodi di emissione dell'energia tipici delle arti marziali cinesi, in particolare è spesso associato alla pratica del Taijiquan e del Bajiquan.


Il Fajin ed il Taijiquan

Nella pratica del taijiquan è più una descrizione che una tecnica, indicando genericamente un improvviso rilascio di energia ottenuto dal movimento coordinato di tutto il corpo: ogni tecnica può esprimere il fa jing, non solo calci, pugni, gomitate e ginocchiate, ma anche prese, leve e proiezioni. Essenziale è la padronanza delle tecniche del chan si gong.
Il Fajin si rilascia durante l'espirazione in modo quasi inconscio. Tale tecnica è contemplata nelle forme di allenamento della scuola Chen come la Lao Jia Pao Chui (antica intelaiatura, pugno cannone, una delle due forme originarie Chen), mentre nella scuola Yang, specie per chi ha il lignaggio diretto da Yang Shaohou il fajing viene inserito in alcune tecniche sia per rilasciare l'energia accumulata sia per abituarsi al suo utilizzo.


giovedì 16 febbraio 2017

Duilian (Wushu)

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Il Duilian (对练, allenarsi in coppia) nelle arti marziali cinesi è un metodo di approccio al combattimento tramite una sequenza preordinata di movimenti applicativi che vengono eseguiti da due o più persone. Nei Duilian ritroviamo le tecniche che compongono le arti marziali cinesi, come per esempio le tecniche di gamba, le proiezioni e quindi le cadute, le leve (Qinna), le tecniche di pugno e di palmo, ecc. La funzione di questo lavoro, che deve riprodurre una atmosfera vicina a quella del combattimento reale, è quella di comprendere meglio il significato dei movimenti che in precedenza si sono praticati da soli, cioè nel Taolu (forma). Un elemento che occorre sottolineare è il valore simbolico del riprodurre il combattimento, infatti sebbene, come abbiamo detto sopra vi debba essere l'idea di interpretare un combattimento, si deve assolutamente evitare di ferire il proprio compagno di allenamento. Il Duilian richiede una intensa collaborazione tra coloro che lo eseguono quindi promuove agilità, cooperazione, intelligenza, intuito, concentrazione. Esso include azioni di attacco, difesa e contrattacco. Quindi il Duilian deve contenere: movimenti corretti e precisi, ritmo identico, distanza appropriata. Il Duilian può essere a mano nuda (徒手对练Tushou Duilian, oppure空手对练 Kongshou Duilian), oppure con le armi (器械对练 Qixie Duilian, oppure兵械对练 Bingxie Duilian) o ancora mano nuda contro armi (徒手对器械, Tushou dui Qixie). Il Duilian è anche una categoria da competizione nel Wushu Moderno o sportivo. Nei libri cinesi in cui vengono descritti questi esercizi in coppia solitamente si utilizzano per indicare le parti interpretate dai due opponenti Jia e Yi, che sono i primi Tiangan.  

martedì 14 febbraio 2017

Dim mak

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La Dim Mak è un'antica arte marziale chiamata anche "tocco veleno" o "tocco della morte". Ha origini millenarie e proviene dalla Cina; è stato trasmesso da Angiodarma, figura proveniente dall'India e poi stabilitosi in Cina.
Circa duemila anni fa, i briganti che nel tempo diventarono l'attuale Yakuza avevano l'abitudine di saccheggiare i templi e i monasteri che trovavano sul loro tragitto e così i monaci che vi risiedevano dovettero incominciare a difendersi: studiando i punti stimolati nell'agopuntura, i meridiani del corpo e le cure che potevano essere applicate, i monaci constatarono che altri punti del corpo non meglio identificati non dovessero assolutamente essere toccati con aghi, moxa (carboncini con la punta accesa utilizzati per scaldare certi punti) o con le dita della mano. Per tracciare la mappatura del corpo (detta anche mappa bianca) a scopo terapeutico per l'agopuntura, scoprirono anche una mappatura nera, che costò molte vite perché si procedeva per esperimenti fino a quando non fu completata. All'inizio i monaci combattevano usando delle bacchette di legno, spesse circa due centimetri, per colpire i punti di pressione (detti anche gangli) perché così si poteva facilmente affondare nella pelle fino a raggiungere la profondità necessaria per attivare le reazioni desiderate. Per migliorare l'arte della Dim Mak vennero successivamente messi a punto intensi allenamenti per irrobustire le mani e le dita consistenti nello spezzare le dita e aspettare che la futura calcificazione ossea le fortificasse: applicando tale metodo, i monaci col tempo non ebbero più necessità di usare le bacchette.
Ai tre Dan tian dell'energia corporea, detta anche Qui, i monaci riuscirono successivamente a collegare i colpi e gli effetti a distanza di tempo e quale organo intaccare con precisione fino al sopraggiungere della morte: questa "arte proibita", infatti, permetteva di arrecare gravi danni, malori o addirittura la morte anche a distanza di mesi o anni per cause apparentemente naturali (ad esempio toccando un determinato punto della spalla si poteva causare la morte per polmonite o pleurite) e veniva tramandata solo ai livelli più alti in pochissime scuole di arti marziali. Per padroneggiare correttamente quest'arte non bastava sapere l'esatta ubicazione del punto da colpire ma anche come colpirlo e, cosa più difficile, come curare eventuali colpi portati o subìti.
I giapponesi codificarono ulteriormente la Dim Mak durante la seconda guerra mondiale: accortisi che nel combattimento corpo a corpo contro i soldati statunitensi avevano poche possibilità di vittoria, usando i prigionieri di guerra e chiamando a raccolta tutti i maggiori esperti di arti marziali fecero degli esperimenti per verificare quali punti potevano essere toccati durante un combattimento a mani nude per avere una sicura vittoria, ma non poterono sperimentarlo sul campo a causa delle bombe su Hiroshima e Nagasaki e la conseguente resa giapponese.
Il lavoro eseguito non fu tuttavia vano e si pensa che tale attività fu ricodificata e migliorata ulteriormente per poi essere insegnata a operatori di corpi speciali altamente addestrati, agenti dei servizi segreti e così via mantenendo quel velo di mistero che avvolge tuttora questa mistica arte marziale.



domenica 12 febbraio 2017

Dianxue

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Dianxue (点穴, letteralmente Toccare i Punti dell'Agopuntura) è un termine delle arti marziali cinesi che indica l'arte di riconoscere e colpire i punti che possono provocare danni al proprio avversario.
Una delle prime menzioni a questo metodo (dianxuefa点穴法) si trova nell' “Epitaffio a Wang Zhengnan” (王征南墓志铭 Wang Zhengnan muzhiming). Questo scritto distingue i punti vulnerabili del corpo umano in quelli che provocano la morte (死穴 sixue), quelli che provocano la sincope (昏穴 hunxue) e quelli che provocano il mutismo (哑穴 yaxue).
Secondo il "Dianxuefa" dello Shaolinquan di Dengfeng ci sono 11 punti che provocano capogiri e svenimento, 103 che feriscono crudelmente, 36 che provocano la morte (致晕11穴”,“致残103穴”,“致命36).
Chang Dsu Yao in un suo programma di Meihuaquan ne elenca 36 totali: 9 punti mortali (死穴 sixue), 9 punti che provocano svenimento (暈穴 yunxue), 9 che provocano mutismo (啞穴 yaxue), 9 che provocano paralisi (麻穴 maxue).
Uno stile che fa del Dianxue un suo punto centrale è il Liangyiquan.



venerdì 10 febbraio 2017

Dan tian

The Immortal Soul of the Taoist Adept.PNG



Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa "campo (tian) di cinabro (dan)" ed è, nella fisiologia della Medicina tradizionale cinese, il luogo nel corpo dove il chi (in Pinyin qi, ) viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo. Si collega all'Alchimia Interiore del taoismo, alle tecniche meditative interne di origine cinesi, alle arti marziali cinesi, in particolare a quelli Neijia. In Wade-Giles è reso come Tan T'ien. Generalmente, nonostante i Dantian siano tre, viene considerato come il vero Dantian, il Campo di Cinabro Inferiore.


Il Significato

Dantian si compone di due ideogrammi:
  • Dan () che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche;
  • Tian () che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato.
Questa è l'interpretazione che ne dà Huai-chin Nan: Tan significa la pillola dell'immortalità. Tien significa un campo.[2] Questa invece la traduzione resa da un testo in inglese da parte di Elisabetta Valdrè: dantian... significa letteralmente "campo dell'elisir"



Origini

Questo elemento di fisiologia della Medicina tradizionale cinese proviene dalle antiche teorie cinesi ed è diventato parte fondamentale delle idee su cui si basa l'Alchimia Interiore (内丹 , Neidan) di Ge Hong (circa 283-343):
«il corpo è suddiviso in tre aree, ciascuna delle quali presenta un fulcro detto Campo del cinabro, dove risiede l'ipostasi dell'Uno primigenio: il Campo del cinabro superiore coincide con un'area della testa, dove si trova un palazzo denominato niwan; il Palazzo Scarlatto si colloca invece al centro, nel cuore, dimora del Campo del cinabro mediano; sotto l'ombelico, due o tre pollici in basso, si trova, infine, il Campo del cinabro inferiore, detto anche Porta della vita (o del destino). »
(Attilio Andreini e Maurizio Scarpari, Il Daoismo, p. 59.)


La teoria

Oggi la parola Dantian indica tre punti ben precisi nel corpo umano che sono in strettissima correlazione con Jing Qi Shen:
  1. il dantian superiore (上丹田, Shang Dantian) , localizzato tra le sopracciglia nel centro della testa, sede dell'energia spirituale o Shen (da cui il nome di Shen dantian). Questo campo superiore nella visione interiore del corpo Taoista è un luogo abitato da spiriti celesti, con nove "paradisi" dominati da altrettanti imperatori celesti. Al centro campeggia il Palazzo niwan (泥丸, traducibile con Pastiglia di Fango);
  2. il dantian medio (中丹田, Zhong Dantian), posto in corrispondenza dello sterno, sede del soffio o Qi (qi dantian). Cioè Si trova nel punto centrale del torace all'altezza del petto. Questo campo centrale nella visione interiore Taoista, è situato nel Palazzo Rosso Scuro o Purpureo (Jianggong 绛宫, spesso reso con Palazzo Scarlatto), cioè il cuore. In questo luogo l'infante infila le perle, descrizione poetica che potrebbe designare o le sette stelle (Qixing) dell'Orsa Maggiore, oppure le ingestioni di saliva. Infatti lo spirito preposto a questo campo ha la capacità di trasformare la saliva in sangue. Il campo mediano è anche detto Palazzo del Sud (Nangong, 南宫), Camera Spirituale (Shenshi, 神室) ed è correlato al Trigramma Li. Lo spirito che vi dimora viene detto Origine del Cinabro (Danyuan,丹元) o Guardiano degli Spiriti (Shouling, 守灵);
  3. il dantian inferiore (下丹田, Xia Dantian), che individua il centro di gravità del corpo posto nell'addome approssimativamente tre o quattro dita sotto l'ombelico, all'origine dell'essenza vitale o Jing (Jing dantian).Questo campo inferiore nella visione interiore del corpo Taoista è un luogo paragonato a un campo coltivato dal bue di ferro che vi semina la moneta d'oro. Questa immagine sta a simboleggiare la trasformazione del "grano" di cinabro in Embrione Immortale. Tale trasmutazione avviene seguendo il corso delle Quattro Stagioni e nel segno del Fuoco. La Milza o Corte Gialla (Huangting, 黄厅) ha una posizione centrale in questo campo e governa le stagioni. Questo campo è associato al Trigramma Kun. Lo spirito legato a questa area si chiama Dimora Permanente (Changzai) e Arresto delle Anime Celesti (Hunting).






A tali punti non corrisponde alcun organo, ma sono essenziali nella Medicina tradizionale cinese che crede l'organismo costituito da una somma di elementi fisici, energetici e spirituali: il cinabro è, infatti, un minerale dall'aspetto rossiccio (ancora oggi fonte principale di mercurio) che nell'alchimia cinese è la materia prima della pietra filosofale; il termine campo è, invece, mutuato dal vocabolario agricolo e richiama l'idea di coltivazione. Si ritiene che concentrando il Qi nel Dantian Inferiore, ciò porti beneficio allo stato di salute.


Il Dantian ed il Qigong

In Cina sono stati condotti degli esperimenti con l'utilizzo dell'Agopuntura, del Qigong (attraverso il controllo mentale), di altre pratiche di Medicina tradizionale cinese, che hanno dimostrato come la stimolazione del Campo di cinabro inferiore, influisca in maniera positiva sul sistema nervoso, sull'apparato endocrino e sui cosiddetti organi interni. Il Campo di cinabro superiore svolge la sua funzione tramite lo Shen, cioè favorisce questi processi tramite la concentrazione mentale, che deve essere utilizzata per entrare in uno stato di quiete che incrementa il benessere mentale.
«Mantenendo la concentrazione sul Dantian e allontanando dalla mente i pensieri che sviano l'attenzione, create un centro di eccitazione nella corteccia cerebrale e a poco a poco rafforzatelo, intensificando contemporaneamente l'inibizione in altre parti della corteccia. Tale procedimento contribuisce alla formazione di una sorta di inibizione protettiva che è di grande valore terapeutico.»
(Cen Yuefang, I fondamenti del Qigong, p. 34.)






Nel Qigong come anche nelle arti marziali cinesi, si vuole far scendere il Qi nel Dantian (inferiore), tramite la respirazione. Ciò significa che consapevolmente devo cercare di utilizzare pienamente la capacità polmonare per abbassare il diaframma, dando l'impressione di aver riempito l'area del Dantian e di avere effettivamente fatto scendere lì il Qi. Naturalmente ciò causa un miglioramento delle facoltà respiratorie e determina un massaggio degli organi interni.


«A causa dei movimenti del diaframma e dei muscoli addominali si può pensare che il "centro" del movimento respiratorio non sia situato nel torace dove si trovano i polmoni, ma nel centro del ventre, in quel punto chiamato dai cinesi Tan T'ien, che corrisponde al baricentro del corpo umano.»
(Chang Dsu Yao e Roberto Fassi, Enciclopedia del Kung Fu Shaolin, p. 57.)



Il Dantian ed il Taijiquan

Ai praticanti del taijiquan è, in particolare, richiesto di prendere piena e completa coscienza del proprio jing dantian che deve essere utilizzato per dirigere tutti i movimenti evitando ogni tensione dell'addome. Esercizi specifici per conoscere il dantian sono quelli di chan si gong e Qi gong. Mentre si pratica un Taolu di Taijiquan ogni movimento deve prendere origine dal Dantian, punto in cui

«devono essere contemporaneamente presenti tre tipi di movimento perfettamente coordinati: vibratorio, ondulatorio e sussultorio. Ogni giuntura deve agire come parte di un serpente con l'energia che si muove a spirale.»
(Flavio Daniele, Le tre vie del Tao, p. 49.)






Secondo Flavio Daniele, nel Taijiquan stile Yang ci si concentra sul far scendere il Qi nel Dantian, mentre nel Taijiquan stile Chen si ha in aggiunta l'attenzione sui movimenti ondeggianti. Per Lam Tu-ky il Dantian nel Taijiquan stile Chen deve essere utilizzato come motore del movimento degli arti e del corpo. Si segue la regola secondo la quale se l'interno non si muove anche l'esterno non si muove, cioè deve essere sempre il Dantian a muoversi per primo, seguito dal movimento degli arti. Il movimento del Dantian è Rotatorio e va in tutte le direzioni, seguendo due principi di spostamento: sinistra-destra (piano orizzontale) e avanti-dietro (piano verticale).


I Dantian ed i Chakra

Esiste una certa somiglianza tra i Dantian ed i Chakra. Per esempio, per quanto riguarda il Dantian inferiore, esso corrisponde approssimativamente al concetto indiano del manipura, o al chakra della filosofia yoga, visto come la sede del prana che si irradia esternamente all'intero corpo. Anche Flavio Daniele individua dei Chakra dello Yoga nelle zone dei tre Dantian: nella zona del Dantian inferiore i chakra Muladhara e Svadishthana; nella zona del Dantian mediano i chakra Manipura e Anahata; nella zona del Dantian superiore i chakra Visuddha, Ajina e Manipura.
Però:
«I Tan Tien sono diversi dai chakra benché abbiano funzioni ed effetti simili»
(Huai-chin Nan, Tao e Longevità, p. 19)



mercoledì 8 febbraio 2017

Chan si gong

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Avvolgere il filo di seta (纏絲功 in lingua cinese e trascritto come chan si gong in pinyin) sono un insieme di esercizi della pratica taijiquan pensati per rinvigorire dolcemente il corpo stimolando la circolazione del sangue e le giunture. Hanno questo nome perché consistono in movimenti ripetitivi a spirale con le braccia e le mani che ricordano da vicino quelli di un baco da seta che costruisce il suo bozzolo. Il movimento deve essere continuo e armonioso senza scatti o cambi improvvisi di direzione.
Praticandoli, si apprendono i movimenti di base del taiji che hanno la caratteristica di originarsi dall'interno del corpo per passare alle estremità e viceversa. Padroneggiare questi esercizi è essenziale per progredire rapidamente nella disciplina.
I movimenti nascono dal dantian (il centro di gravità del corpo posto nell'addome, tre dita sotto e due dietro l'ombellico) e seguono lo schema del simbolo dello "Yin e Yang". Iniziano con circoli esterni fino ad aggiungere alle "forme della goccia" (rapidi cambi di direzione pur mantenendo un movimento lento) spostando il peso da una gamba all'altra.
Sono stati codificati 11 esercizi del bozzolo di seta divisi in due categorie.



Prima tecnica

Rotazione del dantian da destra a sinistra su un asse immaginario passante per l'ombelico e perpendicolare al busto.
  1. Zhan Zhuang (palo eretto): esercizi statici che rilassano il corpo e consentono di concentrare la mente ed il corpo sul dantian (esecuzione del maestro Zhu Tian Cai)
  2. Zheng Mian Chan Si (Movimento a Spirale con un braccio frontale): pensando al dantian, si sposta il peso da una gamba all'altra in un movimento che guida anche quello delle braccia
  3. Heng Kai Bu (Movimento a Spirale con un braccio frontale con passi laterali): a partire dal precedente esercizio, si estende il movimento dei passi, prima a sinistra e poi destra
  4. Shuang Shou Chan Si (Movimento a spirale a due mani): altro esercizio semi-stazionario, ma questa volta i movimenti sono eseguiti su entrambi i lati, simultaneamente e lungo direzioni diverse
  5. Qian Jin Bu (Movimento a spirale a due mani con passi): esercizio di movimento con passi in avanti
  6. Hui Tui Bu (Passi indietro): muovendosi all'indietro, questo esercizio completa i movimenti lungo tutte le direzioni cardinali


Seconda tecnica

Rotazione del dantian dalla parte frontale del corpo verso quella posteriore. È come se il dantian ruotasse intorno ad un asse passante per i fianchi. È un movimento di apertura e chiusura.

  1. Chuan Zhan Chan Si (Movimento a spirale diretto): allena la precisione dei movimenti di braccia e gambe
  2. Ce Mein Chan Si (Movimento a spirale con un braccio laterale): allena la mobilità dei polsi e la flessibilità delle gambe
  3. Dan Shou Xiao Chan Si (Piccolo Movimento a spirale con una sola mano): allena i movimenti interni della colonna vertebrale e del petto con piccoli movimenti esterni del corpo
  4. Shuan Shou Xiao Chan Si (Piccolo movimento a spirale a due mani): maggiore enfasi sui movimenti interni della colonna vertebrale
  5. Tui Bu Chan Si (movimento a spirale delle gambe): allena il coordinamento delle gambe con la forza derivante dall'addome e dal petto  

lunedì 6 febbraio 2017

Baishi

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Onorare Qualcuno come Proprio Maestro (拜師, 拜师, bàishī, pai shi ) Cantonese: baaisi) è il termine con cui si indica la cerimonia che sancisce l'instaurazione della relazione discepolo-maestro nelle arti marziali cinesi.



La Relazione Maestro Discepolo

Carmona inserisce la cerimonia Baishi nel quadro della Relazione Maestro e Discepolo (師傅與徒弟關系, 师傅与徒弟关系, shīfùyǔtúdìguānxì, shi fu yu tu ti kuan hsi), che tradizionalmente fornisce il quadro entro il quale avviene la trasmissione delle tecniche marziali. Attraverso la Cerimonia con cui si Onora Qualcuno come Proprio Maestro (拜師儀式, 拜师仪式, bàishīyíshì, pai shi i shi) anche detta Ingresso di un Discepolo nella Scuola (入門弟子, 入门弟子, rùméndìzǐ, ru men ti tzu), davanti a testimoni, si ufficializza l'ingresso di un nuovo discepolo in una relazione che prende a modello la famiglia. Justin Trott sottolinea la differenza tra il semplice Studente (學生, 学生, xuésheng, hsue sheng) ed il Discepolo (徒弟, 徒弟, túdi, tu ti). Mentre lo Xuesheng è un semplice allievo, il termine Tudi indica l'ingresso formale nel Clan o Sistema Famigliare che dir si voglia. Anche Justin Trott indica il Baishi, che lei traduce come inchinarsi all'insegnante, come la cerimonia che segna tale passaggio, e spiega come tale cerimonia avvenga nelle maniere più disparate a seconda degli usi del maestro. In ogni caso è importantissima l'accettazione di una serie di regole che rientrano in ciò che è chiamato Wude. Un famoso proverbio delle arti marziali cinesi recita: Il rispetto verso il Maestro è paragonabile all'acqua che defluisce poco a poco, l'affetto per i discepoli è come l'amore che l'uccello ha per i suoi pulcini (尊師要象長流水,愛徒要象鳥哺雛, 尊师要象长流水,爱徒要象鸟哺雏, zūnshīyàoxiàngchángliúshuǐ,àitúyàoxiàngniǎobǔchú ).



Terminologia

All'interno del sistema famigliare a cui entra a far parte il Tudi è possibile a volte riscontrare una terminologia particolare, che però non sempre coincide nelle varie realtà. Bisogna infatti rilevare una grossa differenza tra le scuole del Nord e quelle del Sud, ma anche tra scuole appartenenti allo stesso stile. Questi alcuni esempi riportati da Justin Trott e da Carmona:
  • Maestro e Padre (師傅, 师傅, shīfu, shi fu) (Shifu);
  • Fratello Maggiore (師兄, 师兄, shīxiōng, shi hsiong);
  • Fratello Minore (師弟, 师弟, shīdì, shi ti);
  • Fratelli e Sorelle (兄弟們, 兄弟们, xiōngdìmen, hsiong ti men);
  • Sorella Maggiore (師姐, 师姐, shījiě, shi chieh);
  • Sorella Minore (師妹, 师妹, shīmèi, shi mei);
  • Zio Maestro (師叔, 师叔, shīshū, shi shu);
  • Moglie del Maestro (師母, 师母, shīmǔ, shi mu);


sabato 4 febbraio 2017

Bagua

Un Bagua ("Seconda sequenza celeste" o "Cielo Posteriore")



Il bagua (Cinese: 八卦; letteralmente: otto simboli) o pakua è un simbolo i cui significati si riscontrano in vari campi della millenaria cultura cinese: dal Taoismo, alle tecniche Feng shui, alle arti marziali. Ba significa otto, gua significa numero. Il significato di bagua (ba gua) è dunque otto numeri. È generalmente rappresentato con un Taijitu centrale, contornato da otto trigrammi dell'I Ching, allineati ciascuno ad un punto cardinale, formando un perfetto ottagono. Le linee che costituiscono i trigrammi sono distinguibili in due tipi:
  • Linee intere: rappresentanti la polarità positiva, Yang.
  • Linee spezzate: rappresentanti la polarità negativa, Yin.
I trigrammi sono costituiti ognuno da tre di queste linee, assemblate in otto diverse combinazioni. Ciascun trigramma può essere inoltre combinato con ognuno degli altri, dando origine a sessantaquattro gruppi da sei linee, i sessantaquattro esagrammi. Questi sessantaquattro esagrammi costituiscono le basi del libro cinese dell'oracolo: rappresentano infatti tutte le possibili condizioni della vita umana. Una leggenda afferma che il sistema di trigrammi ed esagrammi fu sviluppato da Zhou Gong, il consigliere e parente del primo imperatore della dinastia Zhou.
Del bagua esistono due versioni, che differiscono essenzialmente per la disposizione dei trigrammi, e quindi delle varie zone di influenza. Queste due versioni si chiamano Prima sequenza celeste o Cielo Anteriore e Seconda sequenza celeste o Cielo Posteriore. Il bagua del Cielo Anteriore si utilizza per la progettazione dei cimiteri, quello del Cielo Posteriore per le dimore dei viventi.


Significati

I trigrammi hanno moltissimi significati, ma si può dire che generalmente simboleggiano i flussi di energia che attraversano il mondo e possono condizionare la vita umana. Essi possono essere considerati ad esempio rappresentazioni simboliche del nucleo familiare. Raffigurano infatti il padre, la madre e i vari gradi dei figli, sia femmine che maschi. I trigrammi si possono trovare rappresentati sugli abiti dei sacerdoti taoisti e su muri, soffitti e pavimenti dei templi cinesi. Rappresentazioni del bagua si possono trovare anche nelle case cinesi, all'ingresso, a volte direttamente sulla porta. Si crede infatti che utilizzato come amuleto il simbolo tenga lontani gli spiriti maligni.


Zona
Elemento
Influenza
Colore
Punto cardinale
Li
Fuoco
Fortuna
Rosso
Sud
Kun
Terra
Famiglia
Rosa
Sudovest
Dui
Lago
Creatività
Bianco
Ovest
Qian
Cielo
Relazioni
Grigio, bianco, celeste
Nordovest
Kan
Acqua
Successo
Blu, nero
Nord
Gen
Montagna
Conoscenza
Marrone o giallo
Nordest
Zhen
Tuono
Salute
Verde scuro
Est
Xun
Vento
Ricchezza
Verde
Sudest



Punti cardinali

  • Il Nord si trova sul lato inferiore del bagua ed è associato all'inverno, all'acqua, al buio, la quiete, il freddo e la mezzanotte.
  • Il Sud si trova sul lato superiore del bagua ed è associato all'estate, al fuoco, alla luce, al movimento, al caldo e al mezzogiorno.
  • L'Est si trova sul lato sinistro del bagua, associato alla primavera, al tuono,al legno, alla luce e al calore in aumento, alla crescita e alla mattina.
  • L'Ovest, sulla destra, è associato all'autunno, al metallo, alla diminuzione della luce e del calore, al declino e al crepuscolo.

Elementi mistici

Ogni manifestazione dell'energia del Tao, si manifesta in cinque categorie indipendenti, i cinque elementi: Legno, Fuoco, Metallo, Terra, Acqua. Si pensa che essi influiscano sulla vita dell'uomo: sia esternamente, attraverso il clima e l'ambiente; sia internamente, attraverso i processi chimici che avvengono dentro al corpo.


Polarità

Ognuno dei cinque elementi è caratterizzato dalla tendenza ad una polarità, o Yin, o Yang:
  • Legno e Fuoco sono di natura Yang;
  • Metallo e Acqua sono di natura Yin;
  • La Terra è di natura neutra, è sia Yin che Yang, poiché è il perno su cui si basano e in cui si ritrovano tutti gli altri elementi.
L'Acqua e il Fuoco simboleggiano dunque la totale opposizione dei principi Yin e Yang, per questo sono disposti simmetricamente in contrapposizione nel bagua.

Interconnessioni

Ciclo di controllo
I cinque elementi sono interconnessi tra loro da una serie di legami in cui un elemento domina sull'altro:
  • Il Legno domina la Terra perché la ricopre e se ne nutre, un eccesso di Legno rende la Terra sterile;
  • La Terra domina l'Acqua perché l'argina e l'assorbe;
  • L'Acqua domina il Fuoco perché lo spegne;
  • Il Fuoco domina il Metallo, fondendolo;
  • Il Metallo domina il Legno perché lo taglia e una presenza eccessiva di Metallo inibisce la crescita del Legno.






Ciclo di generazione
  • Il Legno origina e alimenta il Fuoco;
  • Il Fuoco genera la Terra attraverso la combustione del Legno;
  • La Terra depositandosi genera il Metallo;
  • Il Metallo genera l'Acqua (la lava vulcanica forma vapore acqueo prima di solidificarsi e metallizzarsi).
  • L'Acqua genera il legno



Significati specifici

  • Il Legno dà origine al Fuoco. Caratterizza il movimento verso l'esterno. Il suo punto cardinale è l'est, il sorgere del Sole. Infatti il Legno simboleggia in particolare la nascita, la primavera (stagione di riattivazione della vita naturale), l'esplosione della vita e quindi dell'eneregia Qi. Il colore del Legno è il verde.
  • Il Fuoco rappresenta il movimento di superficializzazione dell'energia. È simbolo di massima attività sostenibile. Esso genera la Terra, combinato con il Legno, infatti dalla combustione di questo ha origine l'humus. La stagione corrispondente al Fuoco è l'estate, stagione in cui l'energia e la vitalità naturale giungono al loro apice. Il colore corrispondente è l'arancione. Nella vita umana corrisponde alla crescita.
  • La Terra è il movimento di ripartizione di armonizzazione dell'energia, stabilizza per il suo carattere di nutrice e madre, tutti gli altri elementi. La stagione che vi corrisponde è la fine dell'estate. I colori correlati sono generalmente il giallo, il marrone e l'arancione. Nella vita umana rappresenta l'equilibrio psicofisico, la maturità.
  • Il Metallo simboleggia la decrescita, è il movimento dell'interiorizzazione, dal sottosuolo vengono estratti minerali e metalli. Il Metallo è nascosto nella Terra e simboleggia l'autunno. Simboleggia la vecchiaia, il decadimento fisico. Il metallo dà origine all'acqua. I colori sono solitamente il grigio e il giallo, raffiguranti probabilmente l'oro e l'argento, i metalli più preziosi. Tuttavia è spesso presente anche il bianco.
  • L'Acqua, rappresenta la stagnazione, la condensazione dell'energia. È il simbolo dell'attività minima, del riposo. la stagione corrispondente è l'inverno. L'Acqua è generata dal Metallo. Nei periodi della vita umana simboleggia la fase finale e la morte. I colori corrispondenti possono essere il nero o il blu.




Elementi naturali




Un bagua (prima sequenza celeste) su una tavoletta di legno.



Zona Kan

  • Punto cardinale: Nord
  • Elemento mistico: Acqua
  • Elemento naturale: Acqua
  • Influenza: Successo
  • Colore: Blu - nero



Senza l'Acqua molte forme di vita non esisterebbero, essa infatti nutre e sostenta ma può anche rappresentare una delle forze naturali più brutali e pericolose. L'Acqua ha sempre affascinato per la sua capacità di non distruggersi mai, può infatti trasformarsi, ma prima o poi tornare sempre alla sua forma base. Essa ha inoltre la facoltà di insinuarsi dovunque, non ha limiti e costrizioni e inoltre è la metafora perfetta della pazienza: solo l'Acqua è infatti capace di sostenere battaglie di centinaia, migliaia di anni contro avversari apparentemente indistruttibili, ed essere sempre la vincitrice finale. Goccia dopo goccia infatti l'Acqua può disintegrare una roccia. Il movimento degli oceani è regolato sia dalla Luna, sia dalla forza di gravità terrestre. Questi influssi immettono energia anche in mari, fiumi e laghi. L'energia dell'Acqua è sempre in movimento, fluida, ha direzione mutevole e spesso crea dei nuovi percorsi.
L'acqua è sempre energia di tipo Yin. A volte fluida e sfuggente, altre volte ristagnante in paludi e pozzanghere. I primi mistici cinesi erano convinti che l'Acqua avesse una sua forza particolare: una forza delicata, morbida e priva di passione. Ma l'Acqua suscitava anche timore e ammirazione, quando assumeva la forma di torrenti, di fiumi impetuosi e cascate.
L'Acqua è sempre stata vista come simbolo di ricchezza. Nei sistemi Fengshui l'Acqua è una delle energie più potenti, simboleggia infatti il fluire e la libertà. Nelle relazioni e nella vita sentimentale, l'Acqua introduce un elemento fluido, un'attività, un'evoluzione relazionale. È collegata anche all'energia sessuale, così come il Lago.


Zona Kun

  • Punto cardinale: Sudovest
  • Elemento mistico: Grande terra
  • Elemento naturale: Terra
  • Influenza: Famiglia
  • Colore: Rosa
La Terra è l'elemento che assembla tutti gli altri e che li nutre. Gli altri quattro elementi dipendono direttamente da essa. La Terra è il simbolo del legame dell'uomo alla vita materiale ed alle emozioni, ma al contempo simboleggia anche il legame con l'universo. Perdendo il contatto con la Terra, si perdono i sentimenti, l'intuizione e la recettività, ossia la capacità di percepire ciò che proviene dal mondo, dalla natura e dalle relazioni interpersonali. Ecco perché è importante interagire con l'energia invisibile della Terra.


Zona Chen

  • Punto cardinale: Est
  • Elemento mistico: Grande legno
  • Elemento naturale: Tuono
  • Influenza: Salute
  • Colore: Verde - marrone



Il Tuono - nella sua capacità di arrivare all'improvviso portando luce e pioggia - è il simbolo dello scatenarsi dell'immensa potenza della natura, incontrollabile, imprevedibile, estremamente vivificante in determinate situazioni ed estremamente distruttiva in altre. Psicologicamente esso rappresenta l'ego umano nel suo istinto primordiale, qualcosa che non si può controllare, e che può provenire sia dall'interno che dall'esterno. Il Tuono simboleggia anche l'impeto dell'inizio di un ciclo, la nascita e la fertilità, ma anche l'arrivo di nuovi influssi, esterni, oppure interni.



Zona Sun

  • Punto cardinale: Sudest
  • Elemento mistico: Piccolo legno
  • Elemento naturale: Vento
  • Influenza: Ricchezza
  • Colore: Verde
In Mesopotamia e nell'antico Egitto, l'elemento Vento, rappresentava il soffio vitale, mentre l'Acqua era la fonte della vita. In molte civiltà e culture il Vento è considerato lo spirito. Alcuni spiriti sono buoni, altri cattivi. Nella tradizione del Fengshui si dovrebbe evitare di costruire una casa o scavare una tomba sulla cima di una collina, perché sarebbero esposte a troppi venti selvaggi. D'altra parte anche vivere in un luogo in cui c'è poca circolazione di aria non è assolutamente cosa positiva, infatti il Qi stagnante è negativo quanto il Qi selvaggio.
Il Vento è simbolo di armonia, progresso e felicità. Ma esso può essere anche fonte di morte e distruzione quando si scatena. Il Vento è portatore di un'energia armoniosa, un potere rigenerante, trasporta le nuvole da cui viene scaricata la pioggia, cioè l'Acqua. Il Vento è anche collegato al Legno, alle fronde degli alberi che stormiscono dolcemente nell'aria e sono al contempo correlate alla Terra, dalla quale ricevono nutrimento e radicamento. Il Vento è dunque simbolo di penetrazione e di progresso, la continua attività che esso impartisce con il suo fluire rappresenta la continua spinta a cui l'uomo deve sottoporsi per poter progredire nella sua esistenza, per andare avanti e fare sempre nuove esperienze. Senza progresso, senza Vento e quindi senza variabilità la vita ristagna e diventa negativa. Il Vento è collegato anche al denaro e alla gioia che esso può offrire o sottrarre.



Zona centrale

«无极生有极, 有极是太极, 太极生两仪, 即阴阳; 两仪生四象: 即少阳、太阳、少阴、太阴, 四象演八卦, 八八六十四卦
Il senza-limiti (
Wuji) produce il limitato, e questo è l'Assoluto (Taiji).
Il Taiji produce due forme, chiamate yin e yang.
Le due forme producono quattro fenomeni:
piccolo Yang, grande Yang, piccolo Yin e grande Yin.
I fenomeni sono rappresentati dagli otto trigrammi (ba gua),
otto serie di otto sono sessantaquattro esagrammi.
 »



Il Centro è il nodo più profondo della rete, la chiave armonica dell'energia invisibile. L'energia che si trova in questo punto è forse la più ostica con cui rapportarsi e la più difficile da definire. Nello stesso tempo, se affrontata nel modo giusto, è la più potente e la più pura.
Il simbolo del Taijitu rappresenta la fase Taiji del ciclo energetico dell'universo, questa fase è il frutto della contrapposizione perpetua delle due polarità Yin e Yang:
  • La polarità Yin tende verso l'immobilità assoluta, verso la materia;
  • La polarità Yang tende verso la mobilità estrema, verso l'energia più sottile, impalpabile.
Questa dualità di yin e yang genera movimento, attività e genera la vita.
Nel bagua: Yin rappresenta la notte, l'oscurità, il freddo, l'inverno, l'acqua, la Luna, il principio femminile, la manifestazione materiale, la Terra; Yang invece rappresenta il giorno, la luce, il calore, l'estate, il fuoco, il Sole, il principio maschile, la trascendenza, il Cielo. Nell'universo Yin e Yang coesistono in proporzioni variabili non potendo esistere l'uno senza l'altro, data la legge di complementarità del Tao. Come l'atomo con il suo nucleo e gli elettroni, lo Yin e lo Yang si alternano nel tempo senza fine. Nella teoria cinese della evoluzione dello Yin-Yang sono insiti anche i concetti di relatività e di ritmicità.
L'area centrale del bagua simboleggia il rapporto che la persona ha con sé stessa. Nel corpo, questa zona energetica si manifesta in un punto a metà strada tra l'ombelico e la biforcazione delle gambe. Nelle culture orientali, questo è un importante centro di gravità, soprattutto nel corpo spirituale e in scuole di meditazione dinamica come il Taijiquan e il Kitaiso. In queste tradizioni viene chiamato Hara. È il punto di partenza dell'energia, l'autentico centro del nostro essere. Il centro ci aiuta a scoprire chi siamo realmente: stabilire un contatto con noi stessi e conoscerci pienamente è una delle cose più difficili da affrontare nella vita.



Zona Chien

  • Punto cardinale: Nordovest
  • Elemento mistico: Grande metallo
  • Elemento naturale: Cielo
  • Influenza: Relazioni
  • Colore: Grigio - bianco - colori metallici
Il Cielo è di estrema polarità Yang. Esso è l'inizio di una nuova attività, un'azione. Nel Fengshui tradizionale, il Cielo rappresenta l'inizio della creazione; è ciò che scende sulla Terra per creare la vita. Simbolo dell'energia maschile, il Cielo si trova all'estremo opposto della Terra, che è energia femminile e in combinazione con la quale rappresenta l'eterno rapporto mistico tra Yin e Yang. Esso fa guardare oltre l'individualità e fa comprendere ciò che non si conosce. Il Cielo è strettamente legato alle relazioni interpersonali, esso simboleggia il modo personale di esprimere e indirizzare i sentimenti. Raffigura anche l'incoraggiamento e il contraccambio dei sentimenti liberamente donati dagli altri.



Zona Tui

  • Punto cardinale: Ovest
  • Elemento mistico: Piccolo metallo
  • Elemento naturale: Lago
  • Influenza: Creatività
  • Colore: bianco - grigio - colori metallici



L'amore fisico è la forma di creatività più potente, magica e ispiratrice che si possa sperimentare. Il Lago simboleggia l'energia di una relazione, che può diventare un'entità quasi a sé stante. Nel Taoismo l'unione sessuale è una pratica estremamente importante. Essa simboleggia infatti l'unione delle due controparti mistiche, delle due polarità della vita, Yin e Yang, incarnati nell'uomo e nella donna. Il sesso è una pratica che attraverso l'orgasmo e l'estasi che ne derivano, provoca un'esplosione energetica che permette di raggiungere la contemplazione della verità e l'immortalità. L'unione sessuale è potenza e la si deva comprendere in quanto tale. Il Lago è una vasta area di acqua statica, riflette il Cielo e sta adagiato sulla Terra, altra metafora dell'unione di due controparti.



Zona Ken

  • Punto cardinale: Nordest
  • Elemento mistico: Piccola terra
  • Elemento naturale: Montagna
  • Influenza: Conoscenza - consapevolezza
  • Colore: Marrone - arancione - beige



Le montagne sono una fonte di potenza indescrivibile, che si può solo percepire. Esse sono infatti una delle più alte espressioni della potenza della natura. La Montagna non è né Yin né Yang, come la Terra, e come quest'ultima rappresenta anche il punto in cui le due controparti mistiche e le energie da essi sprigionate, trovano un equilibrio. L'immagine potente che la Montagna suggerisce è quella di un ostacolo da superare. Le sfide sono essenziali per mantenere una vita perennemente attiva. In un certo senso infatti, esse rappresentano quanto di più esterno c'è all'individualità. Come le montagne sono misteriose e invalicabili così sono anche i sentimenti delle persone, che non sempre si riescono a comprendere fino in fondo. L'ostacolo della montagna rappresenta le difficoltà nelle relazioni con gli altri, i problemi derivati dall'incomprensione. L'immagine della montagna conduce anche ad una certa consapevolezza dei propri limiti, in modo da moderarsi per agire sempre nel modo migliore e soprattutto sempre rispettando sé stessi e gli altri.



Zona Li

  • Punto cardinale: Sud
  • Elemento mistico: Fuoco
  • Elemento naturale: Fuoco
  • Influenza: Fama - fortuna
  • Colore: Rosso



In tutte le civiltà e in tutte le religioni il Fuoco ha sempre rappresentato un potente simbolo di energia. Prometeo sottrasse il Fuoco che Zeus aveva serbato per gli dèi e lo donò al genere umano. Nella mitologia, è il fuoco che dà l'ispirazione.
Il Fuoco riguarda lo spirito che vive dentro l'uomo e che lo conduce verso il futuro, l'ardore che conduce l'uomo a sprigionare tutte le proprie potenzialità. Senza il fuoco l'uomo non potrebbe esprimersi, evolversi sia psicologicamente sia spiritualmente. Senza una direzione e senza una meta per il futuro, si ristagna e si perde il senso della progettualità. Il fuoco rappresenta dunque l'evoluzione, il progresso, ciò che spinge l'uomo a dare sempre il meglio di sé. L'emblema di questa energia è la fenice, l'uccello di fuoco, una fonte perpetua di energia; parallelamente c'è anche il rosso, da millenni abbinato all'ardore e allo sviluppo.